
la nautica
Sorrento. A parole tutti d’accordo nel sostenere che la nautica è l’unico turismo capace di incidere in maniera determinante sull’economia delle aree di approdo. La realtà, invece, soprattutto in costiera sorrentina, è fatta di porti piccoli e mal collegati con i centri abitati, con un numero di posti-barca insufficiente, per quantità e qualità dei servizi, alla domanda di ormeggio. Motivi? Conformazione geografica del litorale, vincoli di ordine paesaggistico che impediscono di ampliare le strutture esistenti, ma anche una disattenzione per le imbarcazioni in transito. A Sorrento bisognerà attendere la prossima stagione per avere uno specchio d’acqua destinato ad accogliere le imbarcazioni di grandi dimensioni. «Purtroppo ogni estate rifiutiamo l’ormeggio di imbarcazioni in transito, sia per mancanza di posti sia perché la maggior parte degli approdi non sono protetti dal mare e dal vento», dice Francesco Saverio di Gregorio, presidente del consorzio porto turistico Marina Piccola. Analogo destino per le imbarcazioni stanziali. «I posti sono sempre quelli e la domanda cresce di anno in anno: così anche i residenti cercano ormeggio altrove», aggiunge Salvatore Gargiulo, storico ormeggiatore sorrentino. Non va meglio a Massa Lubrense, dove tra mille polemiche si è deciso di affidarsi al del project financing, dunque ai privati, per ampliare il porto esistente. E questo nonostante il tratto di litorale, con oltre 300 posti barca disponibili tra Nerano e Marina della Lobra, sia tra i più ambiti dai diportisti. Ma la disponibilità di ormeggio non fa rima con qualità dei servizi. «L’esempio della Costa Azzurra dovrebbe far riflettere tutti sulla necessità di avere approdi adatti», ammonisce Alfonso Iaccarino, patron del ristoranteDon Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi. In attesa di adeguate strutture e servizi, la costiera continua a vivere di mille contraddizioni. Ultima in ordine di tempo quella di Piano di Sorrento, dove è stato appena ultimato il nuovo approdo e i posti barca disponibili passeranno dai 200 attuali ai 130 previsti dal regolamento degli ormeggi che entrerà in vigore dalla prossima stagione. In mezzo una querelle infinita tra i titolari delle concessioni preesistenti e la Regione per la recente aggiudicazione di uno specchio d’acqua ad una società di Ischia, con sullo sfondo la non risolta questione delle agevolazioni per i diportisti residenti. «Bisogna rendersi conto che i benefici sull’economia locale sono legati al diporto di transito, caratterizzato da imbarcazioni di notevoli dimensioni che, a fronte di servizi di elevato standard, generano lavoro per l’indotto», spiega Vincenzo Cosenza presidente della Marina di Cassano.