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28/06/2010

Monti Lattari Gragnano. La zona nord di Sigliano esce dalla fascia «a forte rischio idrogeologico»

Monti Lattari Gragnano. La zona nord di Sigliano esce dalla fascia «a forte rischio idrogeologico»
Monti Lattari Gragnano. La zona nord di Sigliano esce dalla fascia «a forte rischio idrogeologico»


 Gragnano. La zona nord di Sigliano esce dalla fascia «a forte rischio idrogeologico» e le case popolari non rischiano più di essere demolite. Sono stati alcuni consiglieri di maggioranza a rendere note le prime indiscrezioni sull’esito della riperimetrazione della mappa del rischio, relativa all’area monte Pendolo, effettuata dall’Autorità di Bacino. L’ultimo ostacolo da superare, adesso, sarà quello delle osservazioni che, entro il prossimo mese di ottobre, potranno essere presentate per attuare delle eventuali modifiche. Tuttavia al momento l’unica cosa certa è che da «zona rossa», l’area a nord di Sigliano sta per essere trasformata in «zona verde». «Finalmente arriva una buona notizia – afferma Salvatore Castrignano, consigliere comunale di maggioranza eletto nella lista Alleanza di Centro - molto attesa da centinaia di persone residenti nella frazione Sigliano. La relazione dell’Autorità di Bacino consentirà agli alloggi popolari di non traslocare, ma adesso occorre uno sforzo da parte dell’amministrazione per garantire un futuro migliore, anche dal punto di vista della vivibilità, ai cittadini residenti in questo quartiere». A tal proposito Castrignano, insieme ad altri cinque membri della maggioranza, ha chiesto al sindaco Annarita Patriarca e alla giunta di avviare un’opera di restyling per le palazzine. «Ci sembra un atto dovuto – continua l’esponente di Adc - proprio alla luce della nuova mappa del rischio, emersa, seppure ancora in maniera parziale, dalla riperimetrazione della zona rossa». Tra i firmatari della lettera, ci sono anche i consiglieri Andrea Gaudino, Nicola Imperiale, Andrea Lignola, Giuseppe Abagnale e Alfonso Gentile. Proprio sulla questione delle case popolari di Sigliano è in programma a breve un vertice di maggioranza, che dovrebbe tenersi già durante la prossima settimana. Ma c’è un altro importante aspetto che la riperimetrazione dovrà chiarire: riguarda il futuro delle pizzerie a rischio e, in particolare, di quelle sistemate a Sigliano e lungo la statale 366 agerolina. Al momento le attività ristorative restano in zona rossa, ma si attendono anche in questo caso le prime indiscrezioni sulla nuova relazione dell’Autorità di Bacino che, come accaduto per le case popolari, potrebbe rivoluzionare l’intero quadro relativo al rischio idrogeologico. Del resto proprio la zona di Sigliano riveste un ruolo determinante sul fronte del dissesto. Proprio qui nei mesi scorsi le forze dell’ordine hanno chiuso circa 20 pizzerie sprovviste di agibilità edilizia, mentre altri edifici completamente abusivi sono stati demoliti. Chi abita in questa zona del resto da lungo tempo, in caso di precipitazioni atmosferiche persistenti, è portato ad alzare gli occhi in direzione del monte Pendolo, che veglia sull’intera frazione, sperando che non si ripetano i disastri del passato. A Sigliano infatti è datato 2 gennaio 1971 l’ultimo evento franoso mortale. Una colata di fango improvvisa travolse letteralmente 4 villette e l’hotel La Selva situato all’altezza della statale 366 agerolina. Si contarono ben sei vittime, ma per puro caso la tragedia non assunse dimensioni ancora più grandi. Un corteo nuziale, diretto proprio all’albergo per il pranzo, assistette infatti imperterrito alla tragedia a poche centinaia di metri di distanza. Da allora ci sono stati anche diversi altri eventi franosi, fortunatamente senza vittime.

Francesco Fusco Il Mattino di Napoli                                                    inserito da Michele Pappacoda




Inserito da:
Michele Pappacoda - mjcheva@live.it

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