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Dalla libertà di approvigionamento dei gestori della rete dei carburanti alla liberalizzazione della vendita di tutti i medicinali a carico dei cittadini, dalla riforma degli ordini professionali all'abolizione della clausola di massimo scoperto, fino alla separazione proprietaria della rete di trasporto del gas. Il partito democratico affila le armi contro la manovra e presenta una nuova "lenzuolata" di liberalizzazioni e semplificazioni, che saranno trasformati in emendamenti alla manovra. A illustrarli, in una conferenza stampa, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. «Noi chiediamo che le liberalizzazioni entrino nella manovra. Si tratta di misure che spostano 10 miliardi di euro nelle tasche dei consumatori, una piccola lenzuolata su cui sfidiamo il governo a dirci se intende continuare a fare delle chiacchiere o intende fare anche qualche fatto».

Una sfida che si articola in sedici pagine dove vengono riprese molte delle proposte contenute nella terza lenzuolata dell'allora ministro dello Sviluppo economico. Proposte che non furono convertite in legge a causa della fine anticipata della scorsa legislatura. Si tratta però solo di un primo passo perché come chiariscono i democratici nella premessa del documento presentato oggi dal numero uno del Pd «gli emendamenti alla manovra non sono esaustivi rispetto a tutto quello che si può fare». Ulteriori proposte, garantiscono i Democrats, «saranno avanzate durante l'esame del ddl annuale sulla concorrenza di cui il Pd auspica una immediata approvazione in Consiglio dei ministri».
Si parte dal mercato dei carburanti dominato, si legge nel documento del Pd, «da un oligopolio costituito da 8 società integrate verticalmente». La ricetta dei democratici suggerisce di «modificare la disciplina normativa che oggi regola i rapporti contrattuali di fornitura di carburante per la vendita al dettaglio tra produttori (che nel 60% dei casi sono anche proprietari degli impianti di distribuzione) e i gestori dei singoli punti di vendita». Ma non è l'unico step. Perché la proposta passa anche attraverso l'attenuazione del «vincolo di esclusiva» presente negli attuali contratti. Fissando così un tetto del 50% all'acquisto in esclusiva «in modo che il singolo esercente al dettaglio possa diventare un imprenditore commerciale autonomo per la restante parte». Inoltre i democratici propongono di assegnare in via straordinaria e temporanea all'Acquirente unico spa (cui è affidato per legge il ruolo di garante della fornitura di energia elettrica) «di esercitare anche attività di commercio all'ingrosso dei carburanti». Un pacchetto che garantirebbe un risparmio complessivo di 2 miliardi di euro.
Sul fronte dei farmaci, poi, i democratici vogliono portare a compimento la prima lenzuolata del 2006. Consentendo alle parafarmacie e ai corner della grande distribuzione (che già distribuiscono i medicinali senza obbligo di ricetta) di vendere anche i farmaci di fascia C e quindi tutti i medicinali non dispensati dal servizio sanitario nazionale. In questo modo, sottolinea il documento, «si creerebbe un doppio canale di vendita: farmacie convenzionate da un lato e parafarmacie dall'altro», con notevoli risparmi per i cittadini.
Avanti tutta anche sul versante delle professioni. Qui la ricetta del Pd mirano a modernizzare l'assetto degli ordini professionali,ma anche a garantire pari opportunità alle giovani generazioni attraverso «l'accorciamento della distanza tra le fasi di studio, tirocinio (retribuito e massimo di 12 mesi) e l'accesso all'esercizio effettivo della professione». Puntando anche sulleliminazione «di qualunque requisito di età o anzianità di esercizio nell'accesso alle cariche elettive degli organi nazionali e territoriali degli ordini». Via libera poi al riconoscimento delle libere associazioni costituite su base volontaria e senza diritto di esclusiva tar i professionisti.
Il Pd chiede poi l'abolizione della clausola di massimo scoperto e di altre commissioni analoghe nei conti correnti. Voci di costo che, si legge nel documento, «oltre a essere particolarmente onerose per famiglie e piccole imprese, sono anche poco trasparenti». Con l'emendamento presentato dai democratici viene inoltre affidato alla vigilanza della Banca d'Italia il controllo sul corretto rispetto delle nuove prescrizioni e il potere di stabilire i criteri e le modalità per la corretta informazione ai clienti delle condizioni economiche dei servizi offerti dalle banche.
I democratici spingono infine per la separazione proprietaria di Snam Rete Gas dall'Eni da attuare entro il 31 marzo 2011. La questione è stata più volte sollecitata dall'Autorità competente ma mai portata a compimento. Un regime che potrebbe consentire all'Italia, spiega il documento del Pd,«di recuperare il differenziale con la media Ue relativamente al prezzo all'ingrosso del gas, con un risparmio pari circa 4 miliardi di euro».
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