
Positano stupore per la casa di Bertolaso, se fosse vero si saprebbe
Positano, costiera amalfitana. La Garitta è una terrazza sull'immenso. Sotto c'è mare interminabile, dentro vi precipitano limoneti e vegetazione lussureggiante, e rocce gigantesche piantate in acqua. Affacciata a contemplare la meraviglia de Li Galli, c'è una madonnina di gesso, miracolosa per Rosalia del chiosco, che vende souvenir e bibite fresche. «Sì, sì, Bertolaso lo conosco. Dalla televisione. Ha un terreno e una casa sotto? Io non ne ho mai sentito parlare». Qui tutto è proprietà Capilongo e Cinque. Vi sorgono Le Agavi, uno dei più suggestivi hotel di Positano. Non sembra ci sia traccia di quel terreno di sterpi e rovi di cui parlano in paese, ultima proprietà dei Bertolaso nel paradiso della Costiera. Pare che lui da bambino a Positano fosse di casa e che la proprietà di famiglia fosse l'attuale albergo «Il Gabbiano». Ma nè il sindaco attuale Michele De Lucia, nè quello precedente Domenico Marrone - oggi capo dell'opposizione - ne sanno nulla. «Se avessimo un cittadino come Bertolaso, sfrutteremmo l'occasione - scherza De Lucia - Non esiste Bertolaso nel comune di Positano, a meno che l’intestatario della proprietà non sia qualcun altro». Lui, il capo della protezione civile, nel mirino della magistratura con la «cricca», dicono che a volte atterri con l’elicottero sulla spiaggia. Ma è roba di tre, quattro anni fa, per il dissesto idrogeologico, visite di lavoro. Eppure, racconta Luigi Pisacane, titolare de « Le tre sorelle», dove si mangia accanto al mare: «È stato qui con la famiglia. Ce lo presentò l’assessore Corrado Catenacci, che è suo amico». Certo non è un habituè delle estati positanesi. «Alberghi? - si chiede Salvatore Rispoli, da tre generazioni proprietario della rinomatissima Buca di Bacco, tempio del jet-set - Non credo ne frequenti». Pisacane invece ricorda di una cena alle Tre Sorelle, più o meno nell’inverno del 2008. Fu allora che Bertolaso mostrò l’intenzione di acquistare casa. In una zona alta. Chi conosce Positano sa che le possibilità sono tre: la Garitta appunto, via Corvo verso Montepertuso e Liparlati al cimitero. In quest’ultimo angolo arrivarci è arduo, una scarpinata aiutata da scalinatelle lunghe. Anche qui gli abitanti cadono dalle nuvole: «Bertolaso ha una villa qui? L’avrei saputo - riflette Maria Baratta, antiquaria sorrentina che in questa zona possiede un palazzetto settecentesco da restaurare - Come subito si è saputo quando acquistò Cecchi Paone». A Liparlati sono ville da sogno. Una è proprietà di un medico, l’altra era di un inglese che l’ha lasciata in eredità alla sua governante e ora è in vendita. La terza è un Palazzo di proprietà di un commerciante delle famose «pezze» e di un umbro. «La fittano agli americani - dice Maria - anche a ventimila euro alla settimana». Piscina, arredamento antico, persino altari di marmo. Fuori cancelli, scalinate, bouganville, molto rosso, una macchia che si vede dal mare. Scendendo in paese, al bar Mulino Verde, Antonio Fusco, impiegato, si chiede: «Ma simm’ e’ Positano o no? Bertolaso non l’abbiamo visto mai». Lo dice anche l’avvocato Gerardo Grisi, principe del foro di Salerno, che si rifugia, appena può, nella sua casa in piazzetta: «Mai visto, mai saputo che fosse proprietario di locali qui».