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09/01/2007

Roma. L’Iperspazialismo allo Studio Soligo.

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Alle ore 18.00 del 12 gennaio 2007, allo “Studio Soligo” di Roma, via Emanuele Gianturco n. 5, avrà luogo l’inaugurazione della mostra “MOVIMENTO IPERSPAZIALISTA: ITINERARIO DELL’ARTE OLTRE”, a cura di Leo Strozzieri, progettata in collaborazione con la Fondazione Luigi Faccioli di Roma, già presentata nei mesi scorsi a Latina e a Benevento in occasione del Premio Razzano.

Alla manifestazione interverrà il critico d’arte  Maurizio Vitiello, docente alla “Fondazione Humaniter” di Napoli, con un contributo  storico-critico sul “Movimento Iperspazialista”.

Il Movimento, sorto nel 1996 tra le città di Chieti, Pescara e Venezia, ad opera di un gruppo di artisti tra cui Antonio Paciocco, il teorico, Ettore Le Donne che ne è l’animatore, Giuseppe Masciarelli e Cesare Iezzi, conta attualmente 26 aderenti: ai quattro suddetti si sono aggiunti nel tempo Luisa Bergamini, Giovanni Boldrini, Fabrizio Campanella, Alessandro Carlini, Isabella Ciaffi, Maria Pia Daidone, Andrea P. Damiani, Anna Donati, Umberto Esposti, Maria Cristiana Fioretti, Giovenale, Nabil, Innocenzo Odescalchi, Giorgio Pahor, Monica Pennazzi, Alessandro Perinelli, Massimo Pompeo.

Prossimamente, l’Iperspazialismo si appresterà ad accogliere altre significative personalità, “in primis” i maestri Achille Pace, a suo tempo tra i fondatori del Gruppo Uno, Eduardo Palumbo, massimo esponente del Neofuturismo, Angelo Manca e  Renato Spagnoli, esponenti del Neocostruttivismo, in ultimo il giovane Gian Battista Morana.

La mostra romana documenta un decennio di attività del Movimento, che idealmente intende proseguire l’esperienza spazialista del grande Lucio Fontana, del quale nel gruppo è presente il nipote Umberto Esposti.

Legato allo Spazialismo  da un comune interesse per il progresso scientifico e tecnologico, l’Iperspazialismo fa propria la legge di incremento progressivo dello spazio teorizzata dallo stesso Lucio Fontana, secondo la quale esso viene rappresentato con ampiezza ogni volta maggiore nei diversi secoli. Consapevoli che lo spazio nel nostro secolo ha raggiunto un’ampiezza superiore a quella di ogni altro periodo storico a seguito delle esplorazioni spaziali e della formulazione di nuove teorie astrofisiche, ma anche convinti che soltanto l’immaginazione può permettere alla mente umana di percepire una spazialità troppo ampia, gli iperspazialisti propongono il FRAMMENTO COSMICO IPERSPAZIALE, particolare ingrandito di universi immaginari in estensione infinita al di là dei limiti della tela, opera d’arte, quindi, evocatrice di un’erranza sublime per vaste penombre e luminosità aurorali.

Il frammento iperspaziale, finestra aperta su un passato cosmico dell’umanità, che sta per tornare futuro, è caratterizzato da un linguaggio criptico, simbolico, archetipico; per i contenuti propositivi, non certo per gli aspetti stilistici, richiama alla mente la pittura  delle grotte preistoriche.

Ciò perché l’Iperspazialismo è l’arte di una nuova Preistoria: quella dell’Era Spaziale; come tale è celebrazione di un rito collettivo.

Se i pittori di Lascaux e di Altamira dipingevano  per  predisporre la tribù alla caccia  alimentandone  l’immaginazione con la prefigurazione delle fiere da uccidere, gli iperspazialisti si servono dell’immaginazione per preparare lo spirito dell’uomo ad affrontare futuri emozionanti viaggi di ritorno tra le stelle.

Diversi i manifesti teorici redatti per illustrare la poetica del Movimento: dal primo, costitutivo, ai manifesti dell’arte sacra iperspazialista e dell’amore iperspazialista, per finire con il manifesto della pubblicità iperspazialista commissionato alla pubblicitaria Chiara Strozzieri proprio in occasione della mostra, documentata da un elegante volume (editrice Artechiara, Pescara, 2006).

La rassegna è visitabile allo Studio Soligo s.r.l., via Emanuele Gianturco n. 5, 00196  Roma, fino al 3 febbraio 2007, tutti i giorni dalle 15,30 alle 19,30, la mattina su appuntamento, tel. 06.32609174, info 340.8606253, fax 06.97254798.




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