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07/06/2010

Atrani, rientra la Porta di San Salvatore de´ Birecto

La porta durante la esposizione alla Royal Accademy di Londra
La porta durante la esposizione alla Royal Accademy di Londra

Oggi, 8 giugno, farà ritorno ad Atrani in costiera amalfitana  la famosa porta bronzea della Chiesa di San Salvatore de’ Birecto, chiesa all’interno della quale, tradizione vuole, avvenisse l’investitura dei Dogi di Amalfi.

Dopo il restauro avvenuto nel 1990 ad opera di Sergio Angelucci, uno dei massimi esperti italiani di restauro dei bronzi, il monumentale manufatto del 1087, donato dal nobile mercante atranese Pantaleone Viarecta, ha fatto il giro di mezza Europa ed esposto in luoghi di tutto prestigio.  

La Porta, infatti, è stata esposta al padiglione italiano dell'Expo Universale di Siviglia del 1992 e, dopo un breve rientro ad Atrani all'interno della Collegiata di Santa Maria Maddalena, nel dicembre del 1992 le fu dedicata una mostra-convegno dal titolo Dietro la porta, tenutasi nello stesso comune costiero.

Tra l’ottobre 2008 e il marzo 2009 fu trasferita a Londra per essere ospitata nella mostra Byzantium, dove è stata ammirata da circa 340.000 visitatori.

Nell'aprile del 2009 è stata inserita nel progetto XI settimana della cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed esposta nella cappella del Museo Diocesano di Salerno. Da allora la visita alla porta è stata consentita in tutte le manifestazioni che sono state realizzate dalla Soprintendenza B.S.A.E di Salerno.

Domani, finalmente, prenderà posto nella sua sede naturale, dopo aver atteso per qualche decennio il completamento dei restauri della chiesa di San Salvatore de’ Birecto.

L’apertura della Chiesa poi, col suo prestigioso battente, può essere di buon auspicio per aprire definitivamente i tanti altri monumenti che Atrani possiede. Tanti tesori, fino ad oggi per lo più nascosti, agli occhi e al sapere di viandanti e turisti.

Gino Amato 

La porta di San Salvatore de' Birecto di Atrani (1087)

  Il monumentale manufatto costituisce uno degli esemplari artistici che, grazie alla munificenza di committenti amalfitani, furono collocati, nell'arco di circa trent'anni, in cinque luoghi sacri: ad Amalfi (1057) e ad Atrani (1087), nel cuore del Ducato; a Montecassino (1066), centro del potere benedettino; a S. Paolo fuori le mura (1070), basilica pontificia; a Monte S. Angelo sul Gargano (1076), santuario caro ai Normanni.

   Realizzata secondo uno schema comune anche alle altre tre porte bizantine che si conservano in Italia - una nella cattedrale di Salerno, le altre due a Venezia in San Marco, - fu donata, in origine, alla chiesa di San Sebastiano, sempre ad Atrani e trasferita, in un tempo imprecisato, nella chiesa di San Salvatore de' Birecto.  E' importante sottolineare che nel Medioevo la porta assunse un notevole valore simbolico in quanto, consentendo l'accesso alla chiesa, simulacro del Regno dei Cieli in terra, rappresentava l'ingresso all'aldilà.

Per questa ragione le iscrizioni, presenti sulle porte, insieme alle immagini dei santi intercessori, avevano la funzione di assicurare l'ammissione alla vita eterna al loro donatore. Infatti, sulla porta di San Salvatore, l'iscrizione latina incisa sul terzultimo registro ci informa che il dono del nobile mercante atranese Pantaleone Viarecta era finalizzato alla salvezza della sua anima e che alla Vergine ed ai suoi santi tutelari, San Sebastiano (a cui la chiesa era dedicata) e San Pantaleone (suo santo patrono) era affidato il compito di intercedere in tal senso verso Cristo

I battenti atranesi sono un prodotto delle fonderie costantinopolitane costituiti da un rivestimento bronzeo, sovrapposto ad una solida struttura lignea, su cui verticali e correnti racchiudono ben ventiquattro pannelli. Venti riportano croci fogliate e quattro figure ageminate in argento, corredate da iscrizioni in greco, in cui prevale il linearismo tipicamente bizantino.

Impropriamente il metallo che costituisce le porte bizantine è definito bronzo, ma il bronzo è una lega di rame e stagno, mentre le valve bizantine sono invece un oricalco, una lega di rame con l'aggiunta di piombo, zinco e stagno, dall'aspetto molto vicino a quello dell'ottone.

Il fondo oro di queste porte ha in sé il medesimo significato del fondo oro dei mosaici bizantini, cioè quello di rappresentare l'immagine della Gerusalemme celeste.

 

 (testo a cura di Lina Sabino)

 

 




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Gino Amato - ginoamato@alice.it

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