
Capri. In villa un tesoro archeologico sequestrato
Capri. Mario Astarita, il banchiere mecenate, raffinato collezionista di opere preziose e reperti archeologici, non avrebbe mai immaginato che un giorno un drappello di carabinieri avrebbe visitato una delle sue ville che nel corso della vita aveva fatto costruire sull'isola, affidandosi addirittura ad Edwin Cerio, un sacerdote e custode delle bellezze e del mito dell'isola. Ieri mattina i carabinieri, nell'ambito delle operazioni di routine per combattere il fenomeno dell'appropriazione indebita di reperti dello Stato, guidati dal comandante della caserma Michele Sansonne, sono entrati nella villa di Marina Piccola e hanno scoperto un tesoro fatto di reperti archeologici, statue, busti, capitelli, colonne e altorilievi in marmo, insieme a vasellame di pregio e utensili antichi, tutti ritenuti ai sensi dell'articolo 20 del Decreto legislativo del 2004, beni dello Stato. Eppure, lungo i viali e le mura di cinta della casa, tutte le opere che sono cadute sotto la scure dei carabinieri, facevano bella mostra di sé, ed anche i capitelli e le colonne sulle terrazze e nel giardino erano ben visibili dall'esterno. Anche gli altorilievi e le iscrizioni marmoree erano ben visibili a chi aveva la fortuna di entrare in quel piccolo museo. L'attuale proprietario L.M. di 35 anni, un imprenditore che vive tra Capri e Milano, alla vista dei militari è rimasto sorpreso dall'invito del comandante di fargli visitare la casa, e quando gli è stato chiesto di giustificare la presenza nella villa di quei reperti storici ha dichiarato che si trattava di beni che vengono tramandati di generazione in generazione, in gran parte collezionati dal suo antenato, che oltre ad essere un ricchissimo uomo di finanza, era un raffinato cultore dell'arte dell'antichità e si era contraddistinto per aver effettuato una serie di donazioni importanti, come quella al Museo di Capodimonte, a cui fu donata un'intera serie di acquerelli e disegni di Giacinto Gigante e della scuola di Posillipo, che fanno parte della collezione del museo, così come vennero donati ai Musei Vaticani reperti di epoca etrusca. Ed ancora, nel suo testamento, il nonno donò l'immensa proprietà denominata Parco Astarita, che oggi è un parco pubblico di proprietà del Comune di Capri. Intanto, i carabinieri hanno chiesto l'intervento del personale della Sovrintendenza archeologica per valutare il valore dei reperti sequestrati, sia sotto il profilo storico che culturale, ma anche per risalire alle epoche e alla provenienza di ogni singolo pezzo. Per consentire all'esperto di effettuare con tranquillità i suoi esami i militari, dopo aver posto le opere sotto sequestro, hanno affidato la custodia giudiziaria allo stesso proprietario della villa, ma nei suoi confronti è scattata la denuncia per aver contravvenuto alla legge che prevede una pena fino a 3 anni di reclusione. Il giovane imprenditore ha dichiarato che sarà in grado quanto prima di dimostrare la sua innocenza attraverso i documenti di lasciti familiari.
Anna Maria Boniello Il Mattino inserito da Michele Pappacoda