
Duro colpo ai Casalesi, 14 arresti in manette anche l'avvocato del boss
All'alba operazione dei carabinieri che hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare. Cinque persone hanno ricevuto il provvedimento in cella. Preso in casa il legale di Bidognetti, imprenditore vicino a Di Nardo
C'è anche Carmine D'Aniello, avvocato del boss Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto 'e mezzanotte', attualmente detenuto in carcere al 41 bis, tra i destinatari di 14 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Napoli su indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Caserta. Le indagini hanno rivelato una fitta reti dei Casalesi anche per il riciclaggio e l'intestazione fittizia di beni che coinvolge agenzie di onoranze funebri e in particolare imprese edili fra cui 'Impregica' Costruzioni di Carmine Diana, imprenditore vicino al funzionario ministeriale Antonio Di Nardo, come già emerso da informative dei Ros alla procura di Firenze, implicato negli appalti del G8 della Maddalena su cui si è indagato.
Diana è in rapporti con Bidognetti, ed è stato anche acquirente fittizio di alcuni terreni in realtà nella disponibilità del boss. Alcune delle ordinanze di custodia cautelare sono state notificate in carcere, tra cui una proprio al boss. Il suo avvocato, D'Aniello, è accusato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso e in particolare è ritenuto il 'messaggero' tra il capo storico del clan e gli affiliati.
In manette sono finiti anche il genero di Bidognetti e Giovanni Letizia, già in carcere e accusato di essere uno dei killer del capo dell'ala stragista dei Casalesi, Giuseppe Setola.
Le accuse imputate agli indagati vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso alla subornazione di testi, all'induzione a non rendere dichiarazioni alla autorità giudiziaria, al riciclaggio e all'intestazione fittizia di beni appartenenti alla camorra aggravata dal metodo mafioso. Tra le persone cui il clan tentò di chiudere la bocca, anche Anna Carrino, l'ex convivente di Bidognetti, ed i pentiti Domenico Bidognetti, Massimo Iovine e Luigi Guida. E' emersa nell'indagine anche l'alleanza del boss con clan napoletani e la sua vicinanza a super latitante Michele Zagaria, ricercato da più di 14 anni.
La repubblica di Napoli inserito da Michele Pappacoda