
Rignano
L'udienza spostata al 22 e 29 settembre per la precarietà del collegio giudicante: uno dei magistrati precario
ROMA - Subito rinviato il processo per le violenze e gli abusi sessuali compiuti su 21 bambini di un asilo di Rignano Flaminio, in provincia di Roma. I giudici del tribunale di Tivoli, stante il collegio in composizione precaria, hanno aperto l’udienza e poi subito fissato altre due date per la discussione delle questioni preliminari: il 22 e il 29 settembre, date in cui dovrebbe essere nominato il collegio definitivo che porterà a compimento le udienze.
GIUDICE TRASFERITO - «Uno dei giudici sta per essere trasferito», è stato spiegato da uno dei difensori dei cinque imputati. Uno dei suoi componenti, infatti, sarà trasferito nella Capitale e pertanto non avrebbe avuto senso iniziare il processo davanti ad un collegio di giudici destinato a cambiare e a determinare un ri-inizio dello stesso processo e sarebbe stata pregiudicata la stabilità del collegio giudicante per l'intero processo.
IMPUTATI - Cinque le persone accusate di aver abusato di bambini della scuola di Rignano Flaminio: le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e il marito di quest'ultima, il produttore televisivo, Gianfranco Scancarello, nonché la bidella Cristina Lunerdì. Per quest'ultima la procura aveva chiesto l'archiviazione ma il gip Elvira Tamburelli ha respinto tale istanza, disponendo l'imputazione coatta nei suoi confronti. Sono finite invece in archivio le posizioni della maestra Assunta Pisani e del benzinaio cingalese Kelum Weramuni De Silva, anche loro inizialmente coinvolti in questo procedimento. A disporre il rinvio a giudizio dei cinque imputati, come chiesto dal pm Marco Mansi, fu il gup di Tivoli Pierluigi Balestrieri il 12 febbraio scorso.
IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE - Il tribunale di Tivoli soffre di carenze di organico, con magistrati in entrata e in uscita con una certa frequenza. Ma il presidente della struttura giudiziaria, Bruno Ferraro, si dice certo che «a settembre, quando inizierà formalmente il processo sui fatti di Rignano Flaminio il problema sarà risolto». Il presidente Ferraro ha esordito così in una improvvisata conferenza stampa a conclusione dell'udienza del processo, rinviato per la non stabilità al momento del collegio giudicante presieduto da Mario Frigenti. L'incontro con la stampa si è svolto nella sala che il tribunale ha allestito per i giornalisti. «Questa struttura - ha tenuto a precisare il presidente Ferraro - non è stata creata appositamente per il processo di Rignano, ma è una struttura di cui il tribunale doveva dotarsi per dare la possibilità ai giornalisti che verranno a seguire processi che avranno una valenza importante per l'opinione pubblica di svolgere il loro lavoro al meglio». In merito al processo oggi rinviato, il presidente del tribunale ha precisato che lui non ha «poteri sulla gestione dei processi; sono infatti nelle mani del collegio giudicante. C'è una legge che preclude la pubblicità dell'udienza nel caso di processi in cui ci sono minorenni come parti offese, e noi abbiamo allestito una zona all'interno del palazzo di giustizia da destinare alla stampa». L'incontro con i giornalisti ha consentito al presidente Ferraro di fare il punto sugli organici al tribunale di Tivoli. «Soffriamo di carenze d'organico, questo tutti lo sanno. In questo momento ci troviamo a scontare il fatto che alcuni magistrati sono andati via; altri però ne arriveranno in breve tempo. Il problema dell'organico l'abbiamo affrontato; abbiamo sensibilizzato il presidente della Corte d'appello, e lui ha creato un'opportunità concorsuale. Il Csm ha deliberato la copertura di tre posti; due saranno destinati al settore penale, e di questi uno al dibattimento e uno al gip. Ho già chiesto l'anticipato possesso e sono certo che a settembre, quando inizierà il processo per i fatti di Rignano, il problema sarà risolto».
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ACCUSE - Atti osceni, maltrattamenti in famiglia, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, violenza sessuale di gruppo, atti contrari alla pubblica decenza. Questi i reati contestati agli imputati, a seconda delle singole posizioni processuali, accusati di aver «in concorso tra loro e con oggetti non identificati, in numero di cinque o più», abusato di 21 bambini. Secondo la ricostruzione dell'accusa i piccoli sarebbero stati sottoposti «ad atti di sevizia e crudeltà», nonché ad assistere o partecipare ad atti a sfondo sessuale, dopo averli portati fuori dalla «Olga Rovere» in orario scolastico. L'inchiesta culminò il 24 aprile del 2007 con l'arresto di sei indagati sulla base di un'ordinanza emessa dal gip Elvira Tamburelli. Il tribunale del Riesame capitolino poi il 10 maggio successivo ne dispose la scarcerazione. Decisione, questa confermata, il 18 settembre successivo dalla Cassazione. Nel corso delle indagini furono svolti anche due incidenti probatori: uno vide coinvolti i minori presunte vittime di abusi, uno riguardò i numerosi oggetti sequestrati. Il primo in particolare riguardò l'acquisizione delle dichiarazioni dei bambini, previa valutazione della loro idoneità a testimoniare. I piccoli, pertanto, non dovranno testimoniare nel corso del processo che inizierà a settembre in quanto le loro dichiarazioni sono già state lì cristallizzate.
Il Corriere della Sera inserito da Michele Pappacoda