
il cedro salvato
Meta di Sorrento: Il sindaco salva il cedro di via Caracciolo.
di Vincenzo Maresca.
Meta di Sorrento. Il grande cedro dell’Himalaya di via Caracciolo che si avvia verso il secolo di età non sarà abbattuto. Lo ha deciso il Comune che dopo avere accertato l’inesistenza di un ipotizzabile rischio di stabilità dell’esemplare arboreo ha diffidato il proprietario del fondo che ospita il cedro dell’Himalaya ad intraprendere qualunque azione di taglio nei suoi confronti. Era stato infatti lo stesso proprietario del giardino di via Caracciolo a richiedere l’estirpazione dell’esemplare arboreo di 75 anni di età, la cui altezza ha oramai superato quella degli edifici, facendo redigere una perizia agronoma privata nella quale si attestava che avendo il cedro raggiunto una altezza di 18 metri e nonostante fosse in ottimo stato di salute potesse comunque rappresentare un ipotizzabile pericolo per la privata e pubblica incolumità. Da qui l’intervento del wwf sezione penisola sorrentina che aveva impugnato la blanda perizia inviata anche alla soprintendenza avanzando una serie di argomentazioni e controdeduzioni. Chiamato in causa l’ente comunale ha deciso alla fine di nominare l’agronomo Mauro Costantino che su incarico dell’amministrazione e pagato con i soldi dei contribuenti metesi ha redatto una nuova perizia che ha confermato in pieno tesi e sospetti del wwf. Nessun rischio crollo, dunque, solo, evidentemente, la voglia di togliersi di torno un patriarca arboreo degno di proseguire il suo cammino verso il secolo di età. La questione si sposta adesso sul piano squisitamente burocratico ed economico con il Comune che ha dovuto sborsare soldi pubblici per diffidare e bloccare l’iniziativa di un privato che a fronte di una perizia privata, riduttiva, generica e discutibile, stava per abbattere uno dei cedri dell’Himalaya più grandi della penisola sorrentina. Dopo essere intervenuto come arbitro tra le parti il wwf si aspetta ora che lo stesso ente comunale intimi al privato di farsi carico della cifra, sostenuta con fondi pubblici, che si è stati costretti a spendere per salvare l’albero e per l’assunzione di un professionista il cui intervento ha fatto chiarezza sulla vicenda.