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17/05/2010

Positano, americana annega in mare per salvare il figlio. Doveva andare in campagna

Ann Sherrie
Ann Sherrie

Riportiamo di seguito gli articoli apparsi sul quotidiano "Il Mattino" relativi alla tragedia vissura ieri a Positano in costiera amalfitana

Antonio Manzo Positano. Non si è ancora calmato, il mare di Positano. È ancora gonfio, il mare. Continua, imperterrito, inesorabile ad alzarsi di fronte alla spiaggia di Positano. È come se minacciasse ancora morte, nonostante abbia riconsegnato da poche ore una vittima ma anche una storia di vita con il corpo di una madre che muore annegata per salvare il figlio. Sì, il mare di Positano non conosce tregua, mentre turisti e pescatori ricordano una donna americana, Ann Sharrie, 48 anni, moglie di un ingegnere che lavora a Napoli in una azienda aerospaziale. Domenica notte è annegata dopo esser riuscita a mettere in salvo il figlio di dodici anni, Shone, all’ultimo passo di vita proprio sul molo intitolato a Leonide Massine. Sì, perché l’ultima frase che avranno letto insieme, Sharrie e Shone, è stata quella dedicata a Leonide Massine qui su questo molo della morte e della vita dove il coreografo danzatore sostò più volte arrivando dalla sua isola, Li Galli. È impresso sulla ceramica, il ricordo di Massine, l’ultimo letto insieme da Sharrie e Shone, proprio mentre compivano insieme gli ultimi passi. Poi, intorno a mezzanotte e mezza, dopo aver cenato a La Cambusa, sarebbero saliti su un cubo di cemento, alto poco più di un metro, per godere di quel mare in tempesta, da burrasca. Ma è bastato che un’onda alta e violenta arrivasse sul molo Massine, perché mamma e figlio già in equilibrio precario sul cubo di cemento simile ad una panchina, finissero in acqua. La donna abbraccia il figlio e riesce a sollevarlo. I soccorritori, alcuni giovani che sono sul molo, fanno appena in tempo a trascinare fuori dalla corrente il corpo di Shone che riesce a respirare a pelo d’acqua. Per Sharrie non c’è più nulla da fare. È morta per salvare il figlio. «Guagliò, andiamo a prendere quella signora», gridano Matteo Lucibello, Andrea Sanguigno e Salvatore D’Urso. Hanno appena visto quei due corpi scomparire, ed uno di loro riesce anche a filmare la tragedia, Sharrie e Shone scompaiono in un attimo dal loro orizzonte. Li scaraventa in acqua un’onda alta. C’è con loro, su quel cubo di cemento, una terza persona che riesce a salvarsi e della quale non si conosce ancora l’identità: le grida dei giovani soccorritori richiamano gli ultimi pescatori che sono ancora là, tra le barche e i gazebo chiusi che gestiscono le gite all’isola Li Galli. I giovani gettano a mare salvagenti, giubbotti, corde. Non c’è nulla da fare. Ma riescono a salvare Shone. Lo prendono mentre la mamma, ormai senza vita, è con le mani sotto le ascelle. Il ragazzo viene portato a riva. Immediatamente soccorso, una coperta, una zona con i funghi-termosifoni di un ristorante. «Facciamo presto - grida Matteo - chiamiamo il 118. Il ragazzo è ancora vivo, la donna no». Shone continua a vomitare acqua, respira a fatica ma ce la fa. La mamma no, non dà più segni di vita. Si svuotano i ristoranti, il dramma che si sta consumando giù alla marina travolge anche gli ultimi spensierati villeggianti. Una babele di lingue, tedeschi, inglesi, giapponesi che parlano del dramma che stanno vivendo in diretta mentre assistono al racconto che si scambiano i giovani soccorritori, anche loro protagonisti di una pagina di solidarietà civile davvero encomiabile. Poi il ragazzino viene portato da un’ambulanza del servizio 118 al presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello, dove i sanitari lo giudicano guaribile in una decina di giorni. «Abbiamo trascorso una notte in apprensione - dice Michele De Lucia, sindaco di Positano - con il fiato sospeso per la sorte del ragazzo. Siamo stati in contatto continuo con il presidio di Castiglione di Ravello». Ai carabinieri di Positano nella notte il compito di rintracciare il marito della donna, Gilbert Celande Durkham, un ingegnere aerospaziale che lavora nei laboratori napoletani della Boeing. Per lui il dolore della morte e il testamento di una straordinaria lezione di solidarietà.

 

NAPOLI (17 maggio) - Non doveva essere a Positano. Gli amici avevano deciso di andare in campagna perché era previsto maltempo. Ma lei, testarda e coinvolgente, aveva fatto cambiare idea a tutti: «Non sono mai stata a Positano, voglio vederla, andiamo lì». Invece di provare a convincerla, gli amici l’hanno assecondata: nonostante la pioggia, un fine settimana al mare con Ann e il piccolo Shone, sarebbe stato comunque piacevole, rilassante e divertente. Perché quella donna americana, con lo spirito di una ragazzina, aveva la capacità di rendere speciale anche un giorno normale. Adesso è in lutto la piccola comunità di Chiaia che aveva accolto Ann Sharrie e la famiglia due anni fa. Gli amici napoletani fanno fatica a credere che «l’americana» non c’è più; che la sua risata coinvolgente non riempirà più le mattine di via Chiaia, quando è presto, per strada c’è poca gente, e gli abitanti della zona s’incontrano per un caffé.

- Annega per salvare l'unico figlio, un ragazzino di 12 anni, travolto da un'onda anomala sul molo del porticciolo turistico di Positano. Ann Sharrie, 49 anni, statunitense, ma residente a Napoli, era sposata con un ingegnere aeronautico anch'egli americano.

La tragedia è avvenuta la scorsa notte. Era da poco trascorsa la mezzanotte, la donna assieme al figlio e ad un'amica era sul molo ad osservare il mare in tempesta. In un video amatoriale girato molto probabilmente con un telefono cellulare, e diffuso dal sito internet positanonews.it, si vedono chiaramente gli ultimi istanti prima della tragedia. Sulla banchina ci sono tre persone, la 49enne , il figlio e l'amica. Sono in piedi e guardano il mare in tempesta.

Un'onda più alta delle altre li travolge. Le due donne riescono a mantenere l'equilibrio, il ragazzino, colto di sorpresa, finisce in acqua. Nelle immagini si vede anche la mamma lanciarsi in mare, mentre l'amica corre verso la terra ferma, per chiedere aiuto. Le immagini durano meno di un minuto. La concitazione del momento prende il sopravvento sull'operatore amatoriale, che abbassa il telefonino. Da quanto si è successivamente appreso, in quel momento in riva al mare vi erano diverse persone.

L'allarme è scattato immediatamente. Il ragazzino e la mamma sono stati condotti a riva. Per la donna, però, non c'era più nulla da fare. Il dodicenne, rianimato dai soccorritori, è stato trasferito in ambulanza nel presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello dove i sanitari, dopo le cure del caso, lo hanno giudicato fuori pericolo. Tanti i cittadini del centro costiero che si sono prodigati per salvare mamma e figlio. Sul molo è arrivato anche il sindaco di Positano, Michele De Lucia, addolorato per quanto accaduto.

Ann Sherrie stava trascorrendo un week-end assieme al figlio in costiera, ed aveva raggiunto alcune amiche. La donna ed il ragazzo alloggiavano all' hotel Sirenuse, dove doveva raggiungerli il marito impegnato in Puglia per motivi di lavoro. L'ingegnere aeronautico si è precipitato a Positano nel corso della notte, dopo essere stato informato dell'accaduto. Il corpo della donna trasferito prima a Ravello, e successivamente a Salerno, è stato restituito alla famiglia. Il figlio sotto choc è rientrato a Napoli.

Il Mattino di Napoli                                      inserito da Michele Pappacoda

 

VIDEO DELLA TRAGEDIA




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