
nuove terapie a confronto
Sorrento. L’opportunità di una efficace sinergia tra l’intervento operatorio e la riabilitazione funzionale, l’evoluzione della chirurgia ortopedica non può prescindere da un sviluppo parallelo della fisioterapia. Sono le priorità essenziali per migliorare gli aspetti che investono il recupero del paziente emerse dal convegno sul tema «Ginocchio: dalla chirurgia alla riabilitazione». Il seminario, che si è svolto ieri nella Sala conferenze dell’Imperial Hotel Tramontano, riservato a medici e fisioterapisti, ha evidenziato gli aspetti funzionali che investono l’articolazione del ginocchio: dalla biomeccanica alla chirurgia artroscopica, dalla chirurgia protesica alla rieducazione. Particolarmente interessante, lo spazio dedicato alla «storia e stato dell’arte della chirurgia del legamento crociato anteriore», alle patologie, ai metodi diagnostici e alla risonanza magnetica. Il convegno, accreditato presso il ministero della Salute, coordinato dal primario della divisione di ortopedia e traumatologia degli ospedali riuniti della penisola sorrentina, Raffaele D’Ambra. Tra i relatori della prima sessione, introdotta dall’intervento di Franklin Piker, direttore assistenza ospedaliera dell’Asl Na3, Fabio Guerriero e Massimo Morra della divisione di ortopedia degli ospedali riuniti della penisola sorrentina, Antonio Arienzo e Emilio Lalla, specialisti in ortopedia e traumatologia. Alfonso De Nicola, responsabile sanitario del Calcio Napoli, inoltre, ha illustrato le tecniche attuate nella rieducazione del ginocchio, in particolare dei calciatori. Nella seconda sessione, introdotta dal dottor Raffaele Gambardella sul tema «l’ospedale e il territorio: problemi di comunicazione», il seminario ha offerto ai partecipanti dimostrazioni pratiche di rieducazione del ginocchio operato in artoscopia o protesizzato. «Questo seminario – ha spiegato Raffaele D’Ambra - è il primo di una serie di incontri di aggiornamento interdisciplinari, rivolti ai chirurghi ortopedici ed ai terapisti della riabilitazione, per poter interfacciare l’esperienza ospedaliera con quella degli operatori territoriali»
Il Mattino di Napoli inserito da Michele Pappacoda