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08/05/2010

Vico Equense. SS. Trinità e Paradiso, lettera del professor Vincenzo Esposito ad Agora

Vico equense
Vico equense

Isp. Prof. Vincenzo Esposito – Via Nicotera 29/b – Vico Equense – e.m.:  enzoesposito28@yahoo.it

Gentile Sig. Direttore di Agora

In questi giorni, in seguito all’annuncio della costruzione di un garage interrato nel giardino dell’istituto SS. Trinità e Paradiso, la piazza di Vico è stata allertata e invitata a sottoscrivere un appello al sindaco perché si decida ad acquisire al patrimonio comunale l’immobile di proprietà dello Stato.

Voglio ricordare che oltre tre anni fa l’Unitre Sorrentina (Università delle Tre Età) promosse nell’Istituto stesso un convegno da cui scaturì una petizione rivolta al Comune e al Ministero della P.I. Con essa si chiedeva il trasferimento, dallo Stato al Comune, della proprietà  e dell’istituzione scolastica che ne è ospite e che ha cessato di funzionare dal 2002. Al convegno intervenne il sindaco Dilengite che dichiarò il proprio impegno a rinnovare la richiesta già presentata al Governo negli anni precedenti; partecipò anche il parlamentare on. Alfano che si offrì di impegnarsi a livello ministeriale per tale scopo. Alla petizione dell’Unitre aderirono oltre mille cittadini nell’indifferenza delle forze politiche e dei consiglieri comunali. Essa fu inviata al Comune, ai Ministeri dell’Economia e M.I.U.R. e ai presidenti delle Camere. L’Amministrazione comunale (Giunta e Consiglio) ignorò la  richiesta popolare. Il Parlamento, invece, in un comma della legge finanziaria del 2008 (Governo Prodi), inserì una norma che consentiva l’alienazione dei beni appartenenti ai  cessati educandati femminili, fra cui l’istituto equense.  Coerentemente il Ministero I.U.R. nominò un commissario straordinario col potere di liquidare l’ente.

Il Comune non si fece avanti né ha mostrato interesse e, pertanto, il Ministero ha ritenuto di ricostituire la normale amministrazione dell’Ente secondo lo statuto ancora vigente, nominando un presidente e due consiglieri.  Dal 1946 e fino a pochi anni or sono è stata la Democrazia Cristiana locale a far nominare il Consiglio di Amministrazione,  ricorrendo a suoi autorevoli soci; dopo è subentrato il PDS e F.I.; questa volta la Democrazia Cristiana per le Autonomie che nel 2009 è confluita nel PDL,  ha fatto nominare dal Ministro Gelmini tre suoi esponenti: Aniello Divuolo,  Achille Abbiati (lombardo) e Marco Romano (catanese). Questo nuovo consiglio avrebbe in animo di realizzare un “Centro  Risorse per l’Innovazione del Turismo nel Mediterraneo” nei locali che ora sono occupati da altre scuole e dal Comune e farebbe ciò con l’aiuto della Fondazione I.T.S.  di Catania e la fondazione I.T.S. di Napoli  e col supporto di operatori commerciali, politici di altri partiti e altri enti della provincia di Napoli, fra cui un asilo infantile.  Emergono così situazioni che meritano di essere chiarite e discusse, anche per evitare che iniziative come la petizione siano soltanto manifestazioni senza seguito.  

Il Consiglio comunale, i partiti, le persone che esercitano potere a Vico Equense, gli organi di controllo,  le Forze dell’Ordine, la Magistratura, il Consiglio di Amministrazione dell’Ente  avrebbero il dovere di farci sapere:

  1. Perché il Consiglio comunale, che esercita il mandato di rappresentanza di tutti i cittadini e deve curare e difendere gli interessi generali, non si pronuncia sulla petizione ricevuta due anni or sono e non ha fatto niente per acquisire l’immobile della SS. Trinità dopo essersi espresso favorevolmente con un voto unanime; giunte, consiglieri, partiti, enti civili e religiosi e associazioni continuano con testardagine ad ignorare e a far passare sotto silenzio tutti i fatti che invece dovrebbero vederli attenti e vigili.

Purtroppo si ripete una storia quasi centenaria. Il governo cittadino non fece niente quando cessò ogni attività scolastica dell’istituto trasformato in affittacamere, come non fece niente per  far acquisire il Castello Giusso alla città; tacque quando i salesiani vendettero il terreno avuto in eredità col vincolo di costruirvi un oratorio per la gioventù; non fece niente per fermare la cessione gratuita della sede dell’Ospizio dei Poveri (attiguo all’ospedale) da parte del suo consiglio di amministrazione, dopo averne cacciati gli ospiti; non ha fatto niente per ricostituire l’ospizio nella nuova sede; assiste imperterrito al lento svuotamento dei servizi ospedalieri; non fa niente per dare alla Provincia la possibilità di costruire l’edificio per l’Istituto Alberghiero. Dovrebbe dirci perché non ha voluto a Vico un liceo; perché non ha mai dato all’istituto Galilei una sede dignitosa; perché non si rende agibile la cappella dell’istituto cambiandone  la destinazione d’uso, visto che è il Comune a tenerla chiusa. Sarebbe anche interessante sapere perché non è stata attuata la manutenzione straordinaria dell’immobile danneggiato dal terremoto del 1980, benchè fossero stati assegnati fondi in base alla Legge 219/81. E l’elenco potrebbe continuare.

  1. Come mai l’Ufficio Scolastico provinciale, che ha funzioni di controllo sugli atti dell’Amministrazione dell’Istituto, abbia potuto consentire negli anni l’abbandono e la vendita di numerosi cespiti di proprietà dello Stato e da esso amministrati; come  abbia potuto approvare i suoi bilanci senza osservazioni, anche in presenza di spese inspiegabili; non abbia reagito alla scomparsa di arredi e documenti; abbia consentito che il personale fosse assunto in nero (e sanza contributi pensionistici), facendo subire poi all’ente centinaia di sentenze riparatrici delle cattive gestioni e consenta ancora che il personale dipendente non venga retribuito secondo norma. Come mai consenta che l’istituto, avendo cessato le sue finalità, da anni continui a sussistere solo formalmente e senza garantire almeno la manutenzione ordinaria dell’immobile.
  2. Sarebbe interessante sapere se sono stati individuati reati nell’amministrazione dell’istituto quando la gestione è stata sottoposta ad amministrazione controllata dalla magistratura. per garantire i creditori per milioni di euro.
  3. Sarebbe giusto che, essendo l’istituto un ente pubblico, pubblicasse i suoi atti deliberativi per l’obbligo della trasparenza. Sarebbe interessante sapere cosa possono apportare allo sviluppo del Turismo a Vico, tra gli altri, il Politecnico del Mare di Catania e l’asilo infantile di Meta.
  4. Si vorrebbe sapere se il Ministero competente abbia approvato l’adesione dell’Istituto a fondazioni che non operano nel territorio comunale; abbia autorizzato il cambio di destinazione del patrimonio immobiliare; abbia autorizzato la costruzione sotto il giardino di autorimesse da vendere a privati. Intanto la spesa per il progetto serve a far accrescere il debito. E’ stata autorizzata?
  5. Sarebbe interessante sapere quali sono gli interessi di certi operatori commerciali e personaggi  della politica locale che li spingono a sostenere iniziative di trasformazione delle finalità dell’Istituto (senza scucire un euro) con programmi di cui si sa  ben poco e che comunque sarebbero realizzati da fondazioni straniere e di cui non si conosce il curriculum.

Non si può ignorare che il sindaco Cinque si è dichiarato disinteressato ad acquisire al patrimonio comunale un complesso edilizio malmesso, oberato di debiti, già in buona parte occupato da Comune e Provincia per scuole e per l’incubatore di imprese comunale e valutato oltre sei milioni di euro. Egli non ha torto a pensarla così e certamente non sarà così leggero da firmare una concessione edilizia che di fatto è alienazione di una parte dell’Istituto, il cui patrimonio immobiliare viene venduto a fette dal 1960 da chi ha competenza per amministrare una scuola, non certo per vendere un bene dello Stato.

Per quanto riguarda la concessione a costruire un parcheggio interrato, non si può non aderire alla pronuncia del Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.  Egli, facendo seguito alla richiesta del WWF Penisola Sorrentina, in una sua nota ha chiarito che: “…la realizzazione dei parcheggi pertinenziali, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed i regolamenti edilizi, fa salvi i vincoli previsti dalla legislazione in materia paesaggistica ed ambientale ed i poteri attribuiti alle Regioni e ai Ministeri dell’Ambiente e per i Beni Culturali.” Egli ha invitato il Ministero dell’Ambiente, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Campania e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ad intraprendere le eventuali iniziative di rispettiva competenza.

Io a titolo personale, quale comune cittadino, e prendendomene tutta la responsabilità, vorrei far giungere al Sindaco e al Consiglio comunale una modesta proposta che invio a lei perché, se lo ritiene, la sottoponga al giudizio dei suoi lettori.

Grato per l’attenzione e scusandomi per la eccessiva lunghezza di questa mia lettera, la saluto cordialmente

Vincenzo Esposito

 Al SINDACO E AL CONSIGLIO COMUNALE DI VICO EQUENSE

Premesso che:

1-      L’edificio dell’Istituto SS. Trinità e Paradiso, patrimonio dello Stato, ha urgente bisogno di manutenzione e di rimessa in pristino di alcune parti lesionate dagli eventi sismici o in condizioni di impossibilità d’uso per vetustà; vi sono pericoli di crolli sulla pubblica strada che è stata transennata.

2-      L’edificio è in gran parte attualmente occupato dalla Provincia e dal Comune con affitti scaduti per la Provincia e ancora in corso per il Comune, con durata che va da qualche anno a 15 anni; sono affittati a privati e all’Unitre altri ambienti;

3-      Il Comune, oltre che locatario, è detentore in comodato d’uso del giardino, del chiostro e della cappella;

4-       Sull’istituto gravano debiti in gran parte saldati, tuttavia le entrate da locazioni in buona parte sono sottoposte all’amministrazione giudiziaria per i debiti accertati;

5-      Il consiglio di amministrazione nominato dal Ministro della P.I. per gestire, secondo statuto, un istituto scolastico parietario, non ha né la competenza né i poteri né le risorse finanziarie per gestire un patrimonio immobiliare di cui non si conosce neanche la consistenza reale, che è stata trascurata per decenni;

6-      Le parti destinate all’Istituto Professionale Statale S.A.R. di gestione provinciale, non rispondono ai requisiti voluti dalla legge sull’edilizia scolastica per ampiezza dei locali e per quanto riguarda le norme di sicurezza. Quell’istituto opera in condizioni molto precarie in tre edifici privati insufficienti e inadeguati;

Tutto ciò premesso, si propone:

  1. L’Amministrazione comunale esponga al Ministero delle Finanze la situazione sopra descritta e chieda che il patrimonio immobilare con attività e passività  sia dato in concessione al Comune per un congruo numero di anni con i seguenti impegni:

a-      Inventario del patrimonio e recupero di quanto è recuperabile;

b-      Estinzione dei debiti e pareggio del bilancio;

c-      Mettere in essere le deliberazioni che consentono la costruzione o acquisto di un edificio per l’I.P.S.S.A.R., da parte dell’Amministrazione provinciale;

d-      Riparazione e adeguamento dell’immobile allo scopo di farne una struttura per attività culturali di prestigio atte a creare occupazione e incremento turistico.

e-      Si studi, con il coinvolgimento di esperti e di imprese, anche se con un concorso internazionale di idee e proposte, un progetto a cui il Ministero possa aderire.

Considerazione finale: Il Comune, l’Istituto, i Ministeri dell’Economia e dell’Istruzione, la Provincia e la Regione sono amministrati dalla stessa forza politica. Se passa questa coincidenza favorevole, tutto sarà possibile a danno dell’Istituto e della comunità equense.

                                                                       Prof.  Vincenzo Esposito

 

 INTERVISTA A VICOEQUENSEONLINE.IT

 

L’ispettore Vincenzo Esposito, presidente dell’Unitre Sorrentina, è intervenuto nella querelle sul SS.Trinità con una lettera ad Agorà nella quale propone che il Comune si dia da fare non per acquistare ma per avere in concessione la gestione di quell’ immobile storico per un lungo periodo (49 o 99 anni) a scopo di adibirlo a sede di cultura e di ricerca, con il vincolo di sanare il bilancio e di restaurarlo.

Gli abbiamo chiesto di darci qualche chiarimento su questa sua proposta. Ed ecco la sua risposta.

“Attualmente la situazione è questa: la gran parte dell’edificio, il giardino e la cappella sono a vario titolo nelle mani del Comune. Parte del piano terra il primo piano e parte del secondo sono locati alla Provincia per l’istituto alberghiero. Quando saranno completati i lavori di restauro e di adeguamento strutturale all’istituto di S.Maria del Toro (sede dell’istituto alberghiero) l’istituto potrà lasciare parte dei locali e se si troverà per esso una diversa sistemazione (essendo scaduto l’affitto), potrà andare via del tutto. Nella peggiore delle ipotesi potrà lasciare liberi i locali oggi occupati al piano terra che con i suoi oltre 30 vani più due cortili, corridoi e cappella sarà completamente disponibile al Comune. A quel punto il comune potrà pianificare a lungo termine un’attività di cultura, ricerca, spettacoli, ecc. oltre a un’attuazione dell’incubatore di imprese al secondo piano, per il quale ha già speso un capitale, a una condizione: una disponibilità piena e cioè la possibilità di spenderci dei soldi per un sicuro vantaggio alla collettività equense. La disponibilità non gli verrà dall’acquisto dell’immobile ma dalla concessione al suo uso. La concessione è un provvedimento amministrativo che conferisce poteri o facoltà inerenti a diritti della Pubblica Amministrazione. Nel nostro caso è il Ministero della P.I., il quale, avendo cessato l’Ente la sua attività scolastica, potrebbe affidare all’Amministrazione locale un’attività di promozione sociale e culturale, col vincolo di realizzare un progetto concordato e a condizione di restaurare e adeguare la struttura.  Al Comune è vantaggiosa la concessione anche se dovrà accollarsi il risanamento del bilancio dell’ente e qualche mutuo, ripagabile con l’ammontare degli affitti che oggi paga. La legge regionale consente di accedere a finanziamenti per musei, biblioteche, ricerca, e quant’altro. E già oggi è possibile trasferire la scuola materna. Cosa si aspetta ?  Sulle cose da realizzare, parleremo in altra occasione. Per adesso, accontentiamoci di sollevare l’interesse della comunità e   il senso di responsabilità della politica” .

Fonte Vico EquenseOnline                                                       inserito da Michele Pappacoda




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