Dario Barbirotti, neo consigliere regionale di Italia dei valori, ed ex presidente del Consorzio di bacino Salerno 2, risponde per le rime al commissario liquidatore Giuseppe Corona: «Ricopro incarichi di amministratore locale da 17 anni e non ho certo bisogno di ricercare popolaritá attraverso la gestione in un settore estremamente delicato, in cui come Consorzio abbiamo ottenuto successi riconosciuti dal Governo di centrodestra». Barbirotti si riferisce all’affidamento delle discariche di San Tammaro e Casalduono in provincia di Caserta, ma anche al lavoro svolto in provincia diSalerno «dove - spiega - abbiamo evitato che l’emergenza rifiuti avesse la virulenza di Napoli, con la riapertura delle discariche di Sardone, Parapoti e la gestione della discarica di Serre». • Gli viene poi contestato l’utilizzo di cooperative sociali e il ricorso al lavoro interinale. «L’aver favorito, nel rispetto delle leggi, l’utilizzo di cooperative sociali rientra - dice Barbirotti - innanzitutto nel mio credo ideale e poi è garantito e stabilito da leggi dello Stato. Infatti, di recente ha deciso di farlo anche la Provincia. Inoltre, è falso che sono stati utilizzati lavoratori interinali al posto di quelli del Consorzio. E’ vero il contrario: avevamo tutta la manodopera impegnata, sia per i servizi nei comuni che per la gestione degli impianti». • Altro argomento di contestazione è il rapporto con il Comune di Salerno. «Anche in questo caso Corona mostra la sua impreparazione e/o malafede. Va detto - afferma Barbirotti - che, in contemporanea con Salerno, analogo trattamento, cioè la gestione in autonomia di parte dei servizi, è stato riservata al Comune di Montecorvino Pugliano che è della sua stessa area politica. Tornando al capoluogo, c’era un contratto in essere tra il Comune e Salerno Pulita. Come Consorzio abbiamo messo a disposizione 53 lavoratori che sono stati affidati a Salerno Pulita e vengono retribuiti da quella societá. Per ben 43 di questi lavoratori non ricevavamo alcun contributo dalla struttura commissariale, per cui abbiamo ridotto anche i costi a carico del Consorzio. In ogni caso a Salerno il Consorzio gestisce le due isole ecologiche, l’area di trasferenza di Ostaglio, la raccolta del vetro nel 40 per cento del territorio, e degli ingombranti con chiamata al numero verde e per strada». • Altra contestazione mossa da Corona, la sproporzione tra il valore dei mezzi e la spesa per la manutenzione: «Affermare che il valore dei mezzi ammonta a 1,3 milioni di euro è un’altra grande sciocchezza. Infatti - replica l’ex presidente - solo quelli che operano nelle discariche - cioè compattatori, ruspe e pale meccaniche - hanno un valore oltremodo superiore. A questi vanno poi aggiunte le decine di automezzi utilizzati per la raccolta. La somma di 850 mila euro si riferisce alla manutenzione di tutto il parco automezzi». • Rispedite al mittente pure le critiche sulle anticipazioni ai dipendenti («Non sono somme erogate a fondo perduto e possono essere recuperate sia con il Tfr che con trattenute sugli stipendi») e sul recupero crediti: «Premesso che quelli vantati nei confronti dei Comuni ammontano a circa 10 milioni e che sono state attivate le procedure di recupero verso tutti, come mai il liquidatore, maliziosamente, omette di dire che il Consorzio vanta un credito di oltre 20 milioni di euro nei confronti della presidenza del Consiglio dei ministri? Entrambi sono crediti recuperabilissimi. E comunque il bilancio 2009 sará chiuso in attivo per oltre due milioni». Secca replica, infine, sulle assunzioni («Quelle da tempo determinato a indeterminato le ha disposte il giudice con sentenze»)e sul ricorso massiccio al lavoro straordinario, che «è svolto e retribuito se c’è necessitá. Ora, probabilmente, se ne fa di meno perché, grazie alla gestione Corona, il Consorzio sta perdendo i servizi, inparticolare in Costiera amalfitana ».