Mbriana
dall’11 al 16 maggio 2010
al Teatro Spazio Libero | via Parco Margherita, 28 - Napoli
Uno spettacolo scritto e diretto da Giovanni Del Prete
con Francesca Iovine e Luigi Mendoza
suoni e musiche di Tommaso D'Avanzo
registrazioni di Valerio Iovine
Mbriana, testo finalista al Premio Riccione 2009, è in scena in anteprima nazionale al Teatro Spazio Libero, di Napoli. La pièce, scritta e diretta da Giovanni Del Prete e interpretata da Francesca Iovine e Luigi Mendoza, ha debuttato l’11 maggio per, poi, replicare fino al 16 maggio 2010. Tommaso D'Avanzo ha curato i suoni e le musiche dello spettacolo, mentre Valerio Iovine ne ha firmate le registrazioni.
‘Buona sera casa’ è il saluto per l’ospite premurosa che sorveglia l’abitazione vuota; una sedia in una delle stanze è l’accortezza dovuta per permetterle di riposare nei momenti di stanchezza. La Mbriana è lo spirito della casa nell’immaginario magico campano, spirito che si manifesta nella luce del primo pomeriggio. Non solo immaginario però. La Mbriana esiste sul serio. È la casa stessa, l’energia che abita le pareti. Un transfert da luogo a persona. La sua storia è la stessa casa, abitata, amata, crepata, abbandonata. Ripercorre con un filo rosso la vita dei componenti della famiglia e partecipa incarnandosi in essi.
Lo spirito della casa è al centro dello spettacolo Mbriana, scritto e diretto da Giovanni Del Prete. Un gioco fatto di relazioni familiari con rievocazioni amorevoli, amare risate, racconti, consigli, espedienti, litigi rappresentati da due soli personaggi in scena: la Mbriana, energia che esiste della famiglia e dei suoi ricordi, antica dea della casa ormai abbandonata, e il padre della famiglia, che ha occupato le mura, l’unico a non credere e ad essere ostile. Ne consegue la rappresentazione di una solitudine che cerca una ragione di esistere: come spesso succede ai malinconici che confondono il passato e il presente, un miscuglio di tempo che li rende senza tempo.
“La lingua cerca di reinventarsi morfologicamente e musicalmente, fa i conti con una quotidianità antichissima, di frasi idiomatiche, filastrocche e indovinelli” afferma Giovanni Del Prete, autore e regista della pièce. “Così si altera il parlato con espressioni possibili fatte di allitterazioni e rime, espedienti propri della poesia. La poesia è ridotta all’essenza mai fiatata sempre necessaria”.
Da vedere.
[Segnalazione di Maurizio Vitiello]