
Intervistando Sales
Mafia e chiesa: l’eterna convivenza a porte chiuse
Si è tenuta ieri al Liceo Scientifico “N. Sensale” di Nocera Inferiore la presentazione del libro “I preti e i mafiosi: storia di rapporti tra mafie e chiesa cattolica” di Isaia Sales. Libro che mette chiesa e mafia sullo stesso piano, facendo così notare che la cristianità non sempre pura.
Presentazione che ha lasciato il segno con molte letture interessanti di Davide Speranza sui giuramenti della criminalità organizzata, sui Santi preferiti dai mafiosi e su alcune testimonianze di pentiti.
Com’è nata l’idea di questo libro professore e che rapporto crede vi sia fra la chiesa e la mafia?
Guardi ad esser sincero quest’idea è arrivata all’improvviso quando ho visto che più volte i mafiosi uccidevano qualcuno a loro “scomodo” e siccome donavano fondi alla chiesa, questa gli dedicava anche una targa in loro onore. Questo comportamento falso, osceno e corrotto ha fatto si che dentro di me nascesse il desiderio di indagare e di rivelare al paese cosa realmente si celasse dietro il clergyman – l’abito dei sacerdoti – e perché tante cose venissero nascoste. Questo rapporto, questa convivenza esiste da anni. Ogni mafioso ha un rituale diversi dall'altro. Un po’ come gli sportivi con gesti scaramantici ma con la "piccola" differenza che questi ultimi non uccidono nessuno. Dunque, c’è chi uccide e poi si va a confessare, chi invece lo fa prima chiedendo però perdono al suo Santo protettore per poter avere poi le porte del Paradiso aperte. E’ una vergogna e bisogna spiegare che non tutta la chiesa, a partire dai gradi più alti, è pulita.
Professor Sales cosa pensa invece delle dichiarazioni del Premier Berlusconi inerenti al testo “Gomorra” – pubblicato inoltre dalla Mondadori che è dello stesso Premier – di Roberto Saviano?
Quello che credo è che sono semplicemente delle dichiarazioni fatte senza pensare. Non è mentendo al mondo intero e in primis a noi stessi che la mafia, la camorra e la ndrangheta scompariranno. Bisogna parlare, far capire alla gente che queste organizzazioni criminali sono composte comunque da persone e che la loro forza sta nella nostra debolezza, nel nostro abbassare la testa in senso di sottomissione. Bisogna parlare, farsi forza e man mano potremo, forse, pensare di sconfiggere la mafia; devo però essere sincero: credo che se esistono da così tanto tempo è anche perché al nostro Stato fa comodo la loro presenza.
Sono davvero stupito che nessuno si stupisca. Che nessuno noti l’ingerenza, l’incongruenza.
Siamo improvvisamente circondati da un subisso di mafiosi – peccatori - pubblici e di altrettanti preti improvvisati. Intanto il traviamento pubblico dilaga e nessuno condanna nessuno!
Francesco Toto f.toto@email.it