
monumento ai giornalisti caduti a Bayeux, Francia
Anche la Costiera amalfitana, a vietri sul mare, grazie all'associazione giornalisti Cava de Tirreni Costa d' Amalfi, presieduta da Antonio Di Giovanni, di cui fa parte anche Positanonews.it , ricorderà, alle 19 nell'aula consiliare, la giornata mondiale Onu per la Libertà di Stampa che si svolge in tutto il mondo lunedì 3 maggio.
La Giornata mondiale della libertà di stampa è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1993. La giornata, celebrata ogni anno il 3 maggio, rappresenta da un lato un’occasione per promuovere azioni concrete e iniziative finalizzate a difendere la libertà della stampa, ma dall’altro è anche un’opportunità per valutare la situazione della libertà di stampa nel mondo; è una giornata destinata a richiamare l’attenzione, allertare e sensibilizzare il pubblico, stimolare dibattiti tra i professionisti dei media, oltre a essere una giornata commemorativa, per ricordare i giornalisti che hanno perso la vita nell’esercizio della professione. L’azione del Consiglio d’Europa a favore della libertà della stampa e dell’informazione è basata sull’articolo 10 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, che riconosce tale diritto fondamentale come la pietra angolare della democrazia. L’Organizzazione conduce attività di cooperazione per aiutare i paesi a elaborare testi normativi e contribuire a instaurare pratiche conformi alle norme europee. Ha in particolare istituito un gruppo di specialisti internazionali incaricato di trattare le questioni relative alla libertà di espressione e di informazione in tempo di crisi. Le trasformazioni della società dell’informazione pongono il Consiglio d’Europa dinanzi alla sfida di difendere e mantenere i propri principi fondamentali nelle nuove realtà, tra le quali spicca Internet.
In vista dell’annuale convegno per la Giornata mondiale per la libertà di stampa del prossimo 3 maggio, l’Unesco chiede si suoi Stati membri di “riaffermare e mettere in atto i loro impegni internazionali al fine di garantire e promuovere la libertà di informazione”.
“Sono troppi i giornalisti che esercitano la loro professione in un ambiente in cui le restrizioni sull’informazione sono la regola e dove si ha a che fare quotidianamente con pressioni, molestie, intimidazioni o addirittura aggressioni fisiche”, commenta Irina Bokova, direttore generale dell’Unesco.
“Io invito i governi, la società civile, i mezzi di informazione e tutte le persone comuni a unire le loro forze con l’Unesco per promuovere in tutto il mondo la libertà di informazione”, ha affermato in una dichiarazione.
Tuttavia, questo appello rischia di diventare un’imposizione in quei paesi dove arrestare un giornalista è prassi o dove ci si volta dall’altra parte se un reporter viene aggredito mentre svolge il suo lavoro.
Stando ai rapporti ufficiali, il 2009 con i suoi circa 77 giornalisti uccisi, si è guadagnato il triste primato di anno più pericoloso per i mezzi di informazione. Secondo la Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ), nei primi quattro mesi di quest’anno sono stati uccisi 22 tra giornalisti e lavoratori del settore (inclusi cameraman, negoziatori e autisti).
Ernest Sagaga, funzionario dell’IFJ per i diritti umani e l’informazione, ha affermato che questo “si sta rivelando un altro anno sanguinoso per i professionisti dell’informazione”.
L’Unesco sostiene che uno dei maggiori problemi per l’incolumità dei giornalisti è l’impunità che in alcuni Stati si assicura ai loro assassini.
Mogens Schmidt, vicedirettore generale per la comunicazione e l’informazione dell’agenzia, ha dichiarato all’IPS che “più del 70 percento dei colpevoli” non è stato neanche sottoposto a processo.
“Il giornalismo è la linfa vitale della democrazia”, ha aggiunto. “Come si possono garantire le libertà fondamentali se i giornalisti non possono praticare liberamente la loro professione?”.
Nel 2008, l’Unesco ha richiesto a 28 diversi paesi le informazioni relative ai procedimenti giudiziari riguardanti gli omicidi dei giornalisti avvenuti nel 2006-2007, e solo 13 paesi hanno presentato informazioni dettagliate. Quasi tutte le indagini venivano definite “in corso”. Due le condanne emesse.
“Gli Stati membri devono... adottare una posizione risoluta per prevenire gli omicidi dei giornalisti e per assicurarsi che, chi commette crimini e atti di violenza contro i professionisti dell’informazione e tutti coloro che con essi collaborano, vengano puntualmente perseguiti secondo i termini di legge”, si legge nel rapporto dell'agenzia.
Il tema del convegno per la giornata mondiale della libertà di stampa dell’Unesco, che quest’anno si terrà a Brisbane, Australia, il 2 e 3 maggio, sarà: “Libertà di informazione, diritto di sapere”. Durante il convegno si parlerà, tra le altre cose, degli effetti dell’accesso all’informazione sulla democrazia e si esamineranno le esperienze dei giornalisti che, svolgendo il proprio lavoro, si trovano a dover affrontare la repressione ufficiale.
Repressione che può presentarsi sotto la forma di raid contro gli uffici dei mezzi di informazione, ripetuti arresti, interrogatori, cancellazione dei segnali di trasmissione, palesi sanzioni o insabbiamento degli omicidi.
Molti dei paesi che perpetuano questo tipo di atteggiamento sono membri dell’Unesco e firmatari della Dichiarazione di Medellin del 2007, per cui “la libertà di stampa è possibile solo quando i professionisti del settore non sono soggetti a intimidazione, pressione e coercizione”.
Il vicepresidente Schmidt riconosce che esiste una certa difficoltà nel parlare di libertà di informazione con determinati governi, ma afferma che l’Unesco stava ottenendo risultati positivi grazie alla “capacity building” e alla diplomazia silenziosa.
"La nostra funzione di intermediario potrebbe essere un modo per dare più spazio ai media indipendenti”, ha detto, aggiungendo che “tutto il lavoro che mira ad aumentare la consapevolezza è solo una parte della questione. L’altra parte consiste nel lavorare con gli Stati membri”.
L’Unesco si definisce l’unico organismo delle Nazioni Unite ad avere il mandato per difendere la libertà di stampa e di espressione insito nella sua costituzione.
“Facendo riconoscere ai governi, ai parlamentari e agli altri soggetti decisionali la necessità di garantire la libertà di espressione, l’Unesco promuove la libertà di espressione e la libertà di stampa come diritto umano fondamentale”, afferma l’organizzazione.
Per dare rilievo a questo diritto, l’organismo ha istituito il Premio per la libertà di stampa che viene assegnato ogni anno dal 1997. Quest’anno il premio è stato vinto dalla giornalista cilena Mónica González Mujica, definita dall’Unesco una “eroina nella battaglia contro il regime dittatoriale del suo paese”.
Mónica González è stata imprigionata e torturata in seguito ai suoi articoli investigativi, ma ha continuato a lavorare come giornalista. È direttrice del Centro di giornalismo e di investigazione di Santiago.
Come premio, le verranno assegnati da Irina Bokova 25mila dollari americani durante il convegno australiano per la Giornata mondiale della libertà di stampa.
L’Unesco sta inoltre invitando tutte le redazioni del mondo a osservare proprio quel giorno un minuto di silenzio per ricordare i giornalisti che vengono uccisi ogni anno. Positanonews in concomitanza con l'evento fatto in provincia di Salerno sospenderà gli aggiornamenti dalle 19, quando sarà osservato il minuto di silenzio.