
Gambino
La Prefettura di Salerno ha ufficialmente comunicato al Prefetto di Napoli, nella sua qualità di ex Commissario di governo, e attuale rappresentante dello Stato nei rapporti con la Regione, la sentenza di appello (un anno, cinque mesi e 10 giorni) che ha confermato la condanna per peculato di Alberico Gambino, primo degli eletti per il Pdl nella circoscrizione di Salerno in Consiglio Regionale. Gambino, sindaco di Pagani, era già sospeso dalla carica di primo cittadino a causa della sentenza di primo grado emessa a luglio del 2009 dal Tribunale di Nocera Inferiore. La vicenda giudiziaria del neo consigliere regionale riguarda l’uso improprio, secondo i magistrati, della carta di credito comunale utilizzata per pagare alcuni pranzi con imprenditori che avrebbero dovuto investire in opifici industriali proprio a Pagani. La comunicazione prefettizia innesca ora un procedimento di eventuale sospensione anche dalla carica di consigliere regionale aprendo una intricata questione giurisprudenziale e di interpretazione di testi unici degli enti locali e di legislazione nazionale. Una vicenda sulla quale gli amministrativisti non sono affatto d’accordo e dove le scuole di pensiero si sprecano. Alberico Gambino non solo dovrà attendere la decisione della giunta per le elezioni regionali, ma dovrà anche optare, ma per questo avrebbe molto più tempo a disposizione, fra la carica di sindaco di Pagani, per la quale seppur sospeso è ancora formalmente in funzione, e quella di consigliere regionale. L’altra vicenda, invece, riguarderebbe i termini per il conteggio dei 12 mesi rimanenti di sospensione considerando il già preannunciato ricorso in Cassazione. La prima sospensione, infatti, scattò a settembre 2009, in base all'articolo n.59 del testo unico sugli enti locali (Tuel), che prevede 18 mesi di stop per chiunque ricopra una carica elettiva (e non solo) a livello comunale e provinciale, in caso di una condanna pure con sentenza non definitiva (in caso di sentenza definitiva, infatti, il condannato decade immediatamente dalla carica). Intanto, il professor Franco Coppi e l’avvocato Michele Tedesco stanno preparando il ricorso per Cassazione contro la sentenza di secondo grado. Cosa succederà per il consigliere regionale? La Suprema Corte (forse entro fine anno o nei primi mesi del 2011) potrebbe confermare la sentenza di appello, il che provocherebbe per Gambino l’immediata decadenza da sindaco e da consigliere regionale. La Suprema Corte potrebbe disporre un nuovo processo in appello (in tal caso un ulteriore giudizio arriverebbe sicuramente dopo la durata dei 12 mesi di sospensione e conseguentemente, Gambino rientrerebbe in carica, in attesa che l’iter giudiziario si completi). Ultima ipotesi, la Corte di Cassazione potrebbe annullare la sentenza senza rinvio, dando ragione a Gambino che verrebbe all’istante reintegrato nella sua funzione di consigliere regionale eletto.
Domenico Barbati Il Mattino di Napoli inserisce Michele Pappacoda