
atto intimidatorio
Potrebbe esserci una chiave politica dietro al raid vandalico messo a segno in nottata all'interno dello studio del capogruppo del Popolo della Libertà di Pagani Giuseppe Santilli. Stamattina è stato uno dei quattro figli del ragioniere e consigliere comunale della città liguorina a scoprire il malfatto. Ha trovato la porta socchiusa, senza chiari segni di infrazione ed ha immediatamente trovato dinanzi a sé l'incredibile scena: l'intero appartamento a soqquadro, la centralina telefonica portata via di sana pianta, così come cinque computer acquistati da Santilli soltanto un mesetto fa. Immediatamente allertati i Carabinieri che sono intervenuti al secondo piano del Parco Aurora di Pagani ed hanno effettuato i rilievi nell'appartamento grazie all'ausilio dei componenti della sezione scientifica. Nell'appartamento c'era a terra, tra libri, carte e documenti, anche un santino raffigurante Sant'Alfonso strappato a metà, episodio che potrebbe far pensare ad una matrice non paganese del gesto vista la devozione dei cittadini di Pagani nei confronti del loro santo patrono. Ma il rilievo che fa ipotizzare qualcosa di diverso e più grave di un semplice furto, è evidente sulla scrivania della stanza del ragionier Santilli: sei fogli bianchi con sopra disegnata una croce nera, al centro del tavolo la figurina delle elezioni regionali della candidata Monica Paolino, moglie del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, e appuntata sul simbolo del Pdl una grossa forbice. Sei fogli, come sei sono i componenti della famiglia Santilli. Un segnale che potrebbe ricondurre ad uno sfregio di natura politica. Santilli, riveste da tempo un ruolo politico di spicco in seno all'amministrazione comunale e nel centrodestra. Una sua posizione su temi delicati potrebbe aver urtato la suscettibilità di qualcuno. Santilli, tra l'altro, è molto schietto e diretto anche nel modo di affrontare le situaizoni. Basti pensare che dopo il voto per le regionali del 28 e 29 marzo scorsi, aveva duramente attaccato uno dei candidati e chi aveva deciso la sua candidatura. In una riflessione pubblica parlava di un affaire familiare che, certo, non risponde ai canoni dell’etica e della morale. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti anche la pista professionale. Giuseppe Santilli è consulente del lavoro, il suo studio è anche CAF, centro di assistenza fiscale, sono numerosi pertanto i clienti che afferiscono al suo studio. Dietro al furto potrebbe esserci anche l'interesse di qualcuno a far scomparire alcuni dati, qui si spiegherebbe il motivo del furto dei computer e in tal caso l'aspetto puramente politico sarebbe servito eventualmente da depistaggio.
Michele Pappacoda