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22/04/2010

Vico Equense. Dopo il Comune anche il TAR per la Campania, estromette dall’appalto l’impresa in odore camorra

impresa
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 Vico Equense. Dopo il Comune anche il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, estromette dall’appalto l’impresa in odore di camorra. I giudici napoletani di piazza Municipio infatti, hanno respinto il ricorso di Arreditalia, una Srl di Santa Maria la Carità che, associata in Ati con l’impresa individuale Diana Nicola, di San Cipriano d’Aversa, era risultata vincitrice della gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione urbanistica e funzionale dell’area di piazza Mercato. Rimane valido ed efficace, quindi, il provvedimento del dirigente comunale del servizio Lavori Pubblici, il geometra Francesco Saverio Iovine. Il funzionario, per effetto dell’informativa antimafia emessa dalla prefettura di Napoli, il 24 agosto del 2009 aveva revocato l’appalto all’Ati Diana Nicola/Arreditalia. Con lo stesso provvedimento, il Comune aveva dichiarato aggiudicataria dei lavori alla ditta D’Alessandro Costruzioni, che era risultata seconda classificata nella graduatoria formulata dalla commissione giudicatrice. Nell’informativa antimafia, redatta l’8 luglio del 2009 dal prefetto Alessandro Pansa, si evidenziava la sussistenza delle cause interdittive previste dal decreto 490 del 1994, relative al pericolo di infiltrazione mafiosa. «Il ricorso è infondato e non merita accoglimento», ha sentenziato il Tar che ha riconosciuto la legittimità sia del provvedimento prefettizio sfavorevole che della conseguente determinazione dirigenziale del geometra Iovine. Secondo il verbale del Gia (Gruppo informativo antimafia), sussiste rapporto di affinità tra l’amministratore e socio unico della società Arreditalia e un personaggio di spicco contiguo all’ambiente camorristico. Tale ultimo personaggio, sebbene prosciolto per insufficienza del quadro probatorio dall’accusa di concorso in attribuzione fittizia di quote di capitale sociale al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale (con l’aggravante del fine agevolativo delle attività delle associazioni di stampo mafioso), risulta, in base alla stessa sentenza di assoluzione, non solo legato da rapporti di parentela, ma anche coinvolto in dinamiche relazionali (frequentazione, conduzione di affari e cointeressenze societarie) con esponenti di spicco di un locale sodalizio criminoso (già condannati per affiliazione). È emersa anche la compartecipazione della società ricorrente in impresa di costruzioni il cui altro socio, nel 2004, era stato controllato dalla polizia insieme con altre persone, tra cui un pregiudicato gravato da precedenti di polizia per estorsione. Già in sede cautelare, lo scorso 23 settembre il Tar aveva dato torto alla società Arreditalia, respingendo la domanda sospensiva della gravata informativa prefettizia. Nella causa sono intervenuti gli avvocati Salvatore Prisco, Mario Zarrelli e Rosaria Longobardi (Arreditalia Srl) e il rappresentante dell’Avvocatura distrettuale dello Stato. Il comune di Vico Equense non si era costituito in giudizio. Il collegio giudicante del Tar era costituito dal presidente Antonio Guida, dal consigliere Fabio Donadono e dal primo referendario Carlo Dell’Olio, estensore.

Sabato Leo Il Mattino di Napoli                                                 inserisce Michele Pappacoda




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