
Berlusconi Fini
La direzione nazionale è chiamata a fare chiarezza sui rapporti tra i due fondatori del partito. Il presidente del Consiglio: le correnti sono metastasi. E Schifani si schiera col premier
Dopo tante polemiche, è arrivato il giorno della resa dei conti fra Berlusconi e Fini, alla direzione del Pdl. Una una no-stop di otto ore, dalle 10 alle 18. Fini ribadirà che non può esistere un Pdl senza dibattito interno ed a trazione leghista. Il premier, che ieri ha definito "metastasi" le correnti, parlerà dei successi del governo e dei programmi futuri. I coordinatori presenteranno un documento che fissa gli obiettivi dei prossimi tre anni e sancisce che la minoranza del partito si adegua alla maggioranza. Lo scopo è farlo firmare anche ai finiani per "blindare" la legislatura.
Il premier non vuole una corrente dei finiani all'interno del partito: "Il Pdl è un movimento che nasce dal popolo. Non è un partito con le correnti che sono metastasi e facevano parte dei vecchi partiti". Gianfranco Fini, che martedì ha riunito più di 50 parlamentari ex An, non replica. C'è grande attesa, infatti, per il suo intervento di oggi.
Berlusconi non vuole, però, che il dibattito della direzione ruoti intorno ad una diarchia Berlusconi-Fini: "Celebriamo la vittoria delle elezioni" ha dichiarato.
Anche il presidente del Senato, che non sarà presente alla Direzione del partito, boccia l'idea delle correnti e in questa intervista rilasciata al Corriere della Sera dichiara: «Per avere le mani libere entri nel governo Il ruolo istituzionale impone dei limiti».
Skytg 24ore inserito da Michele Pappacoda