
imprenditori arrestati
Sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsioni aggravate. Daniele: una liberazione
NAPOLI - Ventuno persone, ritenute affiliate al clan camorristico Ascione-Papale, attivo ad Ercolano, destinatarie di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. Sono accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsioni aggravate. Nel corso di indagini, effettuate da gennaio a marzo e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, i carabinieri hanno accertato le responsabilità degli indagati per estorsioni ai danni di 30 imprenditori e commercianti di Ercolano, scoprendo 84 episodi estorsivi tentati o realizzati.
L'EX SINDACO - «Onore e gloria a carabinieri, magistratura, polizia, guardia di finanza, associazione Antiracket. È la festa della liberazione, liberazione dalla camorra». Lo dice Nino Daniele, presidente regionale dell’Anci, nonchè vertice del Centro di Formazione «Fai», che proprio a Ercolano avvierà incontri e attività con un pool di docenti sul tema della legalità. Nino Daniele, ex sindaco di Ercolano, è stato al fianco dell’Associazione Antiracket cittadina promuovendo iniziative di contrasto alla camorra e al racket. Da sindaco ha firmato due ordinanze che prevedono l’esenzione dalle tasse comunali per tre anni nei confronti di imprenditori e commercianti che denunciano tentativi di estorsione e usura.
I COMMERCIANTI - «Grazie per il lavoro svolto e per la vostra vicinanza. Ora non bisogna abbassare la guardia». È una delle frasi pronunciate dai commercianti vessati dal racket a Ercolano. In questi minuti sono numerose le telefonate di ringraziamento che stanno arrivando ai carabinieri che la scorsa notte hanno arrestato 21 presunti affiliati al clan Ascione-Papale, operante a Ercolano, destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsioni aggravate.
CANTELMO - «Ercolano è probabilmente una realtà unica in tutto il territorio nazionale. Lì lo Stato e le forze dell’ordine stanno vincendo o sono molto vicine a vincere le organizzazioni criminali», ha detto il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo. «Meno di due anni fa, ha aggiunto Cantelmo, l’omertà nei confronti delle organizzazioni criminalità era totale, tanto che diversi commercianti furono denunciati per favoreggiamento aggravato nei confronti dei clan. Oggi, invece, la situazione è radicalmente cambiata. Sono circa 30 i commercianti che hanno denunciato i taglieggiatori, le cui dichiarazioni sono agli atti dell’inchiesta».
Il Corriere del Mezzogiorno inserito da Michele Pappacoda