
Pogerola Amalfi
SALERNO— «Se si cominciano a fare gli abbattimenti in costiera amalfitana , si parta da Pogerola. E’ da questo caso che il procuratore capo Roberti deve partire. Le sue parole sono state un forte richiamo alla legalità ed a favore dell’ambiente».
L’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno da Franco Roberti, nella quale il procuratore capo ha rivelato di voler avviare la battaglia contro l’abusivismo soprattutto in Costiera amalfitana, hanno colpito positivamente Raffaella De Leo, presidente provinciale di Italia Nostra.
«La costiera amalfitana ha centinaia di microabusi— ha precisato l’ambientalista— si dovrebbero puntare i riflettori su quelli legati alla speculazione edilizia, agli interventi invasivi sulle spiaggie e sulle coste. Ho fatto riferimento a Pogerola perchè, probabilmente, è il caso più eclatante». Nella frazione montana del comune di Amalfi, infatti, sono state realizzate case popolari e insediamenti cooperativi in un’area considerata ad alto rischio idrogeologico oltre che vincolata dalle norme urbanistiche contro ogni tipo di cementificazione. Tant’è che dal 1996 la Cassazione ha considerato illeciti quegli interventi realizzati sulla zona montana.
Il Comune di Amalfi anni fa ha avviato il procedimento per l'abbattimento di quel manufatto in cui ben 67 famiglie avevano investito gran parte dei propri risparmi, ma ora non si sa nulla. La comunicazione relativa all'apertura della procedura di abbattimento della struttura mai completata, che all'ufficio tecnico sostengono si tratti di un atto dovuto, fu recapitata al presidente della cooperativa Nuova Amalfi, Buonaventura Proto. «Siamo tutti operai e impiegati che con sacrifici abbiamo racimolato negli anni Ottanta circa cento milioni di vecchie lire ciascuno per realizzare il sogno di avere una casa — scrissero i soci della Nuova Amalfi in una lettera inviata all’ex ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio — Nel 1990 la cooperativa fu sequestrata non per colpa dei soci e, oggi, dopo circa 18 anni e tante vicissitudini, si rischia di vedere vanificate le speranze in quanto si è appreso della volontà di abbattere quel poco che è stato costruito, anche se nella stessa zona sono sorte altre tre cooperative e gli alloggi Iacp».