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15/04/2010

Riapre la reggia di San Pietro a Corte. Dopo venti anni il vaso Assteas a Paestum

 Per la XXII settimana della cultura la Soprintendenza per i beni archeologici riserva ai visitatori una sorpresa di rara bellezza. Dopo oltre venti anni di assenza sarà esposto nel Museo Nazionale di Paestum il famoso vaso che raffigura "Il mito di Europa",creato dall'artista greco del V sec. A. C. Assteas. Si tratta di un cratere policromo trafugato da un tombarolo circa 30 anni fa a SAnt' Angelo dei Lombardi e venduto clandestinamente negli Stati Uniti. L'idea della soprintendente maria Luisa Nava di esporre questo vaso è un modo per confermare agli appassionati di arte antica che il raro pezzo restituito all' Italia per merito dei carabinieri possa rimanere definitivamente nelle teche del Museo nazionale di Paestum. Ricco e interessante è comunque il programma che caratterizza la Settimana della cultura (16-25 aprile) presentato nella mattinata di ieri dal soprintendente Giuseppe Zampino.

L'evento più importante del programma studiato da Zampino e da Maria Pasca risulta in assoluto la presentazione del restauro architettonico della Cappella di San Pietro a Corte a cui si aggiunge un moderno apparato virtuale che narra la storia della Salerno medioevale. Il restauro della Cappella Palatina è per la città di Salerno un avvenimento di enorme rilievo che consente dopo circa 40 anni di lavori il completamento di un'architettura che delinea le origini della città longobarda. Aperta al pubblico da domani ,per una settimana,è un edificio unico costruito dai Longobardi nell'VIII secolo,che ospitò per lungo tempo la reggia dei dei principi salernitani. Entrando nel nuovo complesso oggi è possibile vedere la parte bassa,l'opogeo,che sorge nella zona termale della città e che si può datare al I sec.,su cui inseguito si svilupparono le prime costruzioni paleocristiane del IV sec.. La fondazione della Cappella Palatina di San Pietro a Corte riveste anche un significato religioso perchè la fondazione del Palatium rappresenta una conferma dell'adesione alla religione cattolica dei principi longobardi. Con quest'opera la città potrà disporre di un monumento di importanza storica e religiosa,che vede nel principe Arechi il fondatore della struttura urbana su cui si è sviluppata Salerno fino ai nostri giorni.

Per l'occasione è utile ricordare i nomi di alcuni valorosi cittadini come Venturino Panebianco e Girolamo Bottiglieri che 40 anni fa cominciarono il restauro di San Pietro a Corte,unimpresa che sembrava un'utopia. Ma il programma della settimana della cultura è vasto e si estende nei luoghi più celebri della provincia. Si va da Ravello,dove sabato si svolgerà un convegno sulle "Culture locali"organizzato dal Centro universitario Europeo per i Beni culturali di Ravello,nel corso del quale sarà presentato uno straordinario volume dedicato a Villa Rufolo,preparato dalla Soprintendenza,in cui sono documentati tutti i restauri realizzati,in questi anni nella villa. negli stessi giorni a Castellabate avrà luogo un convegno di esperti sulle torri costiere di difesa,con particolare attenzione al Castello della cittadina cilentana,uno dei monumenti medioevali meglio conservati della nostra provincia. In un itinerario così esteso è inclusa anche San Giovanni Battista. Da questo esteso percorso nel salernitano non poteva mancare la Certosa di padula,che in questa settimana mette a disposizione esperte guide che accompagnano i visitatori anche negli ambienti del museo.

Inserito da Valeria Civale

 

 




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Valeria Civale - valeriacivale@yahoo.it

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