
Ludovica Modugno
Articolo di Maurizio Vitiello - La badante al Teatro Savoia di Campobasso con Ludovica Modugno.
Teatro Savoia, Campobasso, 21 e 22 aprile 2010
"LA BADANTE"
di Cesare Lievi
con LUDOVICA MODUGNO
Il 21 e 22 aprile 2010, la Fondazione Teatro Savoia di Campobasso, diretta da Fabio Poggiali, presenta al pubblico molisano "La Badante", il nuovo testo di Cesare Lievi.
La Fondazione Teatro Savoia è nata nel 2007 su iniziativa della Provincia di Campobasso. Nel corso delle tre stagioni, sotto la direzione artistica di Fabio Poggiali, sono stati conseguiti risultati eccellenti sia per l'aumento degli abbonati, che per il contenimento dei costi e per il numero elevatissimo di giornate di utilizzo del teatro, garantendo una offerta culturale di alto profilo.
Fabio Poggiali, a bilancio della stagione che si avvia a conclusione, ha dichiarato quanto segue:
"In qualità di direttore artistico della Fondazione Teatro Savoia, il mio obiettivo principale è quello di trasmettere la mia passione per il teatro e la cultura, attraverso eventi, concerti e spettacoli di qualità che coinvolgano il pubblico molisano, sviluppino l’idea di un teatro vivo, aperto alla città, e rappresentino un elemento qualificante per la formazione e la crescita socio-culturale dei giovani. Le programmazioni hanno intrecciato poetiche, generi, storie e percorsi, in linea con l’identità unica ed eterogenea della Fondazione Teatro Savoia, che accoglie, oltre al repertorio tradizionale, stimoli, fermenti e novità dall’Italia e dall’estero, con immersioni nella poesia, nella musica, nei nuovi linguaggi espressivi.
Facendo una rapida analisi, il riscontro del pubblico a questa impostazione si è rivelato molto lusinghiero e sostenuto da record di affluenze. Una strategica rotazione di artisti ha consentito, in questi tre anni, di applaudire alcuni beniamini del pubblico per la prima volta sul palco del Tearo Savoia, (tra gli altri: Carlo Giuffrè, Leo Gullotta, Gianfranco Jannuzzo, Vincenzo Salemme, Paolo Bonacelli, Massimo Dapporto, Maurizio Micheli, etc.) in un ampio repertorio di testi classici e proposte contemporanee.
Con orgoglio professionale sottolineo come, ogni anno, si sia registrato un aumento di abbonati rispetto alla stagione precedente, con la presenza costante di giovani, liceali ed universitari a teatro. Da direttore artistico e da docente dell' Università del Molise, rappresento parimenti, con soddisfazione, come i giovani ed il pubblico molisano vivano il teatro non solo come occasione di divertimento e di evasione, ma anche come luogo di confronto e di riflessione sui grandi temi dell'umanità.
E' mia precisa intenzione quella di prediligere artisti e spettacoli di alto livello, garantendo in tal modo a Campobasso e a tutto il Molise, un teatro di qualità, di impegno civile, di memoria, di attenzione alla drammaturgia nazionale, ma anche di comicità intelligente, grazie anche al contributo dell'impareggiabile tradizione napoletana e alla memoria della storica famiglia De Filippo, che attraverso lo humour grottesco e amaro di Eduardo e la comicità esilarante e gagliarda di Peppino, hanno dato vita alla più celebre dinastia del teatro italiano del Novecento.
I “figli d’arte”, Luca e Luigi De Filippo, sono stati entrambi ospiti della Fondazione Teatro Savoia, quest'anno, con due spettacoli applauditissimi.
Sottolineo, altresì, come il concerto di apertura della stagione sia stato affidato al carisma ed al timbro inconfondibile di Fred Bongusto, molisano "doc" che, per la prima volta nella sua lunga carriera, si è esibito sul palcoscenico del Teatro Savoia.
In questa stagione, per una valorizzazione della drammaturgia contemporanea, sono ben cinque i testi e gli spettacoli inediti che affrontano i temi chiave della contemporaneità: da “Italiani si nasce”, una irriverente carrellata, da Nord a Sud, su vizi e difetti di un popolo di “santi, poeti e navigatori”, con due fuoriclasse della comicità come Maurizio Micheli e Tullio Solenghi; agli applauditissimi "To be or not to be" di Maria Letizia Compatangelo, con Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzuccato, che condanna la follia di Hitler attraverso il linguaggio della satira e “La strada” dal film Premio Oscar di Federico Fellini, interpretato da Massimo Venturiello e Tosca, che ha ricevuto il Premio Eti Olimpici del Teatro 2009, come miglior spettacolo musicale dell'anno.
Chi scrive è stato impegnato, per la prima volta nella storia del teatro italiano, nel reading multimediale "Storia di un astronauta", che ha raccontato, l'avventura nello spazio di Umberto Guidoni, il primo astronauta europeo ad arrivare, nel 2001, a bordo della "Stazione Spaziale Internazionale".
Chiude la stagione 2009-2010 , lo spettacolo "La badante" di Cesare Lievi, che ha ricevuto straordinari riconoscimenti dalla critica proprio per l'originalità del tema trattato: Premi UBU a Cesare Lievi come migliore autore di novità italiana, Premio Flaiano a Cesare Lievi per la regia e Premio della critica come migliore attrice dell'anno a Ludovica Modugno.
In cartellone abbiamo ammirato, quest'anno, artisti quali: Luca De Filippo, Lina Sastri, Geppy Gleijeses, Umberto Orsini, Luigi de Filippo, Giuseppe Pambieri, Daniela Mazzucato, Maurizio Micheli, Tullio Solenghi, Tosca, Massimo Venturiello.
Gli allestimenti sono firmati da Maestri della scena quali: Francesco Rosi, Antonio Calenda, Luigi De Filippo, Cesare Lievi, Geppy Gleijeses e da registi della nuova generazione: Andrea De Rosa, Elisabetta Courir, Marcello Cotugno, Federico Bellone, Massimo Venturiello.
Desidero ringraziare le Istituzioni della città di Campobasso, il Presidente, i membri del Consiglio di Amministrazione e lo staff della Fondazione Teatro Savoia, nonché l’Università del Molise, le scuole, gli organi di informazione e tutti coloro i quali hanno sostenuto e seguito le attività della Fondazione, affinché essa rappresenti sempre più un "faro culturale" di Campobasso, per gli appassionati, gli spettatori e gli artisti.
Dal gradimento del pubblico, dagli apprezzamenti della stampa, nonché dall’attenzione delle Istituzioni teatrali italiane nei confronti del lavoro svolto, rappresento, con soddisfazione, come la "Fondazione Teatro Savoia" , dal 2007, anno della sua costituzione, ad oggi, abbia conseguito eccellenti risultati, grazie ad una offerta culturale prestigiosa."
Al Teatro Savoia di Campobasso
La badante
testo e regia di Cesare Lievi
con
Ludovica Modugno
e con
Emanuele Carucci Viterbi, Leonardo De Colle,
Paola Di Meglio, Giuseppina Turra
scene di Josef Frommwieser
costumi di Marina Luxardo
luci Gigi Saccomandi
PREMIO UBU a Cesare Lievi come migliore autore di novità italiana
PREMIO FLAIANO “PEGASO D’ORO” a Cesare Lievi per la regia
La Badante, nuovo testo di Cesare Lievi, è idealmente la terza parte di una trilogia che con Fotografia di una stanza della stagione 2004/2005 e Il mio amico Baggio della scorsa, compie ad una riflessione poetica sui cambiamenti indotti alla nostra società dalla presenza dei nuovi immigrati, stranieri per lingua (e cultura) che entrano nella nostra vita facendo esplodere contraddizioni sociali e intaccando abitudini quotidiane.
La storia ha lo sviluppo di un giallo.
Una famiglia borghese. I due figli si preoccupano per la salute dell’anziana madre; entrambi hanno poco tempo da dedicarle e, così, assumono una badante dell’Europa dell’Est, ma l’anziana signora non l’accetta; dice che è disonesta, che è una ladra …
Amareggiata dai figli e dalla presenza della ‘straniera’, la signora muore, ma quando viene letto il testamento il lutto dei figli si tramuta in rabbia, perché l’eredità della madre è scomparsa nel nulla.
Come e perché è avvenuto questo?
Venite a teatro e lo scoprirete, non possiamo proprio dirvi tutto …
Interprete principale Ludovica Modugno, insignita del premio della critica teatrale 2008 quale migliore attrice dell’anno per l’interpretazione de “L’una e l’altra” e “La Badante”, affiancata da Emanuele Carucci Viterbi e Leonardo De Colle, nel ruolo dei figli; Giuseppina Turra, la badante e Paola Di Meglio, moglie di uno dei figli.
Inoltre, Cesare Lievi, autore e regista de La Badante è stato inserito nella terna dei finalisti del Premio ETI-Gli Olimpici del Teatri 2008 come migliore autore di novità italiana.
La versione tedesca Fremde im Haus ha debuttato con successo il 22 settembre 2007 al Theater di Wiesbaden nell’ambito del Festival biennale di drammaturgia contemporanea “Grosses Theaterfest”.
Abbiamo visto lo spettacolo al Teatro Bellini di Napoli e comprendiamo che la società contemporanea detta la sua legge; i figli lavorano e non guardano più alla Casa, alla Famiglia d’origine, ma, per fortuna, non proprio tutti, per la verità; comunque, gli affetti non vengono curati per le origini, ma vengono proiettati sul presente e per il futuro.
Il preesistente, talvolta, viene inteso come zavorra; si guarda alle dinamiche affettive correnti e quelle si tutelano, comunque, nell’ambito del quotidiano stressato.
C’è una sociologia della famiglia che non vede più curati gli affetti familiari nativi, il tempo è speso nel consumo dell’esistenza indirizzata alla qualità della vita, ma trascurando la cura della vita dell’intera famiglia d’origine, a vantaggio di quella acquisita.
Gli anziani, i vecchi, i vecchissimi hanno bisogno dei figli, i figli non più dei genitori e l’inghippo sociale esplode.
Si vuole il badante o la badante per parcheggiare il limitato futuro dell’esistenza dei propri genitori; si delega, si sa il soldo paga.
La compagnia del figlio deve esserci, è essenziale per la tenuta psicologica ed affettiva dei vecchi.
Se ciò non si verifica, ecco, allora, che i vecchi “tradiscono” i figli, se traditi.
Trasferiscono ad altri il calore che pretenderebbero e che meriterebbero per la vita spesa per i figli; guardano a chi li coccola, a chi li guarda con affetto, a chi sa rispondere ai loro solleciti; grati, ricordano prima di morire chi li ha accuditi e nascono casi di eredità a favore di immigrati.
In conclusione, ottima scenografia; testo interessante; recitazione contenuta, misurata.
Da vedere.
Maurizio Vitiello