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Capri. Il Rapporto Censis dal titolo ”Un Manifesto per Capri” è stato presentato ieri al Palazzo dei Congressi. Autorevoli i nomi degli intervenuti: da Antonio D'Amato, ex leader di Confindustria a l sociologo Alberto Abruzzese, a Dario Scalabrini presidente dell’Ente provinciale del turismo, a Ernesto Mazzetti il giornalista che nel 2000 scrisse un autorevole saggio proprio sulle trasformazioni delle perle del golfo «Capri, Ischia e Procida, dall'isola alla metropoli». In sala, oltre agli addetti ai lavori, i Presidenti delle associazioni che insieme alle amministrazioni hanno commissionato la ricerca, l'Ascom di Capri ed Anacapri, la Federalberghi e Capri Excellence. Assenti annunziati i consiglieri di minoranza del Comune di Capri che con la loro non partecipazione hanno voluto stigmatizzare il comportamento dell'Amministrazione Comunale, che su una tematica così importante ha coinvolto solo i componenti della maggioranza capeggiata dal sindaco Ciro Lembo. Nella ricerca il Censis ha passato ai raggi X vizi e virtù di quel microcosmo che si chiama Capri. Un'isola, che come scrive il Censis ”tira sempre”, ma il cui mito va sempre più appannandosi, secondo i dati rilevati nel corso della stagione 2009 ed anche l'isola azzurra, scrive il Censis, «non è rimasta immune a quel logorio di immagine che caratterizza tante delle più note destinazioni turistiche». La funzione dell'elaborazione del Manifesto per Capri dovrebbe essere principalmente quella di far emergere «una cultura imprenditoriale ed amministrativa più dinamica, ed attraverso la ricerca individuare le vie rispetto alle quali gli operatori e le due amministrazioni saranno chiamate a compiere le proprie scelte. L'isola continua ad essere, per i capresi, una fonte inesauribile di ricchezza, quindi sta solo alla loro esclusiva volontà decidere se continuare ad attingere o mirare alla sua preservazione mettendo a frutto e valorizzando le tante opportunità che può ancora offrire». E nell'aula dell'auditorium è balzato ancora il dilemma di sempre, verso quale turismo si debba indirizzare il territorio. Ma su questo il Censis è stato chiaro: «La pluralità di turismi rappresenta un tipo di ricchezza al quale l'isola non può rinunciare, e soprattutto perché attorno alla pluralità dei turisti è andata negli anni crescendo e consolidandosi una rete articolata di microeconomia vitale per l'isola». La proposta più forte che è arrivata dal Censis, è quella che l'isola deve mantenersi esclusiva senza però diventare escludente. Un invito che sembra però contrastare con quanto detto dagli oratori. In particolare da Antonio D'Amato, ex numero 1 di Via dell'Astronomia, che ha spiegato che l'isola non può diventare un oggetto di marketing a tutti i costi, e che Capri deve fare una scelta fissando il tetto massimo degli arrivi giornalieri. Secondo Alberto Abruzzese «le moderne tecnologie, il mondo della rete hanno inventato un nuovo modo di fare vacanza, e l'idea della vacanza del mondo di oggi è diversa dagli archetipi che ci portiamo dietro». Ernesto Mazzetti, che ha moderato l'intero dibattito, lapidario ha dichiarato: «Se questo documento dovrà essere applicato come è nelle sue dichiarazioni, sicuramente scorreranno lacrime e sangue».
Anna Maria Boniello Il Mattino inserisce Michele Pappacoda