
Libro Benito Ruggiero
E' in edicola a Positano (lo abbiamo trovato nell'edicola Gargiulo al Pastiniello, la prima scendendo in paese dalla Chiesa Nuova, prima dell'hotel Pasitea) in Costiera amalfitana il libro "L'Identico e il Diverso" di Benito Ruggiero, un positanese e vicano insieme, originario delle due coste, quella d'Amalfi e quella Sorrento, delle quali si occupa Positanonews. Benito Ruggiero è nato a Moiano, frazione di Vico Equense, Penisola Sorrentina, in provincia di Napoli, nel 1934. Ha trascorso l’infanzia e parte della propria adolescenza a Positano, parenti ancora qui e a Praiano, parentela anche con il sindaco di Scala di fronte Ravello, attualmente vive a Monza in Lombardia. Una vita intensa ed eclettica quella del Ruggiero appassionato in gioventù di pugilato, guaritore, filosofo con poesie di ricerca "intellettuale" dove "pone i paletti", come spiega Maria Cristina Cantafora nell'introduzione nel breve capitoletto "Viaggio nella metafisica" dove cita Dun Scotus "doctor subtilis" e l'intelletto e la cosmologia come percezione della realtà e assoluto percorso che si esprime anche nei suoi versi accompagnati da illustrazioni livide, quasi funeree che potebbero richiamare ad ispirazioni goyane.
Benito Ruggiero definisce le sue composizioni “parole su carta, molto di più e molto di meno di poesie”. Forse. Tuttavia è innegabile che la Sua sia scrittura densa di poeticità. È lo sguardo poetico dell’Autore a rendere poetica una cosa, un discorso, una riflessione, ed è la poeticità che può diventare soggetto, a sua volta, di discorso, di giudizio. Difatti i brani di Benito propongono un complesso di immagini e un sentimento che li anima, vale a dire i due elementi che distinguono la scrittura poetica. È bene chiarire che la poesia di Benito non è un’immaginazione spinta dal bisogno d’intrattenere in visioni piacenti o di affettivo interesse. È un’immaginazione di stampo ungarettiano, dell’Ungaretti inventore di schemi nuovi, che sanno tradurre in suono l’immagine. Da questa duplicità di sentimento altamente poetico e di sentimento agito o sofferto, scaturisce l’immaginazione, fermenta la fantasia creativa, la cui linfa vitale è l’ispirazione. Così stando le cose definirei i componimenti dell’Autore una poetica storico-filosofica: storica perché ha una trama di realtà di poesia e realtà d’immaginazione; filosofica perché ha un ordito che fonde le due componenti in un pensiero logico che attraversa le categorie universali dell’essere.