
Riforme
Il ministro: eliminare l'obbligatorietà dell'azione penale
Il Carroccio insiste: Bossi sindaco di Milano.
ROMA (6 aprile) - Il premier Silvio Berlusconi vedrà oggi ad Arcore Umberto Bossi. Un vertice che apre la fase di confronto nel centrodestra in vista dell'avvio delle sempre promesse e mai attuate riforme. Oggi, ma Roma, il Cavaliere dovrebbe poi incontrare anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni intanto chiede che «sia affidato a Umberto Bossi e Roberto Calderoli il compito di formulare una proposta di grande riforma della Costituzione disegnando il nuovo assetto costituzionale e federale». In un'intervista al Corriere della Sera il ministro elenca quindi le priorità del Carroccio e anticipa quello che la Lega chiederà nell'incontro con Berlusconi ad Arcore.
Assegnare alla Lega Nord la riforma costituzionale «credo sia il riconoscimento del nostro straordinario successo. Siamo pronti e soprattutto abbiamo la capacità per farlo», dice Maroni. «Anche Berlusconi sa che se davvero vuole fare la grande riforma non può che affidarsi alla Lega». La sfida, aggiunge, «è di farla approvare dai due terzi del Parlamento; il Pd è per noi un interlocutore indispensabile».
Per il ministro le priorità sono «senato federale e nuova riforma del titolo quinto, che va cambiato perché il sistema di competenze concorrenti tra Stato e Regioni ha creato un guazzabuglio con conflitti continui davanti alla Corte Costituzionale». La ricetta è «poche materie allo Stato, tutto il resto alle Regioni». La riduzione dei parlamentari «si deve fare subito», mentre il presidenzialismo deve essere alla francese, perché «se sono chiare le competenze del governo e delle Regioni, assegna il giusto potere a chi viene eletto direttamente dal popolo».
Sulla giustizia, «la riforma la studia il Guardasigilli Alfano, ma io sono convinto che si debba arrivare a una vera separazione delle carriere e all'eliminazione del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale». «Con la creazione dei due Csm - spiega Maroni - la pubblica accusa stabilisce la lista delle priorità. Ma se poi agisce con ritardo, se fa intercettazioni inutili o se errori e negligenze consentono ai mafiosi di uscire dal carcere, ne paga le conseguenze».
Quanto alle intercettazioni, «sono sicuro che per i reati che davvero provocano allarme sociale non cambierà proprio nulla» con le nuove norme.
A Milano «Bossi si è già prenotato» per fare il sindaco. Maroni interviene anche sulle elezioni comunali del 2011: a Milano «Bossi si è già prenotato», mentre su Napoli «non è detto che non ci facciamo un pensierino, almeno cominceremo a far funzionare qualcosa».
Tra le questioni in sospeso c'è poi il destino del ministero dell'Agricoltura. Bossi rivendica alla Lega quel dicastero lasciato libero da Luca Zaia eletto governatore del Veneto (si fa il nome del capogruppo al Senato Federico Bricolo) e non ne vuole sapere della staffetta con il Pdl (che punta sull'ex governatore del Veneto Galan). Ma Ignazio La Russa in una intervista di ieri ha sferzato la Lega: «Deve rispettare i patti ed essere meno avida. E i patti sono che il sindaco di Milano e il ministero dell'agricoltura spettano al Pdl». Sul ministero dell'Agricoltura «decide Berlusconi; se vuole assegnarlo a noi faremo bene, ma su questo non abbiamo istanze», ha detto Maroni.
Calderoli: Berlusconi al Quirinale. Roberto Calderoli intanto in una intervista al Sole 24 ore dice che per il 2013 vede Berlusconi al Quirinale e un leghista o un amico della Lega a palazzo Chigi. I nomi? Nell'ordine, Tremonti, Maroni, Letta.
fonte Il Mattino di Napoli inserito da Michele Pappacoda