
Cava de Tirreni Galdi sindaco
Con il 60,60 per cento delle preferenze, che detto in numeri fanno 21.486 voti, Marco Galdi, 45 anni, direttore generale della Provincia di Salerno, è il nuovo sindaco di Cava de’ Tirreni. • Non c’è storia con i suoi rivali. L’ex sindaco Luigi Gravagnuolo, appoggiato dalle due liste civiche "Cava Millennio" e "Solo per Cava" si ferma al 35,80 per cento. • Il terzo, Michele Mazzeo (Rifondazione - Sinistra europea e Comunisti italiani) non va oltre il 3,59. • Così come aveva annunciato, Galdi ha atteso nel suo comitato elettorale, nella centralissima via Mazzini, che i dati ufficiali concordassero con quelli delle proiezioni del suo staff. Quando ormai il divario era talmente netto, giá lanciato ben oltre il cinquanta per cento appena poche ore dopo l’inizio dello spoglio, il nuovo primo cittadino è sceso a godersi il bagno di folla. • Con a fianco il fidato presidente Edmondo Cirielli, che di Cava è cittadino, si è avviato verso la sede del Comune. Alle 12.41 fará il suo ingresso tra gli applausi, dopo aver dovuto "subire" il festoso "lancio" da parte dei suoi sostenitori. «Siamo andati anche oltre le nostre stesse aspettative - dice il neo sindaco. Siamo riusciti a convincere la cittá ed ora il nostro compito è quello di non deluderla». • Il centrodestra fa filotto e Galdi sa bene che può tornargli subito utile per amministrare la cittá metelliana. «Certo, abbiamo dei grandi alleati. La vicinanza della Provincia con Cirielli, così come Giovanni Baldi in consiglio regionale e il governo nazionale. Abbiamo le carte in regola per dare le risposte giuste. Ma ciò che ci interessa è dare queste risposte. Siamo pronti. Aspettiamo gli adempimenti di legge, ma non vediamo l’ora di rimboccarci le maniche e metterci al lavoro e ridare a questa cittá la sua fama. Cava deve tornare ad essere una cittá guardata con rispetto ben oltre la nostra Regione». • Cirielli è sempre lì al suo fianco, nella breve passeggiata che lo porterá a varcare da sindaco i cancelli della casa comunale. «Per noi in Provincia - dice il presidente - sará una grave perdita, ma per questa cittá è una grande conquista. E’ sì un voto di ribellione a Gravagnuolo, ma anche un voto ai partiti e al loro progetto. Superare con le liste il 60 per cento è una dimostrazione della maturitá politica della classe dirigente cavese». • Ad accogliere Galdi anche alcuni dipendenti comunali, che subito si lasciano scappare il loro personale "benvenuto". Poi la sala è tutta per il nuovo primo cittadino. «La nostra vittoria porta un nome e questo nome è "unitá". L’unitá del centrodestra che è diventata l’unitá della cittá», ma con un impegno preciso. «Chi ci ha votato e chi no, sono tutti cittadini con pari dignitá. Io sarò il sindaco di tutti». • Due telefonate in mattinata con il suo predecessore Gravagnuolo, che prima di lui era salito in quella stessa sala per decretare il successo del suo avversario. «Apprezzo molto la correttezza che sta dimostrando in questa fase - ammette Galdi. Credo che potremo costruire anche con l’opposizione un dialogo sereno nell’interesse della cittá». Cirielli, invece, non usa troppi giri di parole per rivolgersi all’ex sindaco. «Sicuramente è un signore più di me, ma Gravagnuolo deve prima di tutto chiedere scusa, perché fino ad ora ci ha chiamato "vermi", ha usato con noi frasi indecenti. Dopo le scuse avrá nuovamente la mia stima come persona».