
napoli non mi puoi più tradire
CON IL CATANIA FISCHIA IL BRAVO VALERI CHE AMA IL DISCHETTO
Il rampante fischietto romano ha una media alta di rigori concessi, con gli azzurri due vittorie in due gare al San Paolo. Preoccupante la designazione degli assistenti, trattasi dei compagni di merenda di Damato ad Udine
Paolo Valeri 32 anni di Roma di professione impiegato è stato designato per Napoli- Catania. E' il fischietto rampante assieme a Russo di Nola in questo momento nel calcio italiano. E' in ballottaggio per la promozione ad internazionale. Ha diretto 33 gare in serie A con: 8 vittorie interne, 12 pareggi e 3 vittorie esterne. Ha espulso 7 giocatori e concesso 14 rigori. Ha già diretto 12 gare in massima serie in questa stagione, viene dalla ottima direzione di Genoa- Palermo. Il Catania ha 3 precedenti con il fischietto romano: una vittoria recente contro l' Inter, un pareggio ad Udine lo scorso campionato ed una sconfitta ad inizio campionato interna contro il Chievo. Il Napoli con Valeri ha due solo precedenti che sono due vittorie al San Paolo con il Lecce lo scorso anno e in questo torneo contro il Siena. E' sicuramente un bravo arbitro e che non subisce condizionamenti.
La designazione degli assistenti invece non ci rende felici, trattasi degli internazionali milanesi Stefani e Faverani che hanno sbandierato malissimo ai danni del Napoli in Udinese- Napoli con la complicità del pessimo Damato. Emblematico il gol dell' Udinese del vantaggio nato da una palla che era finita nettamente in fallo laterale
Il presidente partenopeo esulta per il 3-1 sulla Juve, ma avverte i suoi: «Non si può ogni volta raggiungere le stelle e ricascare nelle stalle». Quindi rende omaggio agli avversari: «Dispiace vedere una grande squadra come quella bianconera in queste condizioni»PIANETANAPOLI
Aurelio De Laurentiis avrebbe tutti i motivi per pensare solo al suo Napoli, che contro la Juventus ha tirato fuori la grandissima prestazione e rivede la Champions League. Ma il presidente partenopeo vuole innanzitutto rendere onore agli sconfitti: «Io sono soprattutto contento per i napoletani e per la squadra che ha ritrovato Quagliarella - dice a Sky -. Si sono sbloccati Hamsik e Lavezzi. Io sono contentissimo, ma mi dispiace molto per la Juve che è una grande squadra, fatta con tanti campioni. In questo momento non girano le cose, bisogna capirli e stargli vicino, perché noi abbiamo bisogno di tutte queste squadre importanti. Non si devono demoralizzare, mancano ancora parecchie partite. Mi dispiace vedere le facce tristi di Del Piero e tanti altri campioni, mi mette tristezza, capisco il momento no, però il calcio è uno sport».
Però la Juve è un’avversaria per il quarto posto… «Sì, però io capisco, perché anche noi abbiamo sofferto in queste settimane. Io, silente, ho assorbito e difeso i nostri giocatori che questa sera hanno ritrovato la via del gol. La strada è lunga, ci sono ancora tante giornate, bisogna assolutamente concentrarsi per il Catania, non bisogna mollare, rilassarsi, i ragazzi non devono abbassare la guardia, perché non si può ogni volta raggiungere le stelle e ricascare nelle stalle. Non bisogna tradire questo stadio così straordinario che ha dato dimostrazione di educazione, il pubblico sta maturando. Questa sera la squadra ha dato tutta se stessa e il risultato è stato raggiunto».
Quagliarella ha detto che c’è gente che parla un po’ a caso: a chi si riferiva secondo lei? «Quagliarella, come tutti i nuovi acquisti, se poi non diventano dei capocannonieri risultano quasi dimenticati per strada dalla tifoseria. Quagliarella con diligenza si è allenato in queste ultime settimane, ha fatto una specie di auto-ritiro e questo gli ha dato una concentrazione e una forma fisica che questa sera si sono viste».
Chi è più decisivo tra Lavezzi, Mazzarri e De Laurentiis? «La squadra». Tutti? «La squadra».
napolipress michele de lucia