
Piano di Sorrento comando vigili
Torniamo sulla vicenda dell'articolo sul fermo dell'autista a Piano di Sorrento. "Piano di Sorrento. Vigilessa sequestra automobilista. Legge marziale a piazza Cota". Questo scritto ha suscitato una marea di reazioni ed è doverosa una premessa per il "contesto" in cui è inserito. Precisiamo che il termine "sequestro" e "legge marziale" sono puramente giornalistici, tipici del linguaggio enfatico dei quotidiani e come tale va preso. Ieri mattina dopo le 13,30 la redazione di Positanonews (dopo aver vagato perchè il comando vigili non si trova più nel palazzo del Comune dove sarebbe ovvio e dove è sempre stato ma al di sotto della biblioteca comunale, costringendo un utente ignavo a veri e propri tour de force) ha incontrato, su richiesta, il comandante dei vigili urbani il Maggiore Marco Porreca, 50 anni appena compiuti (il 23 febbraio scorso), una presenza qualificata con la quale si è avuto un incontro franco e cordiale. "I termini sequestro e legge marziale non sono da utilizzare, i vigili urbani non applicano nessuna legge marziale né sequestro", ha detto il maggiore Marco Porreca "bisogna guardare anche agli automobilisti che sono indisciplinati". Un rilievo che volentieri riportiamo. La vicenda in sé per sé, essendo vissuta in prima persona, è diventata notizia in quanto non è prassi normale né quotidiana che un automobilista (sicuramente indisciplinato e contravventore, ma anche se fosse un criminale con precedenti penali è comunque un cittadino come gli altri) venga trattenuto per così tanto tempo per contestargli la contravvenzione. "Il vigile urbano può e deve procedere alla contestazione dei verbali, in questo caso si erano chiamati i colleghi perchè era finito il libretto delle contestazioni. Ho lavorato al nord e lì vi erano regole serie, qui mancano gli uomini per poterle applicare". Il corpo dei vigili urbani di Piano di Sorrento è esiguo, solo 13 istruttori e 3 vigili a tempo determinato, per gestire il traffico di una cittadina snodo per la costiera amalfitana e la penisola sorrentina, su cui convergono da Vico Equense a Positano e Praiano migliaia di persone, oltre ai residenti e visitatori occasionali. Non contestiamo il corpo dei vigili urbani, ma i comuni che - e questo è provato dalla giurisprudenza oltre che da inchieste giornalistiche - spesso usano il corpo di polizia municipale per rimpinguire le casse comunali facendo di fatto applicare una tassa indiretta, ma così facendo allontanano l'utenza e danneggiano il commercio che è vitale per Piano di Sorrento. "Noi rispondiamo dell'applicazione delle legge e seguiamo le direttive che ci vengono impartite". L'opposizione vi accusa di non pensare ai mendicanti molesti e alla sicurezza che a Piano si fa sempre più difficile, come dimostra la recente rapina a Piano di Sorrento alla Farmacia Irolla. "Molti non conoscono il nostro lavoro, abbiamo un corpo impegnato in mille attività di controllo. Per certi tipi di interventi sulla criminalità vi sono altre forze dell'ordine che hanno maggiori potenzialità per intervenire, sui mendicanti è stata fatta un'ordinanza contro quelli molesti. Non possiamo intervenire se non su questi. Se una persona è ferma in strada senza dar fastidio a nessuno non gli si può far niente, per gli altri, tipo se strattonano un passante per avere soldi, li possiamo identificare e poi li accompagniamo alla stazione della circumvesuviana". Comprendiamo che i vigili urbani fanno il loro lavoro, anche noi abbiamo fatto questo lavoro e abbiamo avuto in famiglia un vicecomandante dei vigili, ma le lamentele non provengono solo da noi, vi è una effettiva difficoltà a parcheggiare e un traffico continuo. A questo punto la conversazione si è fatta di livello qualitativo alto. Il comandante di Piano, oltre ad essere dottore in legge, ha qualificanti precedenti da comandante a Isola della Scala in provincia di Verona e a Pescara, oltre ad essere docente nei corsi di formazione. "L'amministrazione mi ha chiesto una relazione sul perchè c'è tanto traffico. Ci sono delle leggi scientifiche che trattano dei fluidi applicate al traffico veicolare, spiegano che per la conformazione stessa delle strade arrivati ad una certa soglia è inevitabile il traffico. Ho consegnato al Comune una poderosa e documentata relazione che posso anche darvi". D'accordo su questo, ma possibile che a Piano di Sorrento come nel resto della penisola sorrentina si pensi a costruire parcheggi che poi diventano spazi privati, a volte si trasformano in depositi, negozi, appartamenti, ma non si pensi alla vivibilità e alla stessa economia realizzando i parcheggi a rotazione magari a distanze accettabili dal centro? Non pensa che al di là del fatto specifico che ha portato a reazioni emotive ci sia un problema a Piano? "Che i parcheggi a rotazione siano utili è fuori discussione, sono scelte politiche". Una discussione franca con il comandante dei vigili urbani dalla quale usciamo, ma ne eravamo già convinti, con la consapevolezza che la polizia municipale fa il suo lavoro con impegno e dedizione e che l'esasperazione degli automobilisti, dei quali abbiamo raccolto decine di testimonianze, non sono da addebitare a chi fa comunque il suo lavoro, ma a scelte politiche che non hanno pensato a quello che, secondo noi, è il problema principale di Piano di Sorrento, fondamentale per la sua vivibilità e per la sua economia, che si basa sul commercio, in quanto Piano è sicuramente una delle cittadine che ha fra le migliori tradizioni commerciali di tutta la Campania, per qualità, stima e considerazione, ma l'estrema difficoltà con la quale è possibile sostare rende il problema "mobilità" una priorità per la cittadina ed il problema va trovato a monte, cioè sulla politica del territorio. Basta acquisire le registrazioni delle riprese delle telecamere della videosorveglianza del Comune per documentarsi su come vanno le cose in questa cittadina fra le più belle della Campania, cuore pulsante del commercio nel sud della provincia di Napoli. A Piano di Sorrento è mancata e manca da sempre una politica razionale e lungimirante che miri a fare di Piano una città veramente vivibile e a misura d'uomo e a pagarne le conseguenze sono tutti, vigili compresi. A volte si dice che non tutti i mali vengono per nuocere, questo episodio, vissuto soggettivamente come un trauma, ci ha fatto capire come da quella parte ci sono persone che cercano di fare al loro meglio il loro dovere e avremo modo di apprezzarne l'operato ancora meglio in seguito. Persone degne di stima e rispetto per il ruolo che svolgono, ma in un contesto di mobilità difficile rispetto al quale la classe politica poco o nulla ha fatto sinora e le categorie non si sono unite per combattere affinchè la mobilità diventi una priorità della Città legata come è inscindibilmente alla vivibilità e all'economia del paese.
Michele Cinque