Vico Equense - Il consiglio Comunale ultimo scorso del 26 febbraio tra le altre cose ha anche discusso e approvato un provvedimento posto all’ordine del giorno. Tale provvedimento mette un punto fermo e risolutivo ad una questione molto “antica” legati a servizi primari per i cittadini delle zone alte. Si tratta di una convenzione redatta a norma degli art.74 e 75 del PRG comunale che individuano e disciplinano i cosiddetti standards urbanistici. Con le innovative procedure, contenute tra l’altro anche nella delibera di giunta 188/09, attraverso apposite convenzioni approvate in consiglio comunale si dà la possiblità direttamente ai privati che ne avessero titoli e requisiti di realizzare tali opere di interesse pubblico e di gestirle in modo orientato al pubblico interesse. Tra queste appunto la possibilità di un servizio di rifornimenti carburanti nella zona alta. Sentiamo sulla cosa il consigliere Antonio di Martino relatore del provvedimento e primo firmatario di alcuni emendamenti sulla convenzione poi approvati dal consiglio: “In effetti il Consiglio ha finalmente messo una ulteriore parola definitiva su una delle antiche istanze della zona pedemontana del comune che reclamava da tempo immemore strada più larga, farmacia, pompa benzina, illuminazione pubblica, scuole più degne, sistemazione delle strade interne, e tante altre cose che hanno o stanno trovano risoluzione grazie alla azione della Amministrazione Cinque e di questo Consiglio Comunale. Adesso sono particolarmente soddisfatto che proprio a me sia capitato di dire in pratica la parola fine alla questione pompa di benzina, un obbiettivo che mi vide impegnato già agli inizi degli anni 90 in seguito alla chiusura intempestiva ed improvvida di un impianto sito al Faito e che per solite pressioni spurie e poco avvedute non fummo in grado di ripristinare. Adesso dando la possibilità, alle porte della frazione Moiano, direttamente al privato di realizzare l’impianto, che è considerato un opera di pubblica utilità ed interesse in una zona di PRG apposita, abbiamo fatto la scelta più opportuna e pratica per la risoluzione anche di questo problema; dopo la farmacia e le strade interne. Tramite degli emendamenti che ho presentato come primo firmatario ed approvati dal Consiglio, e dal privato in un secondo momento, abbiamo inteso assicurare alla collettività: in primis la presenza almeno per 20 anni della struttura che non potrà essere riconvertita in altra attività o soppressa o venduta per altri scopi, poi obbligare il privato ad una sorta di reperibilità per eventuali emergenze che vedessero impegnate la protezione civile in azione a qualunque ora del giorno della notte e tra l’altro ancora l’assicurazione del servizio per motivi di pubblica utilità. Ritengo che questa realizzazione possa dare soddisfazione ad un aspettato di civiltà da troppo tempo aspettato”. (Da Agorà)