
Ravello il sindaco Paolo Imperato
Ravello, costiera amalfitana. Riceviamo e pubblichiamo. Di fronte all’ennesimo tentativo di sfacciata impudenza del Gruppo Consiliare di Minoranza “Insieme per Ravello”, rappresentato dalla (enfatizzata) richiesta rivolta a S.E. il Sig. Prefetto di Salerno di ottenere la convocazione del Consiglio Comunale in relazione agli atti, a suo tempo, intervenuti tra Regione Campania, Comune e Fondazione Ravello (dichiarazione di intenti del 3 settembre 2009 e successivo schema contratto di comodato), chiarisco, a correzione di un grossolano abbaglio pure apparso ed al fine di evitare facili strumentalizzazioni, che alcun intervento sostitutivo è stato posto in essere.
Pervero, il Prefetto si è limitato ad invitare il Sindaco di Ravello a convocare, nel rispetto dell’art. 39 T.U.E.L. (20 gg. successivi), il Consiglio Comunale per l’inserimento all’O.d.G.
Ho ritenuto, tuttavia, necessario predisporre, in data odierna, all’attenzione del dott. Sabatino Marchione, un puntuale, quanto doveroso riscontro al fine di dimostrare come la richiesta del Gruppo di Minoranza sia una mera (e sterile) riproposizione di un argomento diffusamente illustrato, dapprima, nella seduta consiliare del 30.9.2009 e, segnatamente, in quella del 30.11.2009, allorquando, dopo la lettura di un documento “ad arte suggerito”, i Consiglieri di Minoranza preferirono “la via della fuga” a quella del democratico confronto.
Ho, soprattutto, ricostruito a S.E. il Prefetto le ragioni autentiche del fallimento di un percorso politico (contenuto proprio negli accordi, di cui oggi paradossalmente si pretende la ratifica) determinato solo dall’inaffidabilità di chi, disattendo tutti gli impegni pure assicurati, ha, di fatto, precluso la possibilità di trasformare la Fondazione in strumento realmente al servizio delle Istituzioni, con benefici diretti a vantaggio dell’intera Collettività.
E’ argomento ormai noto a tutti, per essere stato al centro di un serrato dibattito, protrattosi per mesi, con significativo rimbalzo di stampa e ampio coinvolgimento della Cittadinanza, come da ultimo dimostrato attraverso il confronto aperto in Villa episcopio.
Evidentemente non lo è per i Consiglieri di Minoranza: autori ancora oggi (dopo lo sciacallaggio per le assunzioni straordinarie di due vigili urbani proprio in occasione dell’inaugurazione dell’Auditorium e l’inizio dei lavori di realizzazione dei nuovi loculi cimiteriali) di un’ulteriore iniziativa, tanto pretestuosa, quanto strumentale che rivela il reale intento che anima il loro presunto “fervore legalitario”: sostenitori “accaniti ed interessati” di un sistema di controllo della Fondazione che ha prodotto solo distorsioni e disuguaglianze!
Ho, in ogni caso, rassicurato S.E. il sig. Prefetto che questa Maggioranza Consiliare, prima di chiunque altro, avverte l’esigenza imprescindibile di definire il modello più dignitoso e appropriato di gestione dell’Auditorium che sappia coinvolgere le tante energie e professionalità di questo Paese, cui , per anni ,è stata meschinamente spenta la speranza di sentirsi protagonisti del proprio destino!
Paolo Imperato