
De Masi Ravello
In risposta alla lettera di Giovanni Gallo sulla controversa vicenda dell'Auditorium di Ravello in Costiera amalfitana interviene il presidente della Fondazione Ravello Domenico De Masi
Caro direttore,
rispondo con piacere alle interessanti proposte contenute nella lettera di Gregorio Gallo. Il lungo dibattito sulla costruzione dell'Auditorium ha fatto perdere tempo e denaro ma, in compenso è servito ad approfondire collettivamente i molteplici aspetti(urbanistici, estetici, pratici)connessi a un capolavoro di portata storica. Alla fine della vicenda,tutto il territorio ha metabolizzato le questioni architettoniche relative al suo destino.
Anche ora,il lungo dibattito sulla gestione dell'Auditorium sta facendo perdere tempo e denaro ma,in compenso un numero crescente di cittadini sta prendendo atto dei problemi organizzativi sollevati dalla valorizzazione di un'opera così complessa. La Fondazione ha studiato con cura molti casi analoghi:come è stato avviato l'auditorium torinese del Lingotto,quello tedesco dei Berliner Philarmoniker,quello romano di Santa Cecilia,il Beuabourg e La Villette di Parigi, il museo di Ghery a Bilbao. Ogni caso è diverso dall'altro ma dovunque sono partiti un paio d'anni prima dell'inaugurazione per elaborare un piano industriale triennale o quinquennale. Già un anno prima dello start up, hanno avviato il reclutamemento, la selezione e la formazione del personale,nonchè l'appalto dei servizi(bar,ristoranti,parcheggi,guardaroba,ecc.) In tal modo,al momento dell'inaugurazione tutto era già pronto per entrare a regime e la vita della nuova opera è iniziata immediatamente dopo l'evento inaugurale,senza scossoni organizzativi e senza imprevisti economici.
Un vero miracolo è che un paese di 2.500 abitanti come Ravello si trovi ad avere,contemporaneamente,un Auditorium così importante e una Fondazione dotata di tutto il know how necessario per gestirlo. Questa Fondazione ha agito su tre fronti: fin dal 2008 ha stimolato il Comune per metterci intorno a un tavolo e programmare minuziosamente l'inaugurazione e la gestione dell'Auditorium;2) nel 2009 ha condotto una lunga trattativa per arrivare all'atto di comodato con cui ,in ottobre ,il Sindaco ha ceduto la gestione della struttura alla Fondazione;3) intanto la Fondazione procedeva alle operazioni che il passare del tempo rendeva sempre più urgenti:preparare,atraverso la Scuola di management culturale, i giovani professionisti necessari per le funzioni di concetto: cercare i soldi per l'inaugurazione e per l'avviamento;progettare l'inaugurazione;ideare una serie di eventi successivi (Winter festival);elaborare un mansionario per il futuro direttore dell'Auditorium,ecc.
Non si trattava di fughe in avanti ma di operazioni indispensabili,che qualcuno doveva pur fare,per recuperare il tempo perduto. Nessuno dei centri culturali da noi studiati vive di sole sovvenzioni pubbliche. Una parte cospicua degli introiti deriva dalle convention,dall'offerta formativa,dai book shop.e dai mille eventi escogitati creativamente. Per organizzare tutto questo occorre un personale specializzato,un'organizzazione competente ,una rete fitta di corrispondenti in tutto il mondo. D'altra parte,sta proprio in queste attività e nella produzione degli eventi ,il contributo che l'auditorium può dare all'incremento occupazionale. Si badi bene: tutte queste attività mirate alla valorizzazione dell'Auditorium sono state realizzate dalla Fondazione su implicito mandato dei suoi Soci(Regione, Provincia, Fondazione,monte Dei Paschi,EPT, e Soprintendenza di Salerno) che dando vita alla Fondazione stessa,le hanno delegato,per Statuto,il compito di "promuovere e coordinare iniziative culturali,scientifiche ed artistiche che facciano dei siti storico-artistici di Ravello la sede di manifestazioni di prestigio nazionale ed internazionale".Sempre per Statuto,nessuno dei soci può svolgere autonomamente questi compiti o può pretendere un ruolo preminente agli altri. Non sono io che impongo tutto questo; è lo Statuto che lo pretende e che mi obbliga a farlo rispettare. Convengo con la saggia conclusione di Gregorio Gallo:"il catalizzatore indispensabile di ogni possibile intesa resta sempre uno:la buona volontà". Da tempo,per esempio,ho proposto che la selezione del personale esecutivo da assumere sia affidata a una commisione composta da un rappresentante del Comune,un rappresentante del Consorzio,e( se lo si desidera ) da un rappresentante della Fondazione. con la buona volontà,che la Fondazione è disposta a mostrare in qualunque momento,tutto potrebbe aggiustarsi rapidamente,per un sereno sviluppo di Ravello e di tutta la Costiera.
Cordiali saluti
Domenico De Masi
Inserita da Valeria Civale