La casa editrice Kairòs di Napoli distribuisce in questi giorni il romanzo giallo di Alferio e Antonio Spagnuolo: “L’ultima verità” (pp. 160; € 10,00)
Dalla prefazione stralciamo:
“Ci sono romanzi che raccontano storie; altri che raccontano persone, e altri ancora che sono solo l’occasione per gli autori di dare agli altri, attraverso fatti e situazioni immaginari, le proprie emozioni.
Qualche volta, non spesso, ci si trova di fronte a un testo che percorre tutte e tre queste strade: quello che avete fra le mani è uno di essi.
“L’ultima verità” comincia come un giallo deve cominciare, cioè con una vittima; e va per la via di un giallo, la ricerca del colpevole attraverso il disegno della personalità dell’assassinato, la definizione della sua storia, della sua umanità. Ma questa è soltanto l’occasione: un punto di partenza.
La vicenda che si scioglie, si libera da questo evento è solo uno sfondo: un panno scuro sul quale gli autori seminano le pietre dei personaggi del romanzo. Ogni singola figura è ritagliata con estrema attenzione, descritta con accuratezza sia nell’aspetto esteriore che nelle caratteristiche emotive e psicologiche; le persone che popolano il romanzo, positive o negative che siano, mantengono un’assoluta rilevanza, si sfiorano e si incontrano senza mai confondersi, un coro nel quale è sempre possibile distinguere le singole voci.
Gli stessi ambienti, gli arredi, gli oggetti creano un unico organismo con i personaggi che ospitano: la cura delle descrizioni appare a tratti quasi ossessiva, come se la volontà di chi scrive fosse offrire un paesaggio, non lasciando all’immaginazione del lettore nulla se non aspetti marginali. La stessa città non emerge e non invade, chiusa com’è fuori dalle stanze e dagli uffici dove la vicenda ha spazio.
Tuttavia, i personaggi vivono la storia non perdendo mai l’occasione di pensare, di riflettere sulle cose e le situazioni: e naturalmente su se stessi. La natura eminentemente poetica dei narratori raggiunge la massima evidenza nelle riflessioni di tutti le figure che animano la storia, anche di quelle più marginali della narrazione. E’ come se, in ogni momento del romanzo, gli autori non ritengano possibile che un evento non possa stimolare un ricordo, un’immagine nel personaggio che lo sta vivendo.
E’ la parte migliore del racconto: l’attitudine all’emozione dei personaggi. Non c’è sentimento che non abbia profonda eco nell’anima, e un richiamo successivo nell’azione dei protagonisti della storia. Resta quasi difficile seguire il filo della narrazione, che pure è serrata e consequenziale come si conviene ad un vero giallo, senza perdersi nell’incanto dei pensieri che hanno vita propria e proprio respiro.
Da ciò proviene la considerazione di maggiore chiarezza: il primo protagonista del romanzo è il linguaggio. La modalità con la quale gli autori scelgono di intagliare la storia nei differenti materiali che utilizzano. Di volta in volta le parole saranno taglienti come il lucido metallo o morbide come il tessuto più vellutato, o ancora ruvide come schegge di legno: come una colonna sonora, accompagneranno per mano il lettore attraverso un’altalena di emozioni e di colpi di scena, accelerando e rallentando più volte prima dell’inattesa soluzione.
Il lettore stesso dovrà stare attento a non perdere di vista il racconto, cedendo alla tentazione di soffermarsi sulle intense descrizioni di luoghi, personaggi, emozioni e sentimenti; dovrà stare attento a non lasciarsi incantare dai protagonisti.
Perché come in ogni giallo, anche in questo l’unica, vera protagonista è la storia: e il cammino che attraverso di essa si fa fino alla soluzione dell’enigma.
Fino alla scoperta dell’assassino: l’ultima verità.”
In passato abbiamo letto le poesie di Antonio Spantolo ed ora leggiamo altro. Il poeta Antonio Spagnolo l’abbiamo visto recentemente alla Libreria “Evaluna”, di Lia Polcari, alla presentazione del libro di poesie di Flavio Gioia, raccolte nelle silloge “Il canto del Mediterraneo”, di cui si presentava in “prima nazionale” il book-trailer”.
Crediamo che meriti attenzione questo giallo, edito da Kairòs.
Maurizio Vitiello