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11/03/2010

Il conservatorio di Salerno ha trent´anni

Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori


Mercoledì  mattina la cerimonia commemorativa con l’intitolazione dell’aula multimediale al Senatore Salvatore Valitutti

 

“Forse un mattino andando in un’aria di vetro,

arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:

il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro

di me, con un terrore di ubriaco.

Poi, come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto

alberi case colli per l’inganno consueto.

Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto

tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto”.

Ci sono balenati alla mente i versi di Eugenio Montale, quando il professore Luigi Reina, preside della facoltà di Scienze della Formazione del nostro Ateneo, ha sottolineato che la passione per la Memoria rivelata in questa particolare giornata celebrativa dei trent’anni dalla nascita del nostro Conservatorio, con un decreto firmato dal Senatore Salvatore Valitutti, rappresenta la conservazione dell’identità di un popolo. Il passaggio al nichilismo nietszchiano, prima attraverso la “seconda inattuale”, attraverso cui ha introdotto i concetti di memoria e tempo e di storia, baluardo moderno contro il Nulla, seguita dall’assunto principe della svalutazione dei valori è semplice: il nichilismo è dunque, il processo storico nel corso del quale i supremi valori tradizionali – Dio, la verità, il bene – perdono il valore e periscono. In assenza dell’universale, che si dimostra irraggiungibile, tutto si equivale e nulla vale, aprendo la porta all’indifferenza, male della nostra società, che porta all’incultura e all’assenza di critica e dialogo. L’unica uscita di sicurezza per l’umanità è la “cura” del proprio essere, l’andare sulle vette e negli abissi dell’io, allo scopo di immaginare, e cogliere nuovi sentimenti, nuove emozioni, attraverso le arti, attraverso la musica. Questo intravide Salvatore Valitutti pedagogo, questo intravide Alfonso Menna, già nel 1964, quando l’allora scuola di musica, la prestigiosa scuola di musica dell’Orfanotrofio Umberto I divenne Liceo musicale convenzionato, con i maestri stipendiati dal comune e in seguito immessi in ruolo dopo svariate lotte. Era la primavera del 1980 quando nella sala concerti del tempo, la cosiddetta sala del refettorio dell’Orfanotrofio Umberto I, cinque ex allievi dell’istituto, oggi docenti, festeggiarono il decreto ministeriale, firmato dal ministro Salvatore Valitutti, giunto nel marzo, che sanciva l’autonomia del nostro conservatorio. Una semplice cerimonia e un concerto tenuto da Domenico Giordano al flauto, Mario Apadula al clarinetto, Domenico Procida al fagotto, Antonio Florio al sassofono e Giancarlo Cuciniello al pianoforte, con un programma spaziante da Beethoven a Glinka, sino al flou di “Ballade” di Henry Tomasi, tennero a battesimo, la neo-nata istituzione. Ieri mattina l’aula multimediale del “Giuseppe Martucci”, in cui verrà allocato in primis il neo-nato corso di musica elettronica affidato alla docente ed ex-allieva del conservatorio Silvia Lanzalone, è stata intitolata a Salvatore Valitutti. “…mai Salerno avrebbe avuto la soddisfazione di vedere elevata la sua Scuola di Musica a Conservatorio Statale senza il personale interessamento del Prof.Valitutti” scrive Alfonso Menna nel suo libro “Una istituzione allo specchio” e Amalia Valitutti, nipote del senatore, ha avuto l’onore e l’onere di scoprire una targa ceramica che ne eterna il nome e l’opera tra le antiche mura dell’istituzione. Il presidente del consiglio di amministrazione del Conservatorio, Franco Massimo Lanocita, il commissario straordinario del Conservatorio,  il presidente del Centro Studi di Pedagogia e Filologia “Salvatore Valitutti”, Renato Cangiano;  il preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Ateneo di Salerno, Luigi Reina ed il professore Ambrogio Ietto, nonché il vice-commissario Francesco Iacomini, la Dr.ssa Matilde Romito, e il sindaco di Bellosguardo, borgo natale di Valitutti, Giuseppe Parente, hanno, poi, relazionato sull’istituzione e sulla figura dell’eminente politico. Se Iacomini e Lanocita ci hanno informato sulle nuove attività del conservatorio, dai concerti in giro per la provincia, alle partecipazioni al Giffoni Film Festival, al Premio delle Arti sez.ne Jazz che sarà ospitato qui a Salerno, sino agli allievi partecipanti al progetto Erasmus, Ambrogio Ietto ha rivangato, unitamente alle partite di calcio della banda del serraglio, da lui arbitrate nella celebrata villetta, anche le ombre oscure che si abbatterono sulla nostra istituzione intorno al 1992 con implicazioni penali, che lo portarono a dimettersi dall’incarico di Presidente del consiglio di amministrazione, mentre Matilde Romito ha letto una lettera del Valitutti indirizzata a Benedetto Marzullo, figlio di Antonio, primo direttore dei musei provinciali, nonché amatissimo e temuto preside del Liceo Ginnasio “T.Tasso” del tempo dei Guercio, dei Miraglia, dei Russo, dei Montone, dei Fimiani. Il sindaco di Bellosguardo, che ha portato il gagliardetto del proprio comune, presente, insieme a quello della Provincia di Salerno, ha ricordato oltre il suo concittadino anche il compianto maestro Cassio Prinzo, docente di oboe del conservatorio, per il quale ha proposto un concerto commemorativo. La nota sonora della mattinata è stata affidata al duo flauto e chitarra composto da Carolina Dello Iacono e Armando D’Esposito, che ha spaziato dalla musica brasiliana ad una trascrizione del celeberrimo Rondò alla turca dalla Sonata K331 di W.Amadeus Mozart per pianoforte e al quartetto di sax della classe del M° Luigi Cavallo, composto da Lucia Di Vece al soprano, Antonella Cariello al contralto, Ornella Sgroi al tenore e Mariacristina Agosto al baritono, interpreti di musiche di Debussy, Joplin e Gershwin. Attendendo la presta intitolazione di altre tre aule del conservatorio, certamente previste per Francesco Florio, che ha dato a Salerno la prima cattedra nazionale di sassofono, per Rocco Citro, per quella di bassotuba e, naturalmente, per Alfonso Menna, vero fautore, prima della Scuola di musica e poi del conservatorio, gli ex-allievi oggi docenti, Domenico Giordano, Mario Apadula ,  Antonio Florio e Giancarlo Cuciniello, ci hanno personalmente promesso che riproporranno, unitamente al fagottista Domenico Procida, a chiusura dei concerti del trentennale, in svolgimento al Casino sociale, lo stesso programma di quella “musicale” primavera di trent’anni fa, quando la musica si scriveva ancora a mano ed era un delizioso sentire.

Olga Chieffi

 




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