Gio, 24 Maggio 2012

Logo Positano News

Utenti online: 108
scelta lingua italiana scelta lingua inglese rss A.N.S.O.
Seguici su Twitter Versione per dispositivi Mobile
Icona Web TV
Icona Mercatino
Icona Meteo Icona Casa.it
          
 NEWS:  Positano|Costiera Amalfitana|Penisola Sorrentina|Ravello|Capri|Prov. Salerno|Vico Equense|Campania|Italia e Mondo|Cultura|Sport|Motori|Tutte...
 EVENTI:  Costiera Amalfitana|Penisola Sorrentina|Salerno e prov.|Campania              Comunicati Stampa     Aggiungi PN ai Preferiti     Imposta PN come Home
Letto: 2594 volte
Invia ad un amico Stampa articolo Crea PDF dell'articolo Bookmark and Share
11/03/2010

Massa Lubrense. Dragaggi e tangenti al porto di Taranto, Giancarlo Russo alla sbarra per corruzione

Giancarlo Russo
Giancarlo Russo

Il vice direttore della Tct, originario di Massa Lubrense, in Penisola Sorrentina ,  è stato rinviato a giudizio insieme ad altri cinque imputati e due società. E' accusato di aver ottenuto illecitamente i permessi necessari ad aumentare la profondità dei fondali del molo pugliese e quindi incrementare i traffici commerciali della Tct. Nel mirino gli incarichi professionali che l'azienda ha dato all'ex presidente dell'Autorità Portuale di Taranto, Michele Conte

Taranto. Carte false e tangenti sotto forma di consulenze. Con un obiettivo: dragare il porto per aumentare di un metro e mezzo la profondità delle acque superando norme, vincoli e pastoie burocratiche, per consentire  l’ingresso nel porto di Taranto dei colossali mercantili di ultima generazione, incrementando i traffici commerciali e il giro di affari della Taranto Container Terminal (Tct). Questa l’ipotesi della Procura di Taranto, che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per corruzione di Giancarlo Russo, di Massa Lubrense, vice direttore della Tct spa. Rinviati a giudizio anche altri cinque imputati e due società private, la Tct e la Sisamtrans International srl, entrambe del gruppo Maneschi.

Alla sbarra sono finiti Russo, l’ex presidente dell’Autorità Portuale di Taranto Michele Conte, il suo predecessore Alessandro Petriccione, il comandante della Capitaneria di Porto Tiberio Piattelli, il rappresentante della Sisamtrans Massimiliano Paoli e Marinella Conte, figlia di Michele.

Russo, Michele Conte e Paoli rispondono di corruzione per atti contrari al proprio ufficio. Un altro capo di imputazione, che riguarda Russo, Michele Conte, Piattelli e Petriccione, delinea un concorso in falso e abuso d’ufficio. Russo e Marinella Conte sono poi accusati di realizzazione di discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi. Le due società sono imputate degli illeciti amministrativi necessari per compiere le presunte corruzioni. E’ tutto scritto nelle tre pagine del decreto che dispone il giudizio firmato dal Gup Pompeo Carriere. Il processo si è aperto il 5 febbraio scorso presso la Prima Sezione Penale del Tribunale di Taranto. Ed è subito slittato all’11 giugno per un difetto di notifica.

La vicenda finì sui giornali del 15 maggio 2008. All’alba del giorno prima la Guardia di Finanza eseguì le ordinanze di arresti domiciliari per Giancarlo Russo (molto noto in costiera sorrentina per essere stato il direttore dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella), Michele Conte, in quel periodo presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, e Massimiliano Paoli, rappresentante della Sisamtrans. I tre sono ritenuti artefici di un accordo illecito che tre anni prima degli arresti avrebbe consentito il dragaggio di parte dello scalo. Conte, che nel 2005 era segretario generale dell’Autorità Portuale, è accusato di aver accettato – si legge nel decreto di rinvio a giudizio – “dalla Tct spa rappresentata da Russo… direttamente e tramite la Sisamtrans International…. rappresentata da Paoli… la promessa di danaro e altra utilità per  sé e la figlia Conte Marinella in cambio di atti contrari ai suoi doveri d’ufficio”. Atti che sarebbero consistiti nell’eludere l’iter normativo-procedurale sui siti di bonifica di interesse nazionale – come appunto il porto di Taranto – ricorrendo alla procedura d’urgenza concessa dal Ministero dell’Ambiente (parte offesa) sulla base di alterazioni del fondale dovute a mareggiate. La Procura individua in Conte, che ottenne i pareri vincolanti della Capitaneria, il regista dell’operazione. Nel decreto di rinvio a giudizio si afferma che i componenti della conferenza dei servizi che si tenne in due sedute nel dicembre 2004 presso il Ministero dell’Ambiente sono stati indotti in errore dai “falsi presupposti” attestati in una nota della Capitaneria e riportati nella richiesta dell’Autorità Portuale. In pratica i presunti cambiamenti del fondale erano, dice l'accusa, inesistenti, e sarebbero stati fabbricati a tavolino. Così, di fatto, venivano autorizzati – in violazione di due decreti ministeriali – i lavori di approfondimento dei fondali “cui era interessata la Tct spa quale concessionaria della banchina del Molo polisettoriale, al fine di consentire l’attracco alle nuove navi super post-panamax con pescaggio fino a -14,00/-14,50 così come poi autorizzato – a seguito dei suddetti lavori – con ordinanza n. 242/05 della Capitaneria di Porto di Taranto”. La “promessa di danaro” per Michele Conte si sarebbe concretizzata nei due contratti di consulenza stipulati con la Tct, per i quali ha un ruolo anche la Sisamtrans: 35.000 euro di compenso nel 2005 e 60.000 euro nel 2006. Beneficiata di un incarico, da 14.400 euro, anche la figlia Marinella, nominata il 26 ottobre 2005 responsabile della gestione e dell’esercizio dell’impianto di stoccaggio provvisorio dei fanghi prodotti dal dragaggio tarantino. Marinella Conte non è imputata di corruzione, ma solo di violazione di una norma ambientale in concorso con Russo: la Procura ritiene che l’impianto di stoccaggio dei fanghi fosse privo dell’autorizzazione. Era scaduta nel luglio 2006 e non era stata rinnovata.

Michele Cinque




Inserito da:
-

Invia ad un amico
Invia
Stampa articolo
Stampa
Crea PDF dell\'articolo
PDF
Visualizza i commenti 0 commenti presenti Inserisci un commento
 




Articoli correlati


 

TRANSLATES

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità


Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Scambio Banner

Sostieni Positano news

Pubblicità Positano News

Salviamo il Vallone Porto

NAPULITANO

Scambio Link

Sezione by Nicola Prisco



Questa testata aderisce all´Associazione Giornalisti Cava Costa d´Amalfi “Lucio Barone”
Visita i siti con gli articoli dedicati direttamente alla tua città
Ravello News Capri News Costa d'Amalfi News
Penisola Sorrentina News Vico Equense News