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11/03/2010

Intervista a Lucio De Liguori, dell´Associazione Nazionale Sociologi di Napoli, a cura di Maurizio Vitiello.

Orizzonti futuri anche  per la sociologia
Orizzonti futuri anche per la sociologia

Intervista di Maurizio Vitiello a Lucio De Liguori, Presidente dell'Associazione Nazionale Sociologi (ANS) nella Provincia di Napoli, attivo ed attento.

 

MV - Finalmente a Napoli opera in una piccola, ma accogliente, sede a Calata San Marco al n. 4 la sezione partenopea dell'Associazione Nazionale Sociologi (ANS). Quanti gli iscritti sino ad oggi?

LDL - Nella Provincia di Napoli abbiamo circa 150 iscritti sui 300 della Campania. Con l'ausilio di quella che lei ha definito “una piccola, accogliente sede”, (si sa “botte piccola ... vino buono”), contiamo di avviare diverse attività di studio e di espressione della professionalità del sociologo, ma anche praticare l'insegnamento oraziano "sociare aliquid cum aliquo” (accogliere tutti con benevolenza), per crescere in numero e in qualità, per dare alla nostra Provincia un contributo di crescita sociale, civile, economica equilibrata e solidale verso chi soffre disagi e povertà, per un riassetto funzionale delle variabili costitutrici delle realtà sociali.

 

MV - Che eventi e/o manifestazioni avete organizzato e curato ultimamente?

LDL – Il nostro programma associativo è iniziato con una serie d'incontri con personaggi che rappresentano le Istituzioni, la politica, con quelli che fanno parte del mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e con chi è impegnato nel terzo settore.

Abbiamo incontrato l'on. Pietro Mastranzo, già Assessore del Comune di Napoli alle Politiche Sociali, oggi capogruppo al Consiglio Regionale della Campania, e parlato delle possibili Politiche Sociali future e di come si possa far fronte alle nuove povertà che incalzano.

Abbiamo incontrato l'attrice, scrittrice Lucia Oreto, che ha presentato il suo libro “Il Trio Sancarlino”. ed abbiamo percorso non solo le tappe significative della sua carriera artistica, ma anche l'”epopea” del Teatro napoletano degli anni '60 e '70 del '900, al quale insieme ai compianti Sigillo e Esposito, (Pulcinella e Tartaglia) nel ruolo di Colombina ha appreso l'arte scenica, significativa espressione di socialità.

Questo programma, dal nome "Giovedì incontriamo ...”, vuole dare l'idea di un “salotto”, dove gli incontri non sono formali, dove si discorre in confidenza e senza remore; soprattutto, dove si parla della realtà sociale di Napoli e Provincia con sincerità riguardo a quei settori di attività e di servizi, della sicurezza, della salute, delle politiche sociali, cultura, arte e spettacolo.

Con un franco ragionamento, partendo dall'esperienza di ognuno, si comprenderà meglio il sociale che ci circonda e così si potrà anche arrivare a trovare i necessari correttivi per risolvere le difficoltà sociali che più ci opprimono.

Noi sociologi proponiamo ai singoli, alle famiglie, alle associazioni ed altri enti di intavolare un colloquio sui problemi relazionali e specialmente per quanto riguarda i minori a rischio, la mancata integrazione scolastica che porta all'abbandono degli studi e spesso anche a forme di devianza giovanile, (bullismo e altro), comportamenti a rischio con eventuali irreparabili conseguenze gravi per tante famiglie. A questo proposito le comunico che abbiamo deciso nell'ultima riunione del consiglio direttivo di iniziare, previo appuntamenti prefissati, momenti di ascolto e consulenze a chiunque ne faccia richiesta.

 

MV - Con quali Enti e/o Istituzioni siete in contatto e/o avete collaborato?

LDL - Innanzitutto con i Comuni, che sono gli Enti attraverso i quali vengono erogati i servizi sociali ai cittadini, perché sono essi che avrebbero maggiormente bisogno del “feedback” sociale, per calibrare i loro interventi e conoscere con precisione i bisogni delle nuove marginalità.

Anche la Regione e la Provincia con le loro competenze in materia di welfare hanno la nostra attenzione: l'istruzione, la formazione, la sanità. le politiche abitative e le politiche del lavoro di questi Enti sono il punto di partenza per lo sviluppo sociale e civile delle popolazioni. È con loro che vogliamo intessere un rapporto più stretto di collaborazione professionale per migliorare il loro servizio erogato agli altri Enti territoriali ed ai cittadini in generale.

 

MV - La figura del sociologo non è stata ancora metabolizzata dalla società e dalla politica napoletana?

LDL – È vero! Il sociologo è stato lo studioso che ha trovato il suo naturale campo di osservazione in quello che avveniva nel mondo del lavoro, nei gruppi che si spostavano o emigravano da un paese all'altro per conquistare il lavoro, nello studio dei comportamenti dell'uomo urbano, negli agglomerati delle grandi città, in poche parole di quello che creava la società industriale, avendo ben presente quello che aveva creato la società rurale. Oggi è un'altra storia. Poiché un'industrializzazione diffusa nel territorio della Provincia di Napoli e nel Meridione non si è verificata appieno, non si è avuta nessuna espressione significativa di una sociologia praticata. Vi è stata certo un'osservazione sociologica, antropologica anche significativa, alla quale si è accompagnata una eccellente classe accademica, che ha portato le facoltà di sociologia della Campania a primeggiare con altre facoltà italiane, ma una professione sociologica nel vero senso della parola non si è ancora sviluppata. Peraltro, ancora oggi, la figura del sociologo è ancora troppo legata ad una dimensione “umanistica”; al contrario, la sua dimensione scientifica viene messa in secondo piano. Non è forse il sociologo uno “scienziato umano”? La capacità di trattare e interpretare dati, di sviluppare ipotesi, tesi, proposte di ricerca non sono alcuni indizi di un forte valore scientifico che permea la sociologia? Questo, pertanto, è un altro aspetto che l’ANS vuole approfondire e porre all’attenzione delle realtà pubbliche e private.

 

MV – Il sociologo in quali segmenti può operare?

LDL – Forse, in questa era postmoderna, postindustriale, a preponderante diffusione di servizi alle imprese e alle persone e di converso con la riduzione vertiginosa dell'impiego di personale nel pubblico e nel privato, il sociologo troverà attraverso la strada dell'auto-impiego la sua dimensione professionale nel mondo della scuola, della sanità, del disagio sociale, della legalità, nella mediazione dei conflitti, nell'aiuto alle vittime di reati e vittime di disastri, (questi traumatizzati anche socialmente, hanno necessità di percorsi di re-inserimento sociale). Tutto questo scenario impone anche di creare forti relazioni di collaborazione con le altre discipline professionali come medici, psichiatri, psicologi, assistenti sociali, educatori, ecc., per affrontare insieme partendo dalle prospettive dei diversi piani professionali, le difficoltà della persona e dei gruppi.

 

MV - Quali iniziative ed istanze state portando avanti?

LDL – la prima è quella di avere un Ordine Professionale che possa autogovernare la professione stessa e arrestare il depauperamento continuo che il sociologo subisce delle materie di sua competenza a beneficio di altri professionisti.

Stiamo guardando con molta attenzione agli sviluppi dell'azione legislativa nazionale concretizzata dal D.D.L. (disegno di legge) n. 2631, del 22 luglio 2009, “Disciplina dell'esercizio della professione di sociologo”, che specialmente se approvata con gli aggiustamenti che stiamo per richiedere soddisferà la nostra ambizione di essere riconosciuti professionisti al pari di altri.

Certo L'Associazione Nazionale Sociologi (ANS) ha comunque compiuto il grande passo uniformando lo Statuto ai dettami della Direttiva Europea 2005/36/CEE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Oggi possiamo dire di aver raggiunto l'accreditamento ed essere rappresentativi della professione di sociologo con il benestare del Ministero della Giustizia che riceverà l'elenco dei sociologi così come avviene per tutti gli Ordini professionali. Ciò sta dando impulso all'ANS sul piano dello sviluppo professionale e associativo.

 

MV - Quali sono le nuove prospettive occupazionali per il sociologo?

LDL – L'ANS, nello Statuto riconosce la facoltà di istituzione di Laboratori di Sociologia, attraverso cui è possibile praticare, in regime di lavoro associato con colleghi ed altri professionisti, attività lavorative e sociali nei più disparati campi, a partire dall'arte, dallo spettacolo pittura, scultura, agricoltura, sviluppare in tal modo un'economia anche attraverso manufatti oltre che attraverso i servizi sociali offerti a ragazzi, adulti, anziani, disabili, fisici e psichici, persone con difficoltà relazionali, ragazzi vittime di abusi e minori a rischio con laboratori pratici di arteterapia, recupero scolastico, integrazione degli immigrati, laboratori di teatro, ecc.

Non tralasciando, naturalmente il lavoro per il mercato: sviluppo di marketing, indagini di mercato, consulenze informatica, consulenza criminologica (la sociologia criminale è un campo in piena espansione e diversi sociologi iscritti all'ANS Napoli, sono anche Criminologi). I laboratori vanno anche portati all'interno delle strutture carcerarie, ospedali, (per i malati di lunga degenza)

Noi crediamo che in queste attività si debba contare e puntare agli obiettivi con caparbietà e risolutezza per risolvere i problemi della categoria. È necessario condividere con gli altri il cospicuo patrimonio culturale e scientifico costruito con lo studio e con l'esempio empirico fornito dai sociologi professionali, che hanno messo in atto, in relazione ai mutamenti culturali, alle nuove opportunità tecnologiche, all'evoluzione dei bisogni dei cittadini, ai nuovi orientamenti legislativi, per realizzare progetti sperimentali e nuovi servizi che consentiranno il miglioramento nelle diverse aree della Provincia e nei vari strati sociali della popolazione.

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