
Attilio Stazio
Scomparso a Napoli un protagonista della cultura internazionale: Attilio Stazio, l’anima dei Convegni della Magna Grecia a Taranto.
E’ scomparso domenica 7 marzo 2010, nella sua casa di via Posillipo, il professor Attilio Stazio, presidente dell’Isamg di Taranto, l’Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, e dei Convegni annuali di cui era stato impareggiabile condottiero in un’avventura durata 49 anni, dal 1961 quando si concretizzò l’auspicio di un altro illuminato protagonista del Novecento italiano ed europeo, Carlo Belli.
Attilio Stazio, nella sua lunga ed illuminata carriera, ha svolto, tra l’altro, le funzioni di Direttore del Museo di Napoli, poi di Soprintendente alle antichità della Puglia e del Materano, ma per Taranto è stato colui che ha dedicato l’intera sua vita alla realizzazione dei Convegni della Magna Grecia, e negli ultimi anni alla biblioteca specialistica dell’Ismag, che aveva voluto legare ai Convegni perché non rimanessero espressione isolata, ma trovassero in altri momenti lo sprone per approfondire le tematiche care ai tantissimi studiosi che all’assise tarantina erano legati ormai da decenni.
Studioso impareggiabile delle realtà archeologiche del Paese, coltivava anche moltissimi altri interessi, fra i quali la numismatica di cui era profondo conoscitore di livello internazionale. Aveva insegnato nelle Università di Catania, Bari, Lecce, consegnando alle nuove generazioni il frutto di una passione, l’Archeologia, che l’aveva impegnato per tutti questi decenni.
Stazio il 18 giugno avrebbe compiuto 87 anni, ma forse il fatto più triste è che non ha potuto presenziare lo scorso anno al Convegno, e probabilmente sognava di essere tra noi per il prossimo, il 50^, che avrebbe coronato il personale percorso di mezzo secolo interamente dedito alla Cultura.
Ora Taranto, dopo avergli conferito, qualche anno fa, la cittadinanza onoraria, potrebbe compiere un altro passo importante, come ha anche auspicato Giuseppe Mazzarino dalle colonne della “Gazzetta del Mezzogiorno”: dedicargli una strada.
Angelo Lippo