
salernitana
Al Del Duca granata in vantaggio due volte con Cozza e Kyriazis, ma i bianconeri recuperano e poi sorpassano
SALERNO — Avevano un solo obbligo, quello di evitare il pareggio, l’unico risultato che non sarebbe servito ad entrambe; all’Ascoli che cercava il risultato pieno per scacciare i fantasmi della crisi, alla Salernitana per aggiungere tre punti pesanti al suo progetto rimonta. Alla fine di una gara intensa, combattuta e spettacolare sono stati i padroni di casa a far quadrare conti e proponimenti, ai granata consensi, applausi ma zero punti. Priva dell’apporto dinamico di Soligo, la squadra di Grassadonia faceva blocco intorno a Cozza e Merino, uomini deputati ad accendere la luce, ad inventare gioco e giocate. Ci riusciva, al quattordicesimo, l’ex capitano della Reggina che da metà campo pescava Dionisi che, scattato sul filo del fuorigioco, sorprendeva Portin insaccando con sicurezza alle spalle di Guarna. Sesto gol in sette partite per l’attaccante di proprietà del Livorno che anche al Del Duca confermava fiuto del gol e personalità da vendere.
fonte Corriere del Mezzogiorno inserito da Michele Pappacoda
La gioia per il vantaggio svaniva dopo quattro minuti. Antenucci imbeccava Lupoli che, agevolato anche da uno svarione di Peccarisi, si ritrovava al cospetto di Polito che beffava con un abile cucchiaio. Pari e patta. Si ripartiva con l’Ascoli che, prima dello scadere del tempo, con Antenucci prima e Lupoli poi, costruiva le più nitide palle gol, mentre la Salernitana calava progressivamente i suoi ritmi di gioco, forsennati nel primo terzo di gara. L’intervallo permetteva alla squadra di Grassadonia di ricaricare le batterie e ripartire di slancio. Ai granata erano sufficienti quattro minuti per ritrovare il vantaggio grazie ad un colpo di testa di Kyriazis abile a sfruttare un corner battuto da Cozza ed una sbagliata valutazione di Guarna che rimaneva fermo, immobile, a guardare il pallone terminare la sua parabola in fondo al sacco. La partita si riaccendeva.
L’Ascoli non ci stava e sfruttando la giornata di vena di Lupoli costruiva due nitide occasioni da rete. Sulla seconda Peccarisi era costretto ad atterrare l’ex enfant prodige dell’Arsenal. Rigore netto che Antenucci spediva sul palo. Saltati definitivamente gli schemi, le due squadre si fronteggiavano a viso aperto e senza più particolari calcoli. Con Caputo, intanto subentrato a Merino, la Salernitana sfiorava il terzo gol e sul ribaltamento Polito era monumentale su conclusione del solito, scatenato, Lupoli. A furia di spingere l’Ascoli trovava il pari al minuto 23 con l’indomito Luci che dalla distanza trovava una traiettoria impossibile a fil di traversa. Trascorrevano due minuti e i marchigiani, in contropiede, ancora con Lupoli, operavano l’incredibile sorpasso.
Marcello Festa
08 marzo 2010