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08/03/2010

Ravello le lettere sull´auditorium, lo scontro politico e il rischio "Pogerola". Altre lettere aggiunte

La redazione è stata subissata di lettere riteniamo giusto pubblicarle tutte se mancasse qualcuna da queste che abbiamo messo in rete reinviatecela a redazione@positanonews.it

Dopo le prime due lettere arrivate in redazione (Lucibello e Mansi) sulle dichiarazioni di Imperato sul personale dello staff della Fondazione Ravello che sta organizzando eventi in costiera amalfitana oltre al Ravello Festival, anche il Winter Festival a Minori e il Myth Festival a Positano e lo start a Sorrento. Giungono in redazione le lettere di tutto lo staff che, pur rimanendo per le prime due una autonoma collocazione, preferiamo inserire in un unico articolo in fondo a questo scritto a cominciare dalla lettera del Direttore Stefano Valanzuolo. Notiamo con piacere, da una parte, e con dispiacere, dall'altra questi interventi da parte del sindaco e da parte dello staff del Ravello Festival. Da una parte è significativo che Positanonews, che non ha fatto altro che riportare un articolo del Corriere del Mezzogiorno, che non ha pubblicato alcuna rettifica o smentita, è ritenuto più visibile sul territorio della costiera amalfitana, anche quando riporta a mo di rassegna stampa articoli usciti su altre prestigiose testate, dall'altra parte ci dispiace continuare in questa querelle che temiamo durerà quanto meno un anno, cioè per le prossime elezioni del 2011. Per le prime attività dell'auditorium, come avevamo abbondantemente previsto in anticipo, si dovrà aspettare il nuovo assetto della Regione Campania. Darà o no il nuovo Governatore (De Luca o Caldoro) quel milione e mezzo di euro per lo start up dell'opera al solo Comune di Ravello? E se si cosa ne farà? E come si concilieranno le attività del Festival con quelle dell'auditorium? La sensazione è quella di un clima all'Ok Corral dove l'amministrazione ha un anno di tempo per la resa dei conti. Che abbia torto o ragione (salvo sulle persone che vi lavorano esse vanno in ogni caso rispettate ed hanno accumulato un know how di esperienza da non poter discreditar in alcun modo) l'amministrazione o la fondazione (strano però parlare in termini di contrapposizione fra due enti di cui uno fa parte dell'altro), l'unica cosa certa è che l'auditorium dopo l'inaugurazione è diventato un pomo della discordia (ed intanto la manifestazione Winter Festival si fa a Minori mentre Ravello sta a guardare) . Ricordiamo a noi che in Costiera amalfitana non è la prima volta che si inaugura in pompa magna una grande opera che rimane tale. Pensiamo all'ospedale di Pogerola ad Amalfi, un investimento pari se non superiore all'auditorium, fu inaugurato in maniera brillante, fu l'occasione anche per dei medici per diventare primari, e poi assurge agli onori della cronaca periodicamente come una delle tante opere abbandonate nel Sud , finanche a diventar discarica, Italia "Cattedrali nel Deserto" ce ne sono sin troppe a cominciare dalla Campania. Non vediamo possibilità di accordi pacificatori (basta guardare i blog o i messaggi che ci arrivano come commenti per rendersi conto del clima velenoso di contrapposizione) la speranza è una "terza via" ma non si vede soluzione e pare che tutti si siano rassegnati ad aspettare le prossime elezioni comunali. Eppure da esse, se i conflitti non verranno comunque risolti, non è detto che nasca la soluzione. Questo attendere le elezioni è un "Aspettando Godot" oppure ci fa pensare al "Deserto dei Tartari", una inutile attesa mentre l'occasione della vita è li presente con l'auditorium esistente. Ma non ce ne facciamo più un cruccio, chi vivrà vedrà. Anche perchè le parti contrapposte al momento buono trovano l'accordo, si tratta solo di capire a quali condizioni lo si trovi e se queste siano proponibili e accettabili. Siamo stanchi di parlarne. Arriverà, prima o poi, o non arriverà, un comunicato che parlerà di  accordo per la gestione e allora sapremo se le condizioni poste, da uno o dall'altra, saranno accettate. Se non arriverà aspetteremo le prossime elezioni.  Das muss sein

LETTERA DI STEFANO VALANZUOLO

 Caro Direttore,
sono un consulente della Fondazione Ravello. Sono entrato in staff nel 2003 e ne faccio ancora parte. Il mio contratto è rinnovato di anno in anno, ma non per questo mi definisco un "precario" quanto, piuttosto, un libero professionista che accetta di mettersi continuamente in gioco, secondo le regole definite della concorrenza. Regole oggettive, per inciso, che non precludono ad alcun soggetto - bianco o nero, di destra o di sinistra, bello o brutto- la strada di un'eventuale collaborazione con la Fondazione Ravello.
Non mi ritengo ricattabile dai miei interlocutori e, certamente, mai sono stato ricattato. Cose del genere attengono ad altri ambiti, evidentemente.
Non ho mai dovuto esibire amicizie, parentele o complicità per poter svolgere il mio lavoro. Tanto meno ne ho dovuto acquisire o rimuovere. Personalmente, ho sufficienti apertura e onestà intellettuale da consentirmi di privilegiare certe frequentazioni rispetto ad altre, a prescindere da calcoli di convenienza.
Detto ciò per amore di verità, auspico, comunque, che i penalizzati, i ricattati e i negletti di cui parla il Sindaco nel suo intervento vengano allo scoperto, denunciando con prove evidenti i soprusi subiti prima agli organi di controllo della Fondazione (i consigli di amministrazione e di indirizzo, in cui il Comune ha ampia e significativa rappresentanza) e poi, se necessario, anche alle autorità giudiziarie. Se così non fosse, si resterebbe nel campo delle calunnie o, nel migliore dei casi, della pura e colpevole mitomania.

Grazie per l'attenzione

Stefano Valanzuolo
DG Ravello Festival

LETTERA DI ANTONIO VUOLO

Caro Direttore,
ho letto l'intervista al sindaco di Ravello pubblicata sulla sua testata e sono stato particolarmente colpito da un'affermazione del primo cittadino: "ingiusta precarietà e ricattabilita' di coloro che lavorano nell'attuale staff". Ci tengo a precisare che il mio rapporto con la Fondazione Ravello non e' di precariato ma di collaborazione professionale e non ho mai subito ricatti.
Collaboro con la Fondazione Ravello dal 2005 e so di non essere stato scelto per le mie idee politiche o per la mia appartenenza a un qualche schieramento locale. La prova di questo e' che il sottoscritto non vota a Ravello ma ad Amalfi e, prima di lavorare con il Festival, non conosceva ne' il Professor De Masi ne' l'ex sindaco Secondo Amalfitano.
Oggi posso vantare un ottimo rapporto professionale e di stima reciproca con il Professor De Masi con il quale discuto liberamente senza timore di pressioni o, addirittura, di ricatti.
Da quando lavoro con lo staff della Fondazione mi sono trovato di fronte a persone con le quali e' stato sempre possibile scambiare pareri e condividere decisioni.
Non conosco, nello specifico, le preferenze politiche di quanti lavorano con la Fondazione e, a dire il vero, non e' un argomento che mi interessa. Per quello che mi riguarda le selezioni del personale sono state sempre fatte valutando le capacità e le professionalità dei candidati.
Spero che questa diatriba finisca il prima possibile, che si capisca il ruolo da protagonista che l'Auditorium puo' giocare e che si dia finalmente credito alla verità e non a storie fantasiose.
Antonio Vuolo
Direttore Marketing
Ravello Festival

CALOGERO CATANIA

Egregio Direttore,

 come lei sa sono un suo lettore e non posso non commentare l’intervista al sindaco di Ravello Paolo Imperato riguardante il team del Ravello Festival e le presunte “cricche” che gravitano attorno ad esso.

 

Quando nel 2007 il Professor De Masi mi ha proposto di “traslare” l’esperienza accumulata all’Università, nell’area della formazione, in un corso analogo ma a Ravello, io di quel luogo conoscevo in maniera indiretta solamente il Festival. Non avevo idea di chi fossero i componenti dell’organizzazione, chi fossero i fruitori degli eventi, chi fossero il sindaco, il parroco e il medico. Non sapevo che esisteva all’interno del Festival una Scuola di management culturale ed ero stato chiamato dal Professor De Masi per assumere un ruolo e svolgere dei compiti in un momento in cui il progetto della Scuola rischiava di naufragare. Avevo già lavorato ad altri progetti analoghi e con un team di colleghi universitari avevo acquisito il know how necessario nel redigere piani didattici adeguati, nel reclutare e selezionare un numero adeguato di neo-laureati, nell’organizzare gruppi eccellenti di ricerca e di lavoro. Insomma, la domanda incontrava l’offerta in un contesto professionale assolutamente libero da qualsivoglia legame o appartenenza politica e clientelare. Ma interpretando le parole del Sindaco sembra che queste considerazioni, le più logiche e ovvie, non vengano minimamente sfiorate.
L’edizione del corso 2007 fu avviato attraverso la divulgazione di un bando pubblico. Fu implementato un sito web dove in home page veniva riportato l’avviso di apertura delle iscrizioni con le descrizioni delle modalità di partecipazione (come ancora oggi avviene). Alle selezioni presero parte una cinquantina di candidati per me allora assolutamente sconosciuti. Chi superò i colloqui e i test, e solo in base a questo, fu ammesso alla frequenza. Oggi funziona ancora così. Non ho mai saputo e non mi sono mai interessato alle vicende riguardanti la vita privata delle persone che vivono o gravitano a vario titolo a Ravello e dintorni. L’unica motivazione che mi spinge a far parte del team della Fondazione Ravello posso esprimerla in poche parole: l’orgoglio di lavorare con professionisti di alto livello, di condividere in maniera serena e trasparente intensi momenti di attività lavorativa, con l’obiettivo di formare gli allievi alla massima professionalità, dotando Ravello di una Scuola di Management unica nel suo genere e contribuendo allo sviluppo di Rvello e della sua immagine. Proprio il contrario di quanto avviene in alcuni blog locali, che veicolano solo messaggi negativi e controproducenti per il turismo in Costiera e nella Campania.

 

Quando si danneggia l’immagine del proprio paese, si fa del male a se stessi e ai propri concittadini; ma quando si diffama chi da anni divulga l’immagine di una Ravello magica, in tv, nei convegni, in giro per il mondo, non solo si è ingrati ma si rappresenta quel “ciarpame” cui l’italietta di oggi ci ha abituati.
Danilo Dolci diceva che “ciascuno cresce solo se sognato”. Domenico De Masi sogna, il sindaco non ne è capace.

Calogero Catania

Addetti al Box Office del Ravello Festival

Gentile Direttore,

sentiamo il bisogno di condividere il pensiero espresso nelle precedenti lettere dai nostri colleghi.

Siamo i quattro dipendenti stagionali che, per il Ravello Festival, si occupano del Box Office.

Tutti e quattro, in anni diversi, dal 2005 in poi, siamo entrati a far parte dello staff del Ravello Festival a seguito di colloqui. Tutti e quattro, in passato, siamo venuti a conoscenza del fatto che la Fondazione Ravello stesse cercando personale tramite manifesti affissi sul territorio comunale di Ravello e/o tramite annunci pubblicati sul sito web www.ravellofestival.com. Tra di noi  siamo politicamente schierati in modi diversi, ma ciò non ha mai influito né sulla nostra assunzione, né sul nostro lavoro. Troviamo imbarazzante che l’amministrazione comunale ancora cerchi di sostenere argomenti così populistici a difesa del suo operato.

Siamo dipendenti stagionali, quindi precari, ma ricattabili?!? ricattabili non crediamo proprio.

 

Cordiali Saluti

 

Mary Cioffi

Francesca Esposito

Gianluca Mansi

Viola Ruocco

Addetti al Box Office del Ravello Festival

MANUELE ESPOSITO

Gentile Direttore, mi accodo alle lettere dei miei colleghi per fare alcune riflessioni sulle dichiarazioni rese dal Sindaco di Ravello in merito alla vicenda Winter Festival ( sulla quale credo di aver dato un discreto contributo ai fini della esatta ricostruzione dei fatti ) e piu’ in generale in merito alla metodo gestionale della Fondazione Ravello.

Per quanto riguarda il Winter Festival, il progetto è stato pensato, ideato dalla Fondazione Ravello che lo ha sottoposto ( a conferma di un rapporto di collaborazione avviato nel corso del Ravello Festival 2009), all’Assessorato alla Agricoltura della Regione Campania per il relativo finanziamento.

Il Sindaco del Comune di Ravello parla di una  “paternità istituzionale” “esclusiva” di Regione e Comune che, per usare una metafora,  si traduce in una “sottrazione di minore”, essendo il progetto figlio della creatività della Fondazione Ravello.

Assegnare alla Fondazione la “sola direzione artistica” svilisce la vera vocazione della Fondazione Ravello. Tale organismo, infatti, ha il compito di  promuovere e coordinare iniziative culturali, scientifiche ed artistiche che facciano dei siti storico-artistici di Ravello la sede di manifestazioni di prestigio nazionale ed internazionale;” La direzione artistica è solo uno degli aspetti della organizzazione di una manifestazione. A cui si aggiungono Produzione, Logistica, Marketing,Comunicazione,Amministrazione.

Passando alla accusa di gestione non trasparente, personalistica dei vertici della Fondazione Ravello, posso solo raccontare i fatti che sono a mia conoscenza e raccontare un po’ di storia. In modo da fornire gli strumenti per una riflessione.

Nel 2003, in occasione della Edizione ZERO del Ravello Festival, tutte ma proprio tutte le locali realtà imprenditoriali furono coinvolte per dare il rispettivo contributo ( dalla organizzazione logistica al web-design ). Anche Direttori Artistici furono contattati, anche se le trattative non si tradussero in fatti concreti. Nulla di politico.

Nel 2004, alcuni continuarono a collaborare, altri no. E per motivi legati a scelte che nulla hanno a che fare con la politica.

Nel 2005, La Fondazione Ravello, sperimentò la via di un coinvolgimento piu’ diretto da parte di chi fino a quel momento aveva dato prova della propria efficienza e professionalità.

Per quanto riguarda il sottoscritto, dal 1998 al 2005, ho collaborato, a diverso titolo, con la società Antares attraverso la quale ho maturato esperienza nella organizzazione di eventi, dalla convegnistica alla produzione locale di eventi cinematografici. I miei studi giuridici e la passione per le nuove tecnologie mi hanno permesso di acquisire una esperienza e competenza nel campo della organizzazione di eventi per i quali non esistono ( non escludo che, con le tante riforme universitarie, oggi la situazione sia diversa ) scuole o facoltà universitarie.

Capita nella vita che, lavorando, qualcuno ti apprezzi per il tuo modo di fare, per la fiducia che trasmetti. E dal 2006 ho cominciato la nuova avventura come assistente del Direttore di Produzione, ruolo che attualmente ricopro.

Nel 2009 il Comune di Positano ha chiesto alla Fondazione Ravello, l’aiuto per la realizzazione della edizione ZERO del Positano Myth Festival. Ho personalmente seguito tutta la realizzazione della manifestazione, coordinando le diverse professionalità a diverso titolo impegnate,assumendo la Responsabilità del settore Produzione. La premiazione di “Apollineo e Dionisiaco sull'isola Li Galli” come  miglior spettacolo di danza dell'anno. è probabile segno che qualcosa di buono sia stato fatto.

Non dimentico che mio padre, il 2006, decise di candidarsi con la lista capeggiata da Amalfitano. Non vedo però il collegamento tra questo ed il fatto che io collaborassi con la Fondazione Ravello.  Sono parte della società civile e mi hanno insegnato che la buona fede è presunta fino a prova contraria . Le accuse vanno dimostrate. O rischiano di diventare solo lo strumento per aizzare il popolo nella speranza di acquisire popolarità. I politici, ahimè,o meglio ahiloro, hanno questa necessità.

 

Manuele Esposito H198

Esaminando l’ultima intervista del Sig. Sindaco, viene spontanea una riflessione” Ma in questi ultimi otto anni dov’è stato, in quale santuario si è ritirato in meditazione?” Altrimenti non si spiegherebbero gli attacchi alla Fondazione Ravello, al suo Presidente, Prof. De Masi, e ai suoi lavoratori. La Fondazione, opera a Ravello da ben otto anni, cinque con l’Amministrazione, Insieme per Ravello, e La Campana all’opposizione, e ben tre con l’Amministrazione la Campana, in tutti questi anni non si è mai accorto di nulla, che il comportamento della Fondazione relegava ad Ospite in casa propria il Comune, che la figura del Prof. De Masi era ed è ingombrante ed infine che chi lavora per la Fondazione è schierato politicamente ed è ricattabile. Tutto questo non era già visibili nei cinque anni che la Campana è stata all’opposizione? In questi tre anni non si è accorto di nulla? Perché denuncia questi comportamenti solo adesso? Come socio della Fondazione, non doveva esternare le proprie perplessità in seno al Consiglio della Fondazione e chiederne i dovuti provvedimenti, molto prima ? Comunque in tutta questa faccenda dell’Auditorium tutti ne abbiamo parlato e scritto, sui quotidiani nazionali e locali,sui blog, siamo tutti, come accade per la Nazionale di calcio, diventati allenatori, ma non mi sembra di aver letto, da qualsiasi parte, una parola espressa dall’opposizione, Insieme per Ravello. Eppure dovrebbe essere la più interessata,visto tutti gli sforzi fatti affinché l’Auditorium venisse realizzato. Sono troppo impegnati a trovare un degno successore del Dott. Secondo Amalfitano, che li possa rappresentare alle prossime elezioni amministrative?

Pasquale Esposito

Pubblicato da Francesco




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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