ho letto con attenzione la sua “precisazione sulle dichiarazioni apparse sul Corriere del Mezzogiorno” pubblicata il 6 marzo scorso sul sito di informazione Positanonews.
Ancora una volta ci etichetta (lo scrivente lavora da 3 anni nell’Ufficio Stampa del Ravello Festival ) come raccomandati politici che lavorano per la per una logica di bieca appartenenza politFondazione Ravello solo per “per una logica di bieca appartenenza politicaper una logica di bieca appartenenza politicauna logibieca appartenenza politicauna logica di bieca appartenenza politica”. Trovo veramente offensive le sue parole. Sono un’ offesa a chi ha fatto sacrifici, investito anni per acquisire competenze e maturare capacità indispensabili per lavorare a progetti di così grande levatura culturale. Come ben sa, non appartengo alla sua parte politica essendomi anche candidato, alle ultime elezioni amministrative nello schieramento a lei avverso. Oggi come allora, non condivido le sue idee ma questo non può essere una discriminante tale da offuscare l’onestà, la serietà e l’impegno che ho sempre profuso nel mio lavoro. Per arrivare a rivestire il ruolo che rivesto oggi, sicuramente indegnamente, nell’organizzazione del Ravello Festival ho seguito tutta la trafila che si impone ad un giovane che vuole collaborare nello staff della Fondazione: sono laureato, ho frequentato la Scuola di Management culturale della stessa Fondazione, sono partito per uno stage per mettermi alla prova in un ambiente diverso e di altissima professionalità e competitività. In breve, questo è stato il mio percorso formativo-lavorativo: laurea in Scienze Politiche conseguita brillantemente presso l’Università “La Sapienza” di Roma, frequenza della Scuola di Management culturale della Fondazione Ravello nell’estate del 2006, incarico nello staff del Settore Comunicazione del Ravello Festival 2007 come addetto alla Promozione Locale (distribuire cartoline, programmi e occuparsi dei materiali pubblicitari non è certo un lavoro disonorevole), stage presso il settore Comunicazione e l’Ufficio stampa del Teatro Regio di Parma nei mesi di novembre e dicembre 2007, affiancamento al direttore di settore nell’edizione del 2008 del Festival, addetto stampa nell’edizione 2009. Dal 2007, anno del primo contratto retribuito, il sottoscritto è stato sempre riconfermato dai vari direttori che si sono susseguiti nel settore Comunicazione, in base al lavoro svolto e ai risultati raggiunti. Loro e solo loro portano sulle spalle questo peccato capitale di avermi fatto lavorare, (si badi bene non come dipendente ma sempre come lavoratore a progetto) nello staff del Ravello Festival.
Certo, se vuole soffermarsi alla mia candidatura del 2006 o al fatto che non appoggio la sua maggioranza o il suo partito politico, lo faccia pure ma, mi permetta, la sua risulta solo una strumentalizzazione bella e buona.
Per fortuna siamo in un paese democratico dove ognuno è libero di pensare con la propria testa e dire quello che vuole. La democrazia mi impone di rispettare il suo punto di vista ma mi permette anche di dissentire con forza e di prendere le distanze da un populismo che, nella storia, non ha certo scritto pagine degne di essere tramandate ai posteri.
Cordiali saluti.
Nicola Mansi – addetto stampa del Ravello Festival.