Gentile Direttore, leggo oggi sulla sua testata le dichiarazioni rese dal sindaco di Ravello, Avv. Imperato, circa una presunta aurea di precarietà e ricattabilità di quanti lavorano nello staff della Fondazione Ravello e del fatto che gli stessi siano stati scelti esclusivamente per una loro millantata “appartenenza” politica. Devo, con forza e chiarezza, dissentire da quanto leggo. Lo scrivente non è né precario (non essendo dipendente della Fondazione Ravello), né ricattato, né tantomeno appartenente politicamente all’area a cui il sindaco allude. Si onora di avere un rapporto di collaborazione (leggasi consulenza) con la Fondazione Ravello, instaurato nel rispetto delle normative fiscali previste dalla legge; si pregia di godere di un rapporto di stima ed amicizia con il prof. Domenico De Masi, con cui non poche volte ha avuto modo di confrontarsi liberamente, manifestando anche posizioni diverse e idee contraddittorie, senza però mai subire il peso di alcuna pressione né tantomeno un “ricatto”; non ha alcuna appartenenza politica, non vivendo a Ravello, e forse proprio per questo potendo vantare sincere amicizie sia con simpatizzanti dell’attuale maggioranza che della precedente. Ebbene, nei sette anni di collaborazione prestata per la Fondazione Ravello, non ho mai visto alcun atteggiamento di chiusura “preconcetta” nei confronti dei giovani preparati a cui il sindaco allude. Compatibilmente con le reali necessità lavorative, la Fondazione si è sempre aperta al territorio e mai, almeno per quanto mi è stato dato di vedere, chi si è proposto è stato in malo modo messo da parte o, cosa ben più grave, è stato escluso solo per becere motivazioni politiche. Se qualcuno ha subito un torto simile si facesse avanti ! Le affermazioni del Sindaco non hanno fondamento nei fatti e sono capi di accusa particolarmente gravi nei confronti di chi, come il prof. Domenico De Masi, ha regalato alla comunità ravellese il suo tempo e le sue energie, ricevendone però, soprattutto nelle ultime settimane, solo fango ed illazioni. I profili lavorativi di cui si serve la Fondazione Ravello sono quanto mai atipici. Le competenze da parte di chi le svolge sono state maturate durante i sette anni di “bottega” del Ravello Festival o, da parte di alcuni, frequentando la scuola estiva di Management. Nessuno di questi “lavoratori atipici” accampa diritti, ma tutti si mettono quotidianamente in discussione e lo fanno relazionandosi con problematiche sempre varie. Ipotizzare che questi profili possano essere occupati per “concorso” è una cosa stupida, in quanto si tratta appunto di competenze acquisite sul campo. Non riesco ad ipotizzare a quale prova concorsuale si possa sottoporre un "Direttore di Produzione", un "Direttore tecnico degli allestimenti" o, cosa ancora più assurda, un "Direttore Artistico". Le problematiche che l’organizzazione di un evento comporta sono a 360°: vanno dall’accoglienza degli artisti, alla loro contrattualizzazione, alle problematiche fiscali (quanto mai caotiche nel caso di artisti o compagini straniere), a quelle previdenziali (Enpals, Inps,Inail), senza dimenticare quelle tecniche (dalle luci agli impianti audio etc..). Le persone che attualmente realizzano gli eventi per conto della Fondazione Ravello si sono da sempre messe in discussione, armandosi solo di umiltà e cercando di imparare da ogni problematica affrontata. Sicuramente questo team dovrà ancora allargarsi, e le potenzialità che Ravello ha, ora anche con lo splendido Auditorium Niemeyer, sono grandissime. Proprio per questo resto convinto che le opportunità per quanti vorranno collaborare non mancheranno, come non sono mancate a quanti si sono proposti negli anni precedenti.
Giovanni Lucibello - Responsabile Contratti per il Ravello Festival dal 2004 ad oggi