
Capri polacco latitante
Capri. Lavorava come operai e sperava di riuscire a farla franca in un posto insospetabile come l’isola. Invece il polacco è stata scoperto e arrestato, su di lui pendeva un mandato internazionale di arresto. L'operaio quarantottenne di nazionalità polacca risiedeva a Capri da alcuni anni, e si arrangiava lavorando saltuariamente per alcune ditte locali come manovale edile. È stato scovato grazie ai controlli avviati da settimane dopo le sollecitazioni dei cittadini delle zone fuori dal centro. L'operaio Hibner Zbiniew è stato arrestato dai militari coordinati dal comandante della stazione di Capri, Michele Sansonne, presso la sua abitazione sita in via Belvedere Cesina in applicazione della convenzione europea di Shengen perché nella propria nazione si era reso responsabile di reati gravi come quello di furto con scasso, guida in stato di ubriachezza e violazione di ordini delle autorità. Reati tutti commessi in Polonia tra il 2004 e il 2007 e per i quali l'uomo dovrà scontare una pena complessiva in Polonia di cinque anni di reclusione. Dalle zone periferiche del territorio caprese come Belvedere Cesina dove è stato tratto in arresto il polacco insieme a Cesina, Tiberio, Matermania, Vanassina che era partito la scorsa settimana l'appello degli abitanti di istituire servizi di controllo nelle ore notturne a causa delle continue scorribande che venivano effettuate in strada da cittadini stranieri, in particolare provenienti da paesi dell'Est, che si lasciavano andare a schiamazzi, in molti casi dovuti al lo stato di palese ubriachezza. Un documento con una raccolta di firme sottoscritto da un centinaio di abitanti della zona era stato depositato anche nelle sedi delle forze dell'ordine isolane. È iniziato così un vero e proprio monitoraggio di quelle zone a rischio e l'arresto di ieri di un cittadino che addirittura che era colpito da un ordine di cattura così grave è stata la conferma del pericolo reale che gli abitanti della zona avevano portato a conoscenza delle forze dell'ordine.
Anna Maria Boniello Il Mattino inserito da Michele Pappacoda