
Sorrento tg1 per i box interrati
Venerdi 12 marzo alle 20,20 in prima serata lo scandalo degli scempi dei parcheggi in Penisola Sorrentina. Troppi parcheggi in penisola sorrentina e, secondo il WWF ed il funzionario regionale Sciannimanica, al di fuori delle normative che vincolano il territorio con il Piano Urbanistico Territoriale (il cosidetto PUT, considerato un piano paesistico) approvato con Legge della Regione Campania, la n. 35 del 1987. La vicenda non è andata in onda, come previsto il 4 marzo sullo speciale tg1, ma il 12 marzo con un servizio di straordinaria efficacia e professionalità, le telecamere della giornalista Carlotta Angeloni hanno ripreso i casi più eclatanti. Parcheggi con strade d'accesso risicate, nei centri storici, al posto di aranceti e agrumeti devastati per sempre. Le immagini e il montaggio sono state a dir poco eccezionali e significative, non solo ma vi è stato anche un contradittorio con l'ingegner Graziano Maresca, considerato da tutti, il maggior esperto fra i tecnici ed il sindaco di Piano di Sorrento Ruggiero. Un servizio ineccepibile nella forma e nella sostanza. Da Sorrento a Vico Equense, Piano di Sorrento e Meta, è panico per parcheggi già realizzate e che potrebbero essere illegali. "Stravolgimento del territorio" accusa il presidente del WWF Penisola Sorrentina Claudio D'Esposito. "Quello che si sta ottenendo è distruggere per sempre la cartolina della penisola sorrentina, al posto di aranceti, limoneti, del verde e della bellezza del nostro ambiente, centinaia di parcheggi che ha devastato l'integrità del territorio per il quale poi c'è anche il turismo che è attirato dalle bellezze naturali che si stanno scempiando e non dal cemento". Sono migliaia i box auto già realizzati che hanno modificato irreversibilmente il paesaggio, e molti altri sono in corso d'opera. Al posto degli storici fondi agricoli, di agrumeti, noci, ciliegi e ulivi secolari, sono apparsi enormi baratri, per poter costruire “scatole in cemento armato” e parcheggiarvi le auto, con l' obbligo di ripristinare successivamente il paesaggio. In poche parole, dopo la costruzione del box tutto dovrebbe tornare allo stato iniziale, con gli stessi alberi per numero, specie ed età, pena, in caso di inottemperanza, l’immediata acquisizione dell’intera opera al Patrimonio Comunale."Ma il "velo" di terreno promesso il più delle volte non è apparso. Lo ritroviamo solo in alcuni casi che costituiscono l’eccezione alla regola" - Dichiara Claudio d'Esposito, responsabile del Wwf Penisola sorrentina, che continua - Ma quanti box sono già stati costruiti? E quanti se ne faranno ancora? E, soprattutto, sono realmente serviti a “togliere le macchine dalla strada”, a risolvere il problema del traffico e dell’inquinamento, come era previsto?". secondo la denuncia del Wwf, numerosi sono i box trasformati in tutt’altro: negozi, palestre, attività commerciali, depositi, uffici, ecc. Diverse poi sono le opere in difformità parziale o sostanziale e, spesso, sotto sequestro o con procedimenti penali in corso. "Insomma fatta la legge trovato l’inganno" - commenta amareggiato d'Esposito.
"Ma chi ci sta realmente guadagnando dalla “fabbrica dei garage”? E se se per aggirare le autorizzazioni (che pur sono state rilasciate anche dove a ben vedere non si sarebbe potuto!), se per costruire in “modo diverso” dal progetto o in “totale difformità”, bisogna sottoporsi a complessi iter amministrativi spesso con conseguenze penali, l’impressione che se ne ricava è che, comunque vada, questo, per molti, è diventato un affare molto vantaggioso".
"Su un territorio di circa sei comuni, calcolando una media di 1000/1500 box a comune, e tenuto conto del costo medio (che varia da 20.000 euro per quelli di piccole dimensioni fino a 60.000 euro ed oltre per quelli di maggiori dimensioni) - contiua a spiegare il responsabile del Wwf - può facilmente dedursi che il giro di affari messo in atto negli ultimi sei anni nella sola Penisola Sorrentina è stato pari a diverse centinaia di milioni di euro. E se per far ciò si debbono sacrificare un po’ di alberelli, magari anche di qualche secolo di età, beh! Questo diventa solo un piccolo, insignificante, trascurabile dettaglio".
Positanonews, sta parlando da anni della vicenda parcheggi
Gia sul Corriere del Mezzogiorno, Corriere della Sera, dieci anni fa abbiamo anticipato la problematica in tempi non sospetti con conflitti con i politici locali, per una vicenda che tocca situazioni ed interessi molto delicati e contrapposti. Il problema traffico invece di migliorare sta peggiorando perchè la soluzione sarebbe quella di fare parcheggi a rotazione, invece si continuano a costruire box che non rappresentano altro, come giustamente fa osservare il WWF, volumi che vengono utilizzati nelle maniere più disparate. Il problema non è fare una guerra ai costruttori, ma cercare uno sviluppo ecosostenibile che porti in primis a non devastare quelle poche aree di verde rimaste nella penisola sorrentina che sono indispensabile ossigeno che chi ci vive e attrattiva per l'economia del turismo. Venendo a mancare esso verranno strozzati sia i cittadini e la loro vivibilità che il turismo e a questo punto non sappiamo di cosa se ne facciano i sorrentini di tutto quel cemento senza l'economi ai quali sarebbero funzionali