Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia
In questo documento CEI del 2001,chiamato “ Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”l’allora Papa Giovanni Paolo II ci volle invitare ad affrontare il nuovo millennio con piena fiducia nella presenza tra noi di Cristo risorto e con la certezza dell’azione decisiva dello Spirito Santo. Lo voglio ricordare come una forte voce di speranza in un mondo che sembra cambiare sempre più velocemente davanti ai nostri occhi , ma troppo spesso sempre meno “luminosamente “.
Già nel 1960 la costituzione pastorale Gaudium et Spes,contenuta nel Vaticano II, partiva dall’uomo e dalla sua dignità per affermarne la centralità e la divinità che lo avrebbero reso forza trasformante del mondo alla luce di Cristo. Molto bella l’ affermazione che troviamo scritta al numero 16 di detta costituzione dove si parlava a chiare lettere del valore della DIGNITA’ DELLA COSCIENZA MORALE e che vale la pena rileggere che invita a meditare tanti di noi , molte volte “distratti” quando si parla di dignità :
“ La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo,dove egli si trova solo con Dio , la cui voce risuona nell’intimità propria “ ( G.s16). La Chiesa di fronte agli interrogativi profondi che l’uomo si pone , indica Cristo come l’unica soluzione all’enigma della condizione umana:”Cristo, nuovo Adamo ,rivelando il mistero del Padre e del Suo Amore, SVELA PIENAMENTE L’UOMO ALL’UOMO”( G.s22).
A 40 anni di distanza dal ConcilioVaticano II, alla luce dei tanti eventi postivi e negativi di cui era stata testimone la Chiesa nel corso degli anni,in questo documento del 2001 ci si volle soffermare in particolare sul fatto che la comunicazione del Vangelo doveva rimanere il compito fondamentale della Chiesa , perché fondamentale doveva risuonare soltanto la testimonianza della gioia e della speranza originate dalla fede in Gesù .La Chiesa avrebbe dovuto trovare nuovi modi di comunicare la fede in Gesù in tutte le dimensioni della vita umana : nella culturale , impegnandosi in un dialogo che migliorasse il rapporto tra la fede e la cultura; nella morale , impegnandosi a collaborare nella costruzione di una nuova società alla luce dei valori di Cristo ; nella sociale con un economia di solidarietà con gli ultimi del mondo.
Il suo testo di riferimento era il vangelo di Giovanni cap.1,2 , in cui era detto : “ La vita si è fatta visibile .. la vita eterna , che era presso il Padre , si è resa visibile a noi ”.
Perciò come si trovava scritto nel titolo del I° capitolo del documento , tutto doveva partire da Cristo : LO SGUARDO E’ FISSO SU GESU’, L’INVIATO DEL PADRE . Sia sul Gesù storico , con le tappe della Sua crescita fisica, psicologica e spirituale, fino alla morte in Croce che sul Gesù Risorto, che ci apriva alla vita eterna Ma per fare questo era necessario anche ascoltare , meditare e pregare con la sacra Scrittura ; la CHIESA quindi , sarebbe dovuta essere al servizio di Cristo, diacona in tale compito. Perché la fede riesce a nascere solo dall’ascolto della parola di Dio contenuta nella Scrittura e nella Tradizione , comunicata poi nella Liturgia dalla Chiesa attraverso la predicazione e i sacramenti La Chiesa, come scriveva sempre il documento,doveva perciò interrogarsi “ sull’oggi di Dio”, mettendosi in ascolto del mondo ,senza mai rinunciare alla paradossalità dell’esperienza cristiana che ne faceva la peculiare differenza.
Quali erano allora le potenzialità presenti nel mondo per la comunicazione del Vangelo, e che furono evidenziati in questo documento?
Il desiderio di autenticità , soprattutto dei giovani
Il desiderio di prossimità e di solidarietà
Una rinnovata ricerca di senso
Una sensibilità ai temi della salvaguardia del creato e allo sviluppo della scienza e della tecnica
Le maggiori comunicazioni sociali
E invece quali erano le difficoltà riscontrate ?
Un analfabetismo religioso, e un aumento di persone non credenti
L’eclissi del senso morale
Il relativismo e lo smarrimento dei valori
La scarsa trasmissione della memoria storica
La diffusione di varie forme di idolatria
Il quadro che ho delineato di proposito molto sinteticamente, parla chiaro anche oggi alle nostre addormentate coscienze e non abbisogna di commenti, ma forse solo di un poco di riflessione!!!
Per finire ho trovato molto interessante al termine di questo documento che data ormai 9 anni , ma è sempre molto attuale a mio avviso, l’accenno alla città come il luogo reale dove incarnare la speranza del Vangelo e dove risvegliare la gioia di una fede più autentica , al di là dei mutamenti sociali che spesso ne sconvolgono le fondamenta. Lo considero un augurio per noi, auspicando anche che la Chiesa possa diventare , come ricordava ancora il documento , “ Casa e Scuola di comunione” ; altrimenti come disse sempre Papa Giovanni Paolo II° :
” Non facciamoci illusioni: senza questo cammino spirituale , a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della comunione. Diventerebbero apparati senza anima , maschere di comunione più che sue vie di espressione e di crescita”.
Trudy Borriello
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