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08/03/2010

NOVECENTO A NAPOLI (1910-1980) PER UN MUSEO IN PROGRESS.

Alberto Chiancone - Funicolare, 1940-45, olio su tela, cm. 165x150
Alberto Chiancone - Funicolare, 1940-45, olio su tela, cm. 165x150

NOVECENTO A NAPOLI
(1910-1980)
PER UN MUSEO IN PROGRESS

Nato da un progetto di Nicola Spinosa, il Museo,

aperto da pochissimi giorni,  intende documentare,

attraverso una selezione condotta con metodo
storico-critico, quanto realizzato a Napoli nel corso del
Novecento, entro i limiti cronologici indicati, nel campo
della produzione artistica; in particolare, da quanti si
applicarono, in quegli anni, soprattutto o quasi
esclusivamente, in pittura, scultura e in varie
sperimentazioni grafiche. Così da costituire uno strumento
indispensabile, ma in città fino a oggi del tutto assente
o quasi, perché dell’arte a Napoli nel secolo scorso
possano essere adeguatamente evidenziati, come per altri
aspetti e momenti della precedente vicenda artistica
documentati in vari musei napoletani, ma non solo, tendenze
e scelte, ruoli e incidenze, nel campo più vasto delle
diverse esperienze condotte in altri ambiti culturali, sia
locali che nazionali e internazionali.

Per questo nuovo Museo, che si aggiunge alle altre strutture
affini dipendenti dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio
Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale
della città di Napoli, realizzato, intenzionalmente e
significativamente negli spazi del Carcere Alto di Castel
Sant’Elmo adiacenti la Biblioteca e la Fototeca di Storia
dell’Arte aperte al pubblico, sono state selezionate ed
esposte circa 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani,
ma con l’aggiunta anche di alcune presenze di artisti non
napoletani, che con ruoli diversi furono attivi in città.
Si tratta di un nucleo notevole di dipinti, sculture,
disegni o incisioni costituito integralmente con opere
provenienti dalle stesse raccolte museali della
Soprintendenza, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di
Roma, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e
Rovereto e, soprattutto, con donazioni o con la formula del
‘comodato’, oggi sempre più diffusa in Italia e da
tempo all’estero, di generosi artisti e collezionisti
privati. Con il programma o l’auspicio che si tratti solo
di un primo nucleo, che, con gli anni a venire, possa
ulteriormente accrescersi, così da documentare altri,
diversi e successivi aspetti della produzione artistica
napoletana, ma non solo, del secolo scorso, per i quali al
momento si è ritenuto più opportuno sospendere ogni
giudizio critico non basato su sempre indispensabili basi
storiche.
La scelta degli artisti e delle opere è stata curata da
Angela Tecce, direttrice del complesso di Castel
Sant’Elmo, con la costante collaborazione dello stesso
Nicola Spinosa, mentre la realizzazione del Museo si è
resa possibile per il diretto coinvolgimento nel progetto
della Regione Campania-Assessorato al Turismo e Assessorato
ai Beni Culturali, con l’utilizzo dei fondi disponibili
grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea POR- FESR
Campania 2007-2013.
La Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti,
l'Architettura e l'Arte Contemporanee ha concorso, per conto
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla
realizzazione dei relativi apparati didattici, informativi e
audiovisivi. Con il contributo di Italcoat, Metropolitana di
Napoli, Seda Group.

‘Novecento a Napoli’ si articola attraverso un percorso
cronologico suddiviso per sezioni: dalla documentazione
della Secessione dei ventitré (1909) o del primo Futurismo
a Napoli (1910-1914) al movimento dei Circumvisionisti e del
secondo Futurismo (anni Venti-Trenta); dalle varie
testimonianze su quanto si produsse tra le due guerre alle
esperienze succedutesi nel secondo dopoguerra (1948-1958),
dal Gruppo ‘Sud’ al cosiddetto Neorealismo, dal gruppo
del M.A.C. all’Informale o al Gruppo ’58. Seguono le
sezioni riservate agli anni Settanta, con particolare
riferimento, ma non solo, alle Sperimentazioni
Poetico-visive e all’attività dei gruppi legati alle
esperienze condotte nel campo del sociale. Fino all’ultima
sezione, dove è documentata l’attività di quanti, pur
continuando a operare dopo l’80 sperimentando linguaggi
diversi, si erano già affermati in città in quel
decennio, prima che il terribile sisma del 23 novembre
colpisse e segnasse nel profondo realtà e prospettive di
Napoli e di altre aree meridionali.

Sulla base di quanto qui esposto sono state, pertanto,
selezionate ed esposte opere di: Carlo Alfano, Enrico Baj,
Mathelda Balatresi, Renato Barisani, Guido Biasi, Andrea
Bizanzio, Giovanni Brancaccio, Giannetto Bravi, Emilio
Buccafusca, Enrico Bugli, Francesco Cangiullo, Giuseppe
Capogrossi, Luciano Caruso, Guido Casciaro, Giuseppe
Casciaro, Luigi Castellano (Luca), Raffaele Castello,
Alberto Chiancone, Vincenzo Ciardo, Francesco Clemente,
Carlo Cocchia, Mario Colucci, Mario Cortiello, Salvatore
Cotugno, Luigi Crisconio, Edgardo Curcio, Renato De Fusco,
Lucio del Pezzo, Crescenzo Del Vecchio Berlingieri, Armando
De Stefano, Gianni De Tora, Fortunato Depero, Giuseppe
Desiato, Bruno Di Bello, Gerardo Di Fiore, Carmine Di
Ruggiero, Baldo Diodato, Salvatore Emblema, Francesco
Galante, Saverio Gatto, Vincenzo Gemito, Manlio Giarrizzo,
Edoardo Giordano (Buchicco), Franco Girosi, Emilio Greco,
Raffaele Lippi, Nino Longobardi, Luigi Mainolfi, Antonio
Mancini, Giuseppe Maraniello, Tommaso Marinetti, Stelio
Maria Martini, Umberto Mastroianni, Rosaria Matarese, Elio
Mazzella, Luigi Mazzella, Emilio Notte, Mimmo Paladino,
Maria Palliggiano, Franco Palumbo, Rosa Panaro, Edoardo
Pansini, Guglielmo Peirce, Augusto Perez, Mario Persico,
Giuseppe Pirozzi, Gianni Pisani, Carmine Rezzuti, Clara
Rezzuti, Paolo Ricci, Guglielmo Roehrssen di Cammarata,
Errico Ruotolo, Corrado Russo, Mimma Russo, Quintino
Scolavino, Domenico Spinosa, Bruno Starita, Federico
Starnone, Toni Stefanucci, Guido Tatafiore, Ernesto
Tatafiore, Giovanni Tizzano, Ennio Tomai, Raffaele Uccella,
Maurizio Valenzi, Antonio Venditti, Gennaro Villani, Eugenio
Viti, Elio Waschimps, Natalino Zullo.

Il Museo dispone, inoltre, di un catalogo edito da Electa,
con le presentazioni del Presidente della Giunta Regionale
Antonio Bassolino, del Direttore Generale per il Paesaggio,
le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte Contemporanee Roberto
Cecchi e del Soprintendente Lorenza Mochi Onori; una
premessa di Nicola Spinosa, una introduzione della
Direttrice Angela Tecce; e con saggi critici di Maria
Antonietta Picone Petrusa, Angela Tecce, Mario Franco e
Aurora Spinosa, Katia Fiorentino.

Foto allegata: ALBERTO CHIANCONE, Funicolare, 1940-45, olio su tela cm 165x150

 




Inserito da:
Maurizio Vitiello - mauriziovitielloitaly@yahoo.it

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