
Museo della pasta
Lavori a rilento per il Museo della Pasta di Gragnano: è polemica da parte del «Centro di cultura e storia di Gragnano e Monti Lattari Alfonso Maria di Nola» presieduto da Giuseppe Di Massa. «È un’opportunità unica per lo sviluppo di Gragnano – ha affermato Di Massa – e le istituzioni hanno quindi il dovere di non perdere di vista l’obiettivo». Ma dall’amministrazione comunale chiariscono: «Abbiamo incontrato difficoltà al nostro insediamento. Ora i lavori sono ripartiti dopo aver fatto delle modifiche al progetto». La Provincia di Napoli allora presieduta da Dino Di Palma, nel gennaio del 2008 stanziò 1 milione e 700 mila euro per la realizzazione del Museo della Pasta all’interno dell’ex monastero di San Michele Arcangelo ubicato in via Santa Croce. «A suo tempo – ha spiegato il presidente del Centro di cultura – fui il solo che si oppose a quella scelta poiché ritenevo che il Museo andasse allocato in uno dei tanti edifici di ex pastifici, enormi complessi sparpagliati in più punti della città, sui quali si erano fatti anche importanti studi di fattibilità. Ma una volta decisa per vari motivi che quella dovesse essere la destinazione, bisogna ora stringere i denti e puntare all’apertura del Museo senza tentennamenti». Sempre nel 2008, l’allestimento della struttura fu affidato alla società EnerGia-Da, progettando al piano terra dell’ex convento un percorso narrativo che documenti la nascita e la storia del processo produttivo della pasta di Gragnano. «Dopo le difficoltà di natura tecnica iniziali – ha spiegato l’assessore alla cultura del Comune di Gragnano, Claudio Coluzzi – stiamo ripartendo con lo scopo di affrettare quanto prima la consegna dell’opera. Nei mesi scorsi, mentre i lavori procedevano, abbiamo anche organizzato diverse manifestazioni culturali all’interno di questa struttura». «È un’opportunità importante – ha concluso Di Massa – sia per il ritorno di immagine per il comparto dei pastifici gragnanesi, sia per puntare su uno sviluppo culturale legato al turismo, e non solo quello enogastronomico.
Francesco Ferrigno Il Mattino inserito da Michele Pappacoda