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26/02/2010

Vico Equense. Omicidio suicidio mistero fitto nuovi aggiornamenti

omicidio suicidio
omicidio suicidio

Vico Equense. A più di ventiquattr’ore dall’omicidio-suicidio di Seiano resta fitto il mistero sulle cause di una tragedia che ha sconvolto l’esistenza di due famiglie e gettato sotto la luce dei riflettori l’esistenza del tutto anonima dell’omicida e della sua vittima. Anche i primi interrogatori di Giuseppe De Martino, il fratello di Renato, il trantatreenne marittimo di Moiano, che ha ucciso a Seiano il quarantottenne Salvatore Imperato De Gennaro e poi si è tolto la vita, non hanno portato per ora i carabinieri di Vico Equense e di Sorrento che con i colleghi della Scientifica di Torre Annunziata si sono recati a Seiano, a dare una spiegazione logica all’accaduto. Il sopralluogo nella casa di via Cognulo a Moiano, dimora dell’omicida, non ha consentito per il momento di dare spiegazioni alla triste vicenda. La stanza di Renato De Martino, che viveva nella stessa abitazione del fratello Giuseppe e di Luisa Imperato De Gennaro sorella della vittima, non ha fatto imboccare agli investigatori qualche pista privilegiata. I due protagonisti della tragica vicenda a quanto risulterebbe dai primi interrogatori non avrebbero avuto neanche una grande frequentazione tra loro. Le loro case sono distanti una decina di chilometri, e inoltre Renato De Martino trascorreva gran parte dell’anno a bordo di navi mercantili della compagnia MSC che dà lavoro a centinaia di persone in costiera sorrentina. «Resta per noi familiari – ha detto un parente del marittimo – un mistero la motivazione che ha spinto Renato a questo gesto inspiegabile. Sapevamo che doveva imbarcarsi di nuovo l’8 marzo e nulla lasciava presagire l’esplodere della tragedia». Una tradizione con il mare quella di De Martino, famiglia originaria della frazione collinare di Moiano, ubicata alle pendici del Faito, che coinvolge anche il fratello maggiore Silvio, marittimo a Civitavecchia. Una famiglia numerosa quella di Renato De Martino, con il trentatreene marittimo ultimo rampollo maschio di una tipica famiglia del Sud con genitori scomparsi da decenni e caratterizzata dal forte legame di Renato con il fratello Giuseppe che lavora presso l’ospedale di Sorrento. Una delle passioni di Renato De Martino, comune anche a quella di altri familiari, era la caccia e proprio con il suo fucile, peraltro regolarmente detenuto, si è recato a Seiano per la sua missione di morte. Il dilemma che cerca ancora risposte è il perché della tragedia. Il normale tenore di vita dei suoi protagonisti, apparso evidente nella semplicità architettonica e di arredamento delle loro rispettive abitazioni, fa escludere motivi di interesse economici o di prestiti di danaro. restano dunque aperte tutte le ipotesi, compreso quella passionale.

Salvatore De Gennaro viveva in una casa colonica nella frazione di Seiano. Una vecchia casa dei suoi antenati, a 50 metri dalla Statale sorrentina, ma immersa negli uliveti. Secondo chi lo conosceva, l’uomo svolgeva la sua vita in maniera solitaria, molto riservata senza mai frequentare la piccola comunità locale. In tanti, infatti, hanno adesso dichiarato che non lo vedevano da mesi. Non è eslcuso che l’uomo soffrisse di depressione, tanto che secondo i suoi vicini di casa, ultimamente era seguito dai servizi sanitari locali. Nella disperazione, la sorella Luisa, che ha perso entrambi i suoi familiari e che per il marittimo era quasi come una seconda mamma, dal momento che vivevano nella stessa abitazione e che il giovane aveva perso entrambi i genitori in tenera età. Questa mattina sarà eseguita l’autopsia che potrebbe ulteriormente chiarire la vicenda.

Umberto Celentano Il Mattino                                           

inserito da Michele Pappacoda

 




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