A margine dell’incontro pubblico tenutosi lo scorso martedì a Minori l’assessore provinciale alle politiche sociali Giovanni Baldi e il presidente del consiglio provinciale Eva Longo, è stato ufficializzato l’interesse, da parte della Provincia di Salerno, di accogliere la proposta-progetto avanzata da Fulvio Mormile denominata “Pescatori in pensione”.
La Costiera amalfitana è sempre stata riconosciuta come luogo privilegiato per l’attività della pesca che durante il secolo scorso dava da vivere a numerose famiglie. Un’attività storica e tradizionale che è scomparsa poco a poco, fino agli anni ’80, in cui i pescatori hanno ceduto il posto alle strutture turistico-balneari. Il progetto, dedicato alla pesca, mira al recupero sociale della figura del pescatore e offre un forte contributo al settore turistico.
Secondo un’indagine del 2009, i pescatori della Costiera amalfitana in attività sono meno di 400, quelli in pensione sono 1200, giusto il triplo. Perciò si immagina di reinserire questi pescatori inattivi e sviluppare un progetto per riqualificarli a favore dello sviluppo sostenibile del territorio.
Il progetto prevede diverse fasi. Lo sviluppo di un piccolo mercato del pesce, il Mercato del Mare e della Terra a km 0, destinato allo scambio dei prodotti tra i pescatori e i ristoratori. La creazione di un marchio specifico di qualità riconoscibile su tutti i menu dei ristoranti convenzionati. La messa in opera di una scuola di pesca che possa tramandare le tecniche locali, permettendo il passaggio delle conoscenze alle nuove generazioni.
“La politica è ascoltare il territorio – confida Fulvio Mormile, esponente del PDL costiero - e questo progetto è il frutto di innumerevoli segnalazioni, che tutti i giorni mi vengono sottoposte da pescatori della costiera. Nella stessa Maiori, dopo anni di lotta per la realizzazione del porto, i posti per la pesca sono esigui. E dire che solo alla presenza di pescatori si è riuscito ad accedere a fondi regionali per la realizzazione del punto mare, con gli operatori del luogo si sono addirittura visti rimuovere le proprie imbarcazioni dall’ arenile, privandoli e privandoci di ciò che da sempre fa parte del nostro paesaggio: il pescatore che tesse le proprie reti in prossimità del molo. A Cetare addirittura si è giunti al fermo pesca che rischia di far tracollare l’intera economia cittadina”.